Cassazione Penale, Sentenza n. 39012/2024 del 24/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Salerno del 15/03/2024 chiedendone la cassazione per violazione di legge con riguardo all'affermazione di responsabilità per i delitti di rapina e di tentata estorsione. In particolare Dolce deduceva illogicità della motivazione e una diversa lettura delle risultanze processuali, contestando la valutazione delle prove e, in modo speciale, l'attendibilità delle dichiarazioni rese dalla persona offesa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha disposto: 1) annullamento senza rinvio della sentenza impugnata con riferimento a Iacovazzo Gerardo perché i reati risultano estinti per la morte del reo (certificato di morte del 25/08/2024); 2) dichiarazione di inammissibilità del ricorso proposto da Dolce Monica, con condanna della stessa al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Il ricorso di Dolce è quindi respinto per inammissibilità; la posizione di Iacovazzo è estinta per morte.
Norme richiamate
Giurisprudenza (Sez. U., Jakani)
Sez. U, n. 12 del 31/05/2000, Jakani, Rv. 216260
Principio secondo cui la Corte di cassazione è preclusa dal riesaminare il merito delle valutazioni probatorie e non può sovrapporre la propria valutazione a quella dei giudici di merito; non è consentito utilizzare la censura per sostituire il proprio modello argomentativo a quello del giudice d'appello
Principio di estinzione del reato per morte del reo
La morte dell'imputato estingue il reato e determina l'annullamento della sentenza di condanna senza rinvio con riguardo alla sua posizione, salvo effetti per gli altri coimputati
Massime di principio
- La Corte di cassazione non può rimettere in discussione la valutazione delle prove fatta dai giudici di merito salvo che emerga un vizio giuridico palese: le doglianze che si limitano a proporre una diversa lettura logica dei fatti sono inammissibili
- La morte del reo estingue il reato e comporta l'annullamento senza rinvio della sentenza rispetto alla posizione del deceduto; tale estinzione non incide automaticamente sulle posizioni degli altri imputati
- Per impugnare con successo in Cassazione una decisione di merito sulla responsabilità occorre dedurre specifici vizi di diritto o di motivazione tali da integrare violazione di legge, non una mera contrapposizione di plausibili argomentazioni alternative
- La dichiarazione di inammissibilità in Cassazione può comportare la condanna alle spese e, se previsto, all'ammenda (es. somma versata alla Cassa delle ammende); pertanto l'impugnazione meramente strumentale o manifestamente infondata comporta rischi economici per il ricorrente
- Quando si censurano valutazioni circa dichiarazioni della persona offesa, è necessario dimostrare che il giudice abbia compiuto una valutazione illogica o contraddittoria sotto il profilo giuridico, non semplicemente che esistano letture alternative dei riscontri probatori
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