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Sentenza

Sentenza n. 975/2026 - Venezia, Sezione 4

Giustizia amministrativa202501611

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IVSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione di una sentenza definitiva del giudice del lavoro, nonostante la notificazione in forma esecutiva

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (beneficiario del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l’ottemperanza della sentenza definitiva pronunciata dal Tribunale ordinario di Vicenza, Sezione Lavoro, deducendo la mancata esecuzione del giudicato da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, protrattasi anche dopo la notificazione del titolo in forma esecutiva. Ha dimostrato il passaggio in giudicato della sentenza e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo presso la sede dell’Amministrazione, previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza. Ha ritenuto ammissibile la domanda perché il ricorrente aveva provato il passaggio in giudicato della sentenza da eseguire e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996. Nel merito, dalla documentazione prodotta non risultava che l’Amministrazione avesse adempiuto alle obbligazioni derivanti dal titolo giudiziale. Il Tribunale ha quindi ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, autorizzandolo a delegare e subdelegare l’attività e prevedendo un ulteriore termine di 60 giorni per l’adempimento commissariale. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 800 euro oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    termine dilatorio di 120 giorni

    La domanda di esecuzione nei confronti dell’Amministrazione è ammissibile dopo il decorso di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo presso la sede dell’Amministrazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • La domanda di ottemperanza a una sentenza pronunciata dal giudice ordinario è ammissibile quando il ricorrente dimostri il passaggio in giudicato del titolo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo presso la sede dell’Amministrazione, ai sensi dell’art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.
  • Quando dalla documentazione processuale risulta che l’Amministrazione non ha adempiuto alle obbligazioni derivanti da un giudicato, il giudice amministrativo deve ordinare l’esecuzione del titolo entro un termine assegnato e può nominare un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
  • Il commissario ad acta può essere individuato in un dirigente dell’Amministrazione interessata, con facoltà di delega e subdelega, affinché provveda direttamente o tramite funzionario delegato sotto la propria responsabilità.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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