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Sentenza

Sentenza n. 2124/2026 - Catania, Sezione 4

Giustizia amministrativa202502825

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IVSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione tempestiva della sentenza del Tribunale di Catania, Sezione Lavoro, che riconosceva il diritto alla Carta elettronica per gli anni scolastici dal 2016/2017 al 2021/2022

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell’art. 114 c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza n. 1522/2024 del Tribunale di Catania, Sezione Lavoro. Il giudicato aveva riconosciuto il diritto della docente a fruire, per sei anni scolastici, del beneficio economico previsto dall’art. 1, comma 121, della l. 107/2015, nella forma della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione, condannando l’amministrazione agli adempimenti necessari per attribuire l’importo complessivo di euro 3.000, oltre interessi o rivalutazione ai sensi dell’art. 22, comma 36, della l. 724/1994. Nel corso del giudizio l’amministrazione ha integralmente eseguito il giudicato mediante il pagamento della somma dovuta. La ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la condanna dell’amministrazione alle spese, rilevando che l’esecuzione era intervenuta soltanto dopo l’instaurazione del giudizio di ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché la pretesa azionata era stata integralmente soddisfatta dall’amministrazione nel corso del giudizio. Le spese sono state poste a carico del Ministero secondo il criterio della soccombenza virtuale, in quanto l’amministrazione aveva dato esecuzione al giudicato solo dopo l’instaurazione del giudizio di ottemperanza. Il Ministero è stato condannato al pagamento di euro 1.000, oltre accessori di legge, alla refusione del contributo unificato se effettivamente dovuto e versato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base processuale dell’azione di ottemperanza promossa per ottenere l’esecuzione del giudicato.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta integrale soddisfazione della pretesa nel corso del giudizio comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Costituisce la base normativa del beneficio economico della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, riconosciuto dal giudicato da eseguire.

  • art. 22, comma 36, l. 724/1994

    È richiamato dal giudicato quale parametro per il riconoscimento di interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto alla concreta attribuzione del beneficio.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l’integrale esecuzione del giudicato e il conseguente soddisfacimento della pretesa azionata nel corso del processo determinano la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Quando l’amministrazione esegue il giudicato soltanto dopo l’instaurazione del giudizio di ottemperanza, le spese possono essere poste a suo carico in applicazione del criterio della soccombenza virtuale, anche se la pretesa sostanziale è stata soddisfatta prima della decisione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenzialeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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