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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27112/2023 del 22/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione con unico motivo per violazione degli artt. 125 e 546 c.p.p.: si lamenta un irrimediabile contrasto tra il dispositivo e la motivazione della sentenza in relazione all'entità della pena; nel dispositivo è indicata la pena di anni 1 e mesi 10 di reclusione mentre la motivazione fa riferimento a anni 2 e mesi 10, determinando contraddittorietà e difetto di giustificazione sulla determinazione del trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha accolto l'impugnazione. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio per l'insanabile discordanza tra motivazione e dispositivo, ha dichiarato irrevocabile l'affermazione di responsabilità (quindi la condanna è confermata quanto alla colpevolezza), e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Bari esclusivamente sulla determinazione della pena.

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    La Corte richiama l'art. 125 quale riferimento alla correttezza e completezza della motivazione; la violazione è invocata in relazione al contrasto ragionato-dispositivo che compromette la validità della sentenza.

  • art. 546 cod. proc. pen.

    L'art. 546 è richiamato come norma procedurale relativa ai motivi di ricorso in cassazione; la Corte considera il motivo ammissibile e fondato ai sensi delle ipotesi di nullità per contraddittorietà tra dispositivo e motivazione.

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 37849 del 19/05/2015 (Rv. 265183 - 01)

    Richiamato il principio consolidato secondo cui la sentenza è nulla per contraddittorietà quando sussiste conclamata discordanza tra motivazione e dispositivo, dovuta al difetto di giustificazione su statuizioni essenziali (qui la determinazione della pena).

Massime di principio

  • Una sentenza è nulla quando sussiste una conclamata discordanza tra la motivazione e il dispositivo: se la motivazione indica una pena diversa da quella posta nel dispositivo e non vi è alcuna spiegazione o correzione, la contraddizione è insanabile e giustifica l'annullamento limitato alla parte incongruente.
  • Se la contraddittorietà riguarda solo la determinazione della pena, la Cassazione può annullare la sentenza solo in relazione al trattamento sanzionatorio e lasciare irrevocabile l'affermazione di responsabilità, con rinvio per nuovo giudizio sulla pena.
  • In presenza di errori formali o apparenti (per esempio semplici refusi numerici) occorre valutare se l'errore sia emendabile alla luce della motivazione complessiva; se l'incongruenza è risolvibile attraverso una interpretazione logica della motivazione, la sentenza potrebbe essere preservata, altrimenti va annullata.
  • Per il difensore o per il pubblico ministero, va sempre verificata la perfetta corrispondenza tra dispositivo e motivazione al momento della pronuncia; eventuali incongruenze vanno tempestivamente impugnate in cassazione con richiamo specifico alla nullità per contraddittorietà.
  • In caso di rinvio per nuovo giudizio sulla pena, la nuova sezione d'appello deve rideterminare il trattamento sanzionatorio nel rispetto dei criteri motivazionali e garantendo coerenza tra dispositivo e motivazione.

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