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Ordinanza

Ordinanza n. 1854/2026 - Napoli, Sezione 6

Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: Avverso e per la declaratoria di illegittimità del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sulla conclusione del procedimento amministrativo della domanda di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da -OMISSIS- -OMISSIS- il 11/6/2026: per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del decreto di rigetto emesso dalla Prefettura di Caserta in data 03/06/2026.

Giustizia amministrativa202602489

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio sulla domanda di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato e, con motivi aggiunti, decreto prefettizio di rigetto della domanda

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha inizialmente agito contro il silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sulla domanda di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato. Con motivi aggiunti ha impugnato il decreto di rigetto adottato dalla Prefettura di Caserta il 3 giugno 2026, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. In sede cautelare ha sostenuto l'illegittimità del rigetto; il provvedimento riferisce, tuttavia, che la domanda di conversione era stata presentata circa diciassette mesi dopo la scadenza del permesso di soggiorno e che non erano stati forniti adeguati elementi probatori per smentire la carenza del requisito dell'avvenuto svolgimento di regolare lavoro stagionale per il periodo minimo necessario alla conversione.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare proposta con i motivi aggiunti, ritenendo assenti apprezzabili profili di fondatezza. Ha osservato che, pur non essendo il termine per la presentazione della domanda di conversione qualificato dalla giurisprudenza come perentorio, nel caso concreto il ritardo di circa diciassette mesi dalla scadenza del permesso era eccessivo e non giustificato. Ha inoltre rilevato che il ricorrente non aveva fornito adeguati elementi probatori per contestare la carenza del requisito relativo allo svolgimento di regolare lavoro stagionale per il periodo minimo richiesto. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; sulla base della valutazione sommaria propria della fase cautelare, il TAR ha respinto la domanda di sospensione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Nella valutazione cautelare di una domanda di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato, il termine per la presentazione della richiesta, pur non essendo perentorio, può assumere rilievo quando il ritardo rispetto alla scadenza del titolo sia eccessivo e non giustificato.
  • La domanda cautelare contro il diniego di conversione del permesso di soggiorno non presenta apprezzabili profili di fondatezza quando il richiedente non fornisca adeguati elementi probatori per smentire la carenza del requisito dello svolgimento di regolare lavoro stagionale per il periodo minimo richiesto.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareTermini del procedimentoOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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