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Sentenza

Sentenza n. 1920/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento del provvedimento di revoca del Nulla Osta - istanza P-NA/L/Q/2023/104403 al lavoro subordinato, emesso dalla Prefettura di Napoli il 18/02/2025, ma regolarmente notificato solo in data 06/05/2025, nonché di ogni altro atto comunque connesso a quello impugnato.

Giustizia amministrativa202503340

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta al lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato, adottata dalla Prefettura di Napoli il 18 febbraio 2025 e conosciuta soltanto il 6 maggio 2025. Il nulla osta era stato richiesto nel marzo 2023 da un datore di lavoro successivamente deceduto, mentre il ricorrente era entrato in Italia nel settembre 2023 dopo il rilascio del visto. Alla convocazione del 2 gennaio 2025 il ricorrente si era presentato e aveva depositato la documentazione relativa all'alloggio, ma il datore di lavoro non era presente perché deceduto. Lo Sportello Unico aveva avviato il procedimento di revoca senza una seconda convocazione e senza che il ricorrente ricevesse il preavviso di revoca. Il ricorrente ha dedotto difetto di motivazione e di istruttoria, violazione degli artt. 21-octies e 21-nonies l. 241/1990, violazione delle garanzie partecipative, violazione della prassi amministrativa e delle circolari ministeriali relative alla seconda convocazione, violazione dell'art. 5 TUI, del giusto procedimento, nonché eccesso di potere per ingiustizia manifesta, aggravio procedurale e mancata traduzione in una lingua conosciuta. Ha inoltre evidenziato di essere stato assunto, già dal 2 luglio 2024, da un diverso datore di lavoro con contratto a tempo indeterminato e di avere successivamente prodotto ulteriore documentazione attestante la prosecuzione di rapporti lavorativi e la percezione delle retribuzioni.

La decisione

Il TAR ha ritenuto tempestivo il ricorso, poiché l'amministrazione non ha dimostrato né l'elezione di domicilio del ricorrente presso i destinatari delle precedenti comunicazioni né l'avvenuta consegna delle PEC, mentre la conoscenza del provvedimento è stata provata con la trasmissione al difensore domiciliatario del 6 maggio 2025. Nel merito, il ricorso è stato accolto. Il giudice ha valorizzato la buona fede del cittadino straniero, il lungo periodo trascorso dall'ingresso in Italia, l'assunzione da parte di un diverso datore di lavoro e il positivo inserimento economico e sociale. Tali sopravvenienze imponevano una valutazione conforme ai principi di proporzionalità e ragionevolezza. Non possono essere addebitate al lavoratore le carenze del datore di lavoro originario, deceduto prima della definizione della procedura. Il provvedimento di revoca è stato quindi annullato. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 5 d.lgs. 286/1998

    Nella valutazione della posizione dello straniero devono essere considerate, secondo proporzionalità e ragionevolezza, le sopravvenienze favorevoli, la buona fede, l'assunzione da parte di un diverso datore di lavoro e il positivo inserimento economico e sociale.

  • art. 21-octies l. 241/1990

    La norma è stata richiamata dal ricorrente tra i motivi di illegittimità, ma la sentenza non ne sviluppa un'autonoma interpretazione.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    La norma è stata richiamata dal ricorrente tra i motivi di illegittimità, ma la sentenza non ne sviluppa un'autonoma interpretazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto, insieme agli artt. 5 e 6 del regolamento UE 2016/679, per disporre l'oscuramento delle generalità della parte.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, quale fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il nulla osta al lavoro subordinato di un cittadino straniero viene revocato dopo un significativo lasso di tempo dall'ingresso in Italia, l'amministrazione deve valutare le sopravvenienze favorevoli intervenute nel frattempo, soprattutto l'assunzione da parte di un diverso datore di lavoro e il positivo inserimento economico e sociale del lavoratore.
  • In presenza della buona fede del cittadino straniero, non possono essergli addebitate le omissioni o carenze documentali imputabili al datore di lavoro originario, in particolare quando questi sia deceduto prima della conclusione della procedura.
  • La revoca del nulla osta deve rispettare i principi di proporzionalità e ragionevolezza e richiede una valutazione concreta della posizione soggettiva maturata dal lavoratore nel periodo successivo all'ingresso in Italia.
  • Ai fini della tempestività dell'impugnazione, la pubblica amministrazione deve dimostrare l'effettiva conoscenza legale del provvedimento, non essendo sufficienti comunicazioni inviate a soggetti diversi dal difensore domiciliatario in assenza di prova dell'elezione di domicilio e della consegna delle PEC.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaLegittimo affidamentoDifetto di istruttoriaDecadenza e tardività

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