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Sentenza

Sentenza n. 3760/2026 - Roma, Sezione 3T

per l’annullamento -a) della comunicazione Agea 7.10.2022, prot. n. AGEA.AGA.2022.35731, avente ad oggetto: “Regime delle quote latte – esecuzione sentenza/e dell’Autorità Giudiziaria. Ricalcolo del prelievo supplementare imputato”, con i relativi allegati, riferita al periodo 2000/01, inviata al ricorrente a mezzo PEC il 10.10.2022; -b) di tutti gli altri atti antecedenti, presupposti, preparatori, conseguenti e comunque connessi con quelli impugnati, anche se allo stato non conosciuti, ivi compresi gli atti amministrativi assunti dall'Agea per il conteggio dei quantitativi di latte assoggettati a prelievo, per la compensazione e la ridistribuzione del prelievo in eccesso.

Giustizia amministrativa202216539

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: comunicazione Agea relativa al ricalcolo del prelievo supplementare imputato per il periodo 2000/01, con gli atti connessi di conteggio, compensazione e ridistribuzione del prelievo

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (agenzia amministrativa)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’azienda agricola ha impugnato la comunicazione Agea del 7 ottobre 2022, ricevuta il 10 ottobre 2022, avente ad oggetto l’esecuzione di sentenze dell’autorità giudiziaria e il ricalcolo del prelievo supplementare imputato nell’ambito del regime delle quote latte, riferito al periodo 2000/01. Il ricorso era esteso agli atti presupposti, preparatori, conseguenti e connessi, inclusi quelli relativi al conteggio dei quantitativi di latte assoggettati a prelievo, alla compensazione e alla ridistribuzione del prelievo in eccesso. Il testo della sentenza non riporta l’articolazione dei motivi di illegittimità dedotti, poiché la controversia è stata definita per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata dalla parte ricorrente il 4 febbraio 2026, con cui essa ha rinunciato alla definizione nel merito della controversia per sopravvenuta carenza di interesse e ha chiesto la compensazione delle spese. Il giudice ha ritenuto che, in presenza di una dichiarazione univoca della parte, il principio dispositivo imponesse la declaratoria di improcedibilità ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti, in ragione dell’esito della controversia e della particolarità delle questioni sottostanti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

Massime di principio

  • La dichiarazione univoca della parte ricorrente circa la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito impone al giudice amministrativo, in applicazione del principio dispositivo, di dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La sopravvenuta carenza di interesse alla definizione nel merito determina l’improcedibilità della domanda di annullamento, senza necessità di esaminare i motivi di illegittimità dedotti contro l’atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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