Sentenza del 05/05/2017 n. 3159 - Comm. Trib. Prov. Milano
PROCESSO TRIBUTARIO - Onere della prova - Obiettive condizioni di incertezza - Grava sul contribuente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa pretesa del contribuente non è stata accolta, poiché la mera allegazione dell'oscurità o ambiguità della normativa non è sufficiente. Per invocare validamente l'esimente, il contribuente deve fornire una prova specifica delle difficoltà interpretative oggettive e degli elementi normativi o applicativi che le hanno generate.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente ha invocato l'esimente delle obiettive condizioni di incertezza sull'interpretazione delle disposizioni tributarie applicabili, presumibilmente per ottenere l'esclusione o la riduzione delle conseguenze sanzionatorie. Ha sostenuto che la normativa fosse ambigua o equivoca. Tuttavia, l'onere della prova grava sul contribuente, che deve dimostrare concretamente sia l'effettiva equivocità delle disposizioni sia l'esistenza di elementi positivi di confusione idonei a rendere obiettivamente incerta la loro interpretazione.
Massime di principio
- L'esimente delle obiettive condizioni di incertezza non opera automaticamente quando una norma appare genericamente complessa o poco chiara.
- L'onere di dimostrare l'effettiva ambiguità normativa e la presenza di concreti elementi di confusione grava sul contribuente che invoca l'esimente.
- La valutazione deve riguardare l'incertezza oggettiva della disciplina, non la semplice difficoltà soggettiva del contribuente o del suo consulente.
- In una situazione analoga è opportuno documentare prassi amministrative divergenti, orientamenti giurisprudenziali contrastanti, circolari contraddittorie o altri elementi positivi che rendano realmente incerta l'interpretazione.
- In assenza di una prova concreta dell'incertezza interpretativa, la violazione tributaria resta sanzionabile secondo le regole ordinarie.
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