Sentenza del 09/06/2017 n. 14372 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle entrate contestava la sentenza della CTR del Piemonte, che aveva riconosciuto la deducibilità nel 2003 di provvigioni relative a contratti di assicurazione sulla vita poliennali e di costi per consulenze. Secondo l'Agenzia, l'art. 111, comma 4, del T.U.I.R. imponeva di dedurre le provvigioni relative a contratti poliennali nell'anno di stipulazione e nei due successivi, anche quando si trattava di provvigioni ricorrenti. Contestava inoltre l'imputazione al 2003 di una consulenza ultimata nel 2004, ritenendo decisivo il momento di ultimazione della prestazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso dell'Agenzia delle entrate e ha confermato la decisione favorevole a EV s.p.a. Ha stabilito che l'art. 111, comma 4, T.U.I.R. si applica alle provvigioni liquidate anticipatamente, cosiddette provvigioni precontate, mentre le provvigioni ricorrenti, il cui diritto sorge anno per anno solo dopo il pagamento dei premi assicurativi, seguono le ordinarie regole di competenza e correlazione tra costi e ricavi. Anche il costo per consulenza è stato correttamente imputato al 2003, poiché la prestazione era stata completata prima della chiusura dei conti relativi a quell'esercizio. Le spese del giudizio di cassazione sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 111, comma 4, T.U.I.R. (nel testo applicabile ratione temporis)
Le provvigioni relative all'acquisizione dei contratti di assicurazione di durata poliennale stipulati nel periodo di imposta sono deducibili in quote costanti nel periodo stesso e nei due successivi; tuttavia per i contratti di assicurazione sulla vita possono essere dedotte per l'intero ammontare nel predetto periodo.
La disposizione riguarda le provvigioni liquidate anticipatamente al momento della stipula del contratto, non le provvigioni ricorrenti maturate annualmente in funzione dell'effettivo pagamento dei premi. Queste ultime sono deducibili secondo il principio ordinario di competenza.
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 109, T.U.I.R.
I componenti negativi concorrono a formare il reddito nell'esercizio di competenza.
Il costo va imputato al periodo d'imposta nel quale si perfeziona la fattispecie che lo genera e il debito diventa giuridicamente riferibile all'impresa, tenendo conto anche della correlazione con i ricavi.
Principio civilistico e fiscale di competenza
La deduzione deve seguire il momento in cui il costo è effettivamente maturato e, per le provvigioni ricorrenti, coincide con l'incasso del premio annuale che fa sorgere il diritto dell'agente alla provvigione.
Principio di correlazione tra costi e ricavi
I costi devono essere imputati al periodo nel quale contribuiscono alla produzione dei ricavi cui sono collegati. Non è corretto anticipare la deduzione di provvigioni legate a ricavi futuri e incerti.
Massime di principio
- Per stabilire il periodo di deducibilità delle provvigioni assicurative occorre verificare concretamente quando sorge il diritto dell'agente: se alla stipula per l'intero contratto, si applicano le regole speciali sulle provvigioni precontate; se anno per anno dopo il pagamento del premio, si applica il principio ordinario di competenza.
- La mera durata pluriennale della polizza o la semplice facoltà di recesso annuale non sono decisive da sole: rilevano soprattutto le clausole contrattuali che disciplinano la maturazione e il pagamento delle provvigioni.
- L'Amministrazione finanziaria non può imporre la deduzione delle provvigioni in un periodo nel quale il relativo debito non è ancora sorto, perché ciò violerebbe i principi di certezza, competenza e correlazione tra costi e ricavi.
- Per i costi di consulenza occorre individuare il momento in cui la prestazione è completata e riferibile all'esercizio. Un'attività ultimata prima della chiusura dei conti può essere imputata all'esercizio cui si riferisce, anche se la fattura o il completamento formale intervengono successivamente.
- La documentazione contrattuale, contabile e relativa all'effettivo pagamento dei premi è determinante per dimostrare la natura ricorrente delle provvigioni e il corretto esercizio di competenza.
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