Sentenza del 17/05/2019 n. 4277 - Comm. Trib. Reg. per la Campania
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava l'impugnazione dell'avviso di accertamento relativo all'anno d'imposta 2012, con cui l'Agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione, ai fini IRES e IRAP, un costo di 210.000 euro dedotto dalla società per consulenza immobiliare infragruppo. La società sosteneva che il costo fosse effettivo, inerente e documentato da un contratto e da fatture. L'Agenzia contestava invece l'esistenza concreta delle prestazioni e la loro effettiva destinazione all'attività produttiva, rilevando che la documentazione consisteva principalmente nel contratto, nella fattura e in alcuni visti apposti su documenti relativi a servizi immobiliari. La CTR ha precisato che l'inerenza è un requisito qualitativo, ma che il contribuente deve comunque provare l'esistenza, la natura, i fatti giustificativi e la concreta destinazione del costo alla produzione.
La decisione
La Commissione Tributaria Provinciale di Napoli aveva accolto il ricorso della società e condannato l'Agenzia alle spese. In appello, la Commissione Tributaria Regionale della Campania ha invece accolto l'impugnazione dell'Agenzia, ritenendo non assolto dalla contribuente l'onere di dimostrare l'effettività e la concreta natura delle prestazioni di consulenza. La CTR ha considerato indizi dell'inesistenza del costo la natura infragruppo del rapporto, l'assenza di data certa o di elementi di esteriorizzazione del contratto, la scarsità della documentazione e la sproporzione tra le attività concretamente dimostrate e l'importo fatturato. Di conseguenza, ha rigettato il ricorso introduttivo e confermato il recupero fiscale. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate.
Norme richiamate
Art. 109, comma 5, del TUIR
Le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, dagli oneri fiscali e contributivi sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito o che non vi concorrono in quanto esclusi.
La CTR, richiamando il più recente orientamento della Cassazione, ha affermato che la disposizione non definisce direttamente il principio generale di inerenza, ma disciplina il rapporto tra costi e ricavi o proventi esenti. L'inerenza deve essere valutata principalmente in senso qualitativo, verificando il collegamento del costo con l'attività d'impresa.
Art. 9 del TUIR
Principio del normale valore di mercato.
Il normale valore di mercato può essere utilizzato dall'Amministrazione come parametro generale per valutare la congruità e l'economicità delle componenti positive e negative. L'eccessiva onerosità non esclude automaticamente l'inerenza, ma può costituire un indizio dell'estraneità del costo all'attività d'impresa.
Cassazione, ordinanze n. 450/2018 e n. 3170/2018
L'inerenza consiste in un giudizio qualitativo, scevro da riferimenti all'utilità o al vantaggio economico e distinto dalla congruità del costo.
Il costo può essere inerente anche senza dimostrare che abbia prodotto maggiori ricavi o uno specifico vantaggio economico. Tuttavia, il contribuente deve dimostrare l'esistenza effettiva della spesa, la sua natura e il collegamento concreto con l'attività d'impresa.
Cassazione n. 13882/2018
È inerente e deducibile il costo correlato all'attività effettivamente svolta anche in via indiretta, potenziale o futura, a prescindere dai maggiori ricavi conseguiti.
Il collegamento con l'attività imprenditoriale può essere indiretto, potenziale o riferito a risultati futuri; non è necessario provare un incremento immediato dei ricavi.
Cassazione n. 14579/2018
L'abbandono dei requisiti della vantaggiosità e della congruità del costo non significa che essi siano del tutto esclusi dal giudizio di valore.
Congruità ed economicità non sono requisiti autonomi e assoluti dell'inerenza, ma possono assumere rilievo indiziario nella valutazione complessiva della deducibilità e dell'effettiva riferibilità del costo all'impresa.
Massime di principio
- Per dedurre un costo non basta produrre un contratto e una fattura: il contribuente deve dimostrare concretamente che la prestazione è stata realmente eseguita, indicando attività svolte, tempi, risultati, modalità operative e collegamento con l'impresa.
- Nei rapporti infragruppo l'Amministrazione può svolgere un controllo più rigoroso, poiché la presenza di società collegate può rendere possibile una pianificazione fiscale o l'allocazione dei costi e dei ricavi all'interno del gruppo.
- L'inerenza va valutata in senso qualitativo: non è necessario dimostrare un vantaggio economico immediato, ma occorre provare che il costo sia collegato, anche indirettamente o potenzialmente, all'attività d'impresa.
- La congruità dell'importo non è di per sé decisiva, ma un compenso elevato rispetto alle attività documentate può costituire un indizio dell'inesistenza o dell'estraneità del costo.
- È opportuno conservare documentazione analitica e verificabile, come report, relazioni, email, verbali, ordini di servizio, timesheet, deliverable, evidenze dei risultati e criteri di determinazione del compenso.
- Quando le prestazioni infragruppo sono descritte in modo generico e la documentazione dimostra soltanto attività meramente formali o facilmente predisponibili a posteriori, il costo può essere disconosciuto per mancata prova dell'effettività e della destinazione alla produzione.
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