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Ordinanza

Ordinanza n. 33/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) n. 2520/2025, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202600062

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Sicilia, Sezione I, che aveva respinto il ricorso contro la revoca di agevolazioni pubbliche e la richiesta di restituzione delle somme, compreso l'Equivalente Sovvenzione Lordo, conseguenti a interdittiva antimafia

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente finanziatore)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società appellante ha chiesto in via cautelare la sospensione dell'esecutività della sentenza di primo grado, deducendo vizi della pronuncia che aveva confermato la revoca delle agevolazioni pubbliche e la conseguente restituzione delle somme erogate, incluso l'Equivalente Sovvenzione Lordo, a seguito di informazione interdittiva antimafia. In particolare, è stata sottoposta all'approfondimento di merito la questione della non debenza dell'ESL con riferimento ai finanziamenti restituiti anteriormente all'informazione interdittiva antimafia o, comunque, alla revoca del finanziamento.

La decisione

Il CGARS ha respinto l'istanza cautelare. In sede di sommaria valutazione, ha escluso il fumus boni iuris, ritenendo che la sentenza impugnata non apparisse viziata e che il primo giudice avesse correttamente applicato i principi consolidati, secondo cui la revoca dei benefici economici conseguente a interdittiva antimafia è atto vincolato e ricognitivo della condizione risolutiva prevista dalla legge, con effetti ex tunc. Il Collegio ha tuttavia ritenuto meritevole di approfondimento nel giudizio di merito la questione relativa alla debenza dell'ESL per finanziamenti restituiti prima dell'interdittiva antimafia o della revoca. Ha inoltre escluso il periculum in mora, poiché il pregiudizio economico lamentato è ripetibile: in caso di accoglimento dell'appello nel merito, la società potrebbe ottenere la restituzione delle somme versate. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale in appello e consente la richiesta di sospensione dell'esecutività della sentenza impugnata.

  • art. 52, comma 1, d.lgs. 196/2003

    Ritenuti sussistenti i presupposti per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte interessata.

Massime di principio

  • La revoca dei benefici economici pubblici conseguente a un'informazione interdittiva antimafia costituisce, secondo i principi richiamati dal giudice, un atto vincolato e ricognitivo della condizione risolutiva prevista ex lege, con effetti retroattivi ex tunc.
  • In sede cautelare d'appello, l'assenza del fumus boni iuris impedisce la sospensione dell'esecutività della sentenza impugnata, anche quando una specifica questione interpretativa sia ritenuta meritevole di approfondimento nel merito.
  • Un pregiudizio esclusivamente patrimoniale non integra, di regola, un periculum in mora grave e irreparabile quando le somme richieste o versate siano ripetibili e possano essere restituite in caso di accoglimento dell'impugnazione nel merito.

Come è indicizzato

MaterieRevoca e recupero dei contributiInterdittiva e informazione antimafia
RamiContributi e finanziamenti pubbliciAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
SottomaterieEffetti sui contratti e sui titoli abilitativi
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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