Sentenza n. 1152/2026 - Napoli, Sezione 7
per l'annullamento - e la declaratoria di illegittimità del diniego del 15/09/2025 prot. n. 5668 espresso dal Comune di Melizzano (BN) in relazione all'istanza di accesso assunta al protocollo comunale n. 4674 del 23/07/2025; - nonché per l'accertamento del diritto della ricorrente all'accesso agli atti richiesti; e a consentire l'accesso, esibendo e rilasciando copia della documentazione richiesta avanzata dalla ricorrente al Comune di Melizzano con la predetta istanza d'accesso del 23/07/2025;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego espresso di accesso alla SCIA edilizia e agli ulteriori titoli edilizi relativi alla sopraelevazione dell’immobile confinante
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria confinante)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente, proprietaria di un immobile confinante con quello della controinteressata, aveva chiesto al Comune copia della SCIA edilizia e degli eventuali ulteriori titoli relativi a una sopraelevazione realizzata sull’immobile vicino. L’accesso era finalizzato a verificare la conformità dell’intervento edilizio al titolo e agli strumenti urbanistici, anche in vista della tutela giudiziaria del diritto di panorama e di eventuali azioni civili o penali. Il Comune aveva negato l’accesso ritenendo che la SCIA, risalente al 2014, si fosse ormai consolidata per il decorso del tempo e che l’interesse della richiedente fosse venuto meno. L’amministrazione ha eccepito l’irricevibilità del ricorso, sostenendo che il diniego costituisse atto meramente confermativo di un precedente diniego tacito. La ricorrente ha dedotto la sussistenza di un interesse diretto, concreto e attuale, fondato sulla vicinitas e sull’esigenza difensiva, nonché la violazione degli artt. 22, 24 e 25 della l. 241/1990.
La decisione
Il TAR ha respinto l’eccezione di irricevibilità, ritenendo che il provvedimento del 15 settembre 2025 fosse un diniego espresso e motivato, adottato all’esito di una specifica istruttoria, e non un mero atto confermativo di un diniego tacito. Il ricorso è stato accolto nel merito. Il Collegio ha riconosciuto alla proprietaria confinante un interesse diretto, concreto e attuale all’accesso, poiché la vicinitas determina una posizione differenziata rispetto alla generalità dei consociati in relazione al rispetto dei limiti allo ius aedificandi. L’accesso ai titoli edilizi è autonomo rispetto all’interesse richiesto per impugnare il titolo e non viene meno per il decorso di oltre un decennio dalla realizzazione dell’intervento. La richiesta non è stata ritenuta esplorativa né eccessivamente onerosa per l’amministrazione. È stata inoltre valorizzata la finalità difensiva dell’accesso, destinata a consentire la tutela di situazioni giuridiche in sede giudiziaria; tale accesso prevale sulle eventuali esigenze di riservatezza dei terzi, comunque non concretamente dimostrate nel caso di specie. Il Comune è stato quindi condannato a consentire, entro trenta giorni, la visione e l’estrazione di copia della documentazione richiesta, previo rimborso dei costi di riproduzione e dei diritti di ricerca e visura. Le spese di giudizio, liquidate in euro 1.500 oltre accessori e contributo unificato, sono state poste a carico del Comune.
Norme richiamate
art. 22, comma 1, lett. b), l. 241/1990
un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso
La legittimazione all’accesso richiede un interesse diretto, concreto e attuale collegato ai documenti richiesti, ma la situazione giuridicamente tutelata è più ampia rispetto alla posizione necessaria per impugnare un atto. In materia edilizia, la vicinitas è sufficiente a fondare l’interesse all’accesso.
art. 24, comma 7, l. 241/1990
deve comunque essere garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici
L’accesso difensivo riceve una tutela preminente e prevale sulle esigenze di riservatezza dei terzi quando la conoscenza dei documenti sia necessaria alla cura o alla difesa di interessi giuridici.
art. 25 l. 241/1990
La disposizione fonda l’esercizio del diritto di accesso mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi; nel caso concreto, il Comune è stato obbligato a consentire tali modalità di accesso.
art. 20, comma 6, d.P.R. 380/2001
La pubblicazione del permesso di costruire all’albo pretorio è richiamata quale espressione del principio di massima trasparenza delle pratiche edilizie.
Massime di principio
- In materia di accesso ai titoli edilizi, la vicinitas del richiedente rispetto all’immobile interessato dall’intervento è sufficiente a dimostrare un interesse diretto, concreto e attuale, poiché il confinante o altro soggetto stabilmente collegato alla zona è titolare di una posizione differenziata rispetto alla generalità dei consociati in relazione al rispetto dei limiti allo ius aedificandi.
- Il diritto di accesso ai titoli edilizi è autonomo rispetto all’interesse necessario per impugnare il titolo abilitativo: per ottenere i documenti non occorre dimostrare in anticipo la concreta lesione di una posizione giuridica né individuare già tutti gli estremi dell’eventuale azione giudiziaria.
- Il decorso di un lungo periodo dalla presentazione della SCIA o dalla realizzazione dell’intervento edilizio non fa venir meno, di per sé, l’interesse all’accesso del proprietario confinante, quando la documentazione sia ancora utile a verificare la regolarità dell’opera e a tutelare le proprie ragioni.
- L’accesso finalizzato alla cura o alla difesa di interessi giuridici prevale sulle esigenze di riservatezza dei terzi, salvo che siano concretamente individuati dati personali meritevoli di protezione; ove necessario, l’accesso può essere consentito mediante oscuramento dei dati non indispensabili.
- La richiesta di accesso a una pratica edilizia non è esplorativa quando individua uno specifico intervento e persegue la verifica della conformità delle opere al titolo edilizio, anche se il richiedente non conosce tutti gli estremi degli atti eventualmente adottati dall’amministrazione.
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