Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 882/2026 - Genova, Sezione 1

per l’annullamento - dell’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico -OMISSIS- con il quale il Dirigente del Settore Servizi alle Imprese, al Territorio e Sviluppo sostenibile del Comune di Sanremo ha autorizzato “il Legale Rappresentante -OMISSIS- snc -OMISSIS--OMISSIS-)-OMISSIS- ad occupare mq 13.30 (m. 7.00x1.90) di suolo pubblico per la posa di dehors aperto in struttura, non in adiacenza, avente le caratteristiche descritte nell’istanza, antistante l’esercizio pubblico in capo alla ditta -OMISSIS-(-OMISSIS-”, anche in relazione alla CILA -OMISSIS- “per sostituzione di dehor aperto permanente dell’attività denominata-OMISSIS-”; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, anche non conosciuto, ivi compresi: -- la nota del Settore Servizi alla Imprese, al Territorio e Sviluppo Sostenibile del Comune di Sanremo 11/11/2021 con la quale è stato comunicato che la legittimazione del dehor di -OMISSIS- discenderebbe “non solo dai titoli sopra menzionati [-OMISSIS-] ma anche dal consenso formulato per iscritto da -OMISSIS- […] ai sensi dell’art. 6.2 del Regolamento per la realizzazione dei dehors approvato con -OMISSIS-”; -- ove occorra, dell’art.6.2 del Regolamento per la realizzazione dei dehors stagionali e permanenti del Comune di Sanremo approvato con D.C.C. -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202200228

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico per la realizzazione di un dehor, unitamente ai titoli edilizi relativi alla sua realizzazione e agli atti presupposti

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’autorizzazione rilasciata dal Comune di Sanremo alla controinteressata per occupare circa 13,30 mq di suolo pubblico mediante un dehor aperto, nonché i titoli edilizi SCIA e CILA riferiti all’opera e, ove occorrente, la disposizione del regolamento comunale sui dehors che riconosceva rilievo al consenso scritto del soggetto interessato. Dal testo emerge che il ricorrente lamentava, in particolare, l’eccessivo ingombro dell’opera. Il Comune e la controinteressata hanno eccepito l’improcedibilità del ricorso, deducendo che l’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico e i titoli edilizi impugnati erano stati successivamente annullati in autotutela e che il nuovo dehor, di dimensioni più contenute, era stato autorizzato con un nuovo provvedimento SUAP.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo che il sopravvenuto annullamento dei provvedimenti impugnati avesse eliminato l’oggetto della controversia. Non è stata quindi pronunciata una decisione di merito sulla legittimità originaria dell’autorizzazione, dei titoli edilizi o della disposizione regolamentare. Quanto alle spese, il Collegio ha applicato il principio della soccombenza virtuale: le spese sono state compensate per metà e, per la restante metà, poste a carico del Comune, in considerazione della tempistica dell’autotutela esercitata dall’amministrazione a seguito delle contestazioni del ricorrente sull’eccessivo ingombro del dehor. La liquidazione è stata fissata in euro 1.500,00, oltre accessori di legge, per la quota posta a carico del Comune. Le spese sono state invece integralmente compensate nei rapporti tra ricorrente e controinteressata.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    sopravvenuto annullamento dei provvedimenti impugnati dalla parte ricorrente implica la cessazione della materia del contendere

    La sopravvenuta eliminazione degli atti impugnati determina la cessazione della materia del contendere, quando viene meno l’oggetto della domanda di annullamento.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato per lo svolgimento dell’udienza secondo il rito camerale previsto dalla disposizione.

  • art. 13-quater disp. att. c.p.a.

    Richiamato in relazione all’istanza depositata dalla parte ricorrente; il testo non espone ulteriori profili decisori connessi a tale disposizione.

  • art. 2, comma 2, d.m. n. 55/2014

    Richiamato ai fini del rimborso delle spese generali riconosciute insieme alla quota di spese processuali posta a carico del Comune.

Massime di principio

  • Quando, nelle more del giudizio di annullamento, l’amministrazione annulla in autotutela tutti i provvedimenti impugnati e adotta eventualmente un nuovo provvedimento sostitutivo, viene meno l’oggetto della domanda e il giudice dichiara cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La cessazione della materia del contendere per sopravvenuta eliminazione degli atti impugnati non comporta, di per sé, una pronuncia sulla legittimità originaria degli atti, salvo gli effetti eventualmente rilevanti ai fini della regolazione delle spese.
  • Ai fini della liquidazione delle spese in caso di cessazione della materia del contendere, il giudice può applicare il criterio della soccombenza virtuale, valutando anche la tempestività e le modalità con cui l’amministrazione ha esercitato l’autotutela in relazione alle contestazioni formulate dal ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziOccupazione di suolo pubblicoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseAutotutela decisoria

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.