Cassazione Civile, Ordinanza n. 10002/2025 del 16/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia riguarda avvisi di rettifica del valore in dogana, con recupero di dazio e IVA e irrogazione di sanzioni, emessi a seguito di PVC notificato alla società licenziataria esclusiva per l’Europa del marchio Guess. L’Ufficio doganale ha ritenuto che nel valore dichiarato all’importazione, relativo a merci importate tra il 2010 e il 2012 tramite spedizionieri doganali in rappresentanza indiretta, dovessero essere incluse le royalties corrisposte alla licenziante estera, perché tali corrispettivi costituivano condizione della vendita delle merci. La CTR ha invece escluso l’inclusione delle royalties, ritenendo che i rapporti di controllo riguardassero solo licenziante e licenziataria e non coinvolgessero i produttori terzi. In cassazione l’Agenzia ha dedotto: 1) violazione delle norme doganali UE e dei canoni ermeneutici contrattuali, per avere la CTR escluso indebitamente le royalties dal valore in dogana nonostante il controllo gestionale del licenziante sulla filiera; 2) motivazione apparente o omessa, nonché violazione dell’art. 112 c.p.c., per mancato esame del collegamento funzionale tra contratto di licenza, compravendita e codice di condotta; 3) violazione delle norme sanzionatorie doganali e IVA, per l’asserita implicita caducazione anche delle sanzioni.
La decisione
La Corte ha rigettato il secondo motivo, ritenendo che la sentenza d’appello fosse motivata oltre il minimo costituzionale e non presentasse un vizio di motivazione apparente. Ha accolto il primo motivo, affermando che la CTR non aveva correttamente verificato, alla luce della normativa doganale unionale e della giurisprudenza europea e di legittimità, se le royalties dovessero essere incluse nel valore doganale come condizione di vendita: in particolare, non ha adeguatamente esaminato le clausole contrattuali e gli indici di controllo del licenziante sulla produzione e sulla filiera. Il terzo motivo è stato assorbito. La sentenza impugnata è stata quindi cassata in relazione al motivo accolto, con rinvio al giudice di merito per nuovo esame e per la regolazione delle spese.
Norme richiamate
art. 32, par. 1, lett. c), Reg. CEE n. 2913/1992
Il valore in dogana deve essere incrementato dei corrispettivi e diritti di licenza relativi alle merci da valutare, quando non siano già inclusi nel prezzo e siano dovuti come condizione della vendita.
artt. 157, 159 e 160 Reg. CEE n. 2454/1993 (DAC)
Le royalties sono computabili nel valore doganale solo se specificamente riferite alle merci, se costituenti condizione della vendita; in caso di marchio di fabbrica e pagamento a terzo, occorre verificare anche il legame tra venditore e licenziante e la presenza di un controllo idoneo a subordinare l’importazione al pagamento.
art. 143 Reg. CEE n. 2454/1993 (DAC)
Il concetto di legame rilevante in dogana è ampio e comprende situazioni di controllo diretto o indiretto, di fatto o di diritto, tra le persone coinvolte.
art. 360, comma 1, nn. 3 e 4, c.p.c.
Sono stati dedotti sia vizi di violazione di legge sia nullità della sentenza per motivazione apparente o omessa.
art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.
Il vizio motivazionale è configurabile solo se la motivazione manca del tutto, è apparente, irriducibilmente contraddittoria o obiettivamente incomprensibile.
art. 36 d.lgs. n. 546/1992
La sentenza del giudice tributario deve contenere una motivazione sufficiente e percepibile.
art. 112 c.p.c.
È stata dedotta la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, ma la censura è stata ritenuta non decisiva perché la motivazione della CTR non era nulla.
art. 303 TULD
Norma richiamata in relazione alla sorte delle sanzioni doganali conseguenti all’accertamento; il relativo motivo è rimasto assorbito.
art. 70 d.P.R. n. 633/1972
Norma richiamata in relazione alle sanzioni IVA collegate alla rettifica doganale; motivo assorbito.
Massime di principio
- Ai fini della rettifica del valore in dogana, i diritti di licenza o royalties vanno inclusi solo se non già compresi nel prezzo, se riferiti alle merci importate e se dovuti come condizione della vendita.
- Quando le royalties sono pagate a un soggetto diverso dal venditore, occorre accertare se il venditore o un soggetto a lui legato eserciti sul rapporto un potere di controllo, di fatto o di diritto, tale da subordinare la vendita al pagamento del corrispettivo.
- La nozione di "condizione di vendita" si identifica verificando se, senza il pagamento delle royalties, il venditore non sarebbe disposto a vendere; non occorre una clausola espressa, ma un assetto contrattuale e fattuale che renda il pagamento economicamente e funzionalmente necessario alla vendita.
- Nel rapporto di licenza di marchio, il controllo del titolare può emergere da una pluralità di indici contrattuali e organizzativi; la loro combinazione può mostrare un controllo sulla filiera produttiva e distributiva anche oltre il semplice controllo di qualità.
- La censura di motivazione apparente è accoglibile solo in presenza di una motivazione inesistente, meramente apparente o obiettivamente incomprensibile; non è sufficiente contestare la maggiore o minore persuasività del ragionamento del giudice di merito.
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