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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21076/2023 del 17/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza che, confermando le condanne per rapina pronunciate in abbreviato, non aveva riconosciuto l'attenuante prevista dall'art. 62, primo comma, n. 4, cod. pen. (danno patrimoniale di speciale tenuità). Sostenevano che il telefono sottratto fosse di poco valore ("uno smartphone di ultima generazione" secondo la difesa) e che l'aggressione alla persona offesa fosse di modesta entità, giustificando così la speciale tenuità del danno patrimoniale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché il motivo era manifestamente infondato. Ha ritenuto che i fatti risultanti dalla querela (telefono indicato come "Sony Espera Plus 10" e aggressione descritta come "due schiaffi in faccia poi [con] un pugno sul labbro" con "escoriazione sanguinante") non giustificassero il riconoscimento dell'attenuante: per i reati di rapina occorre valutare non solo il valore economico del bene sottratto ma anche la lesione alla persona, dato il carattere plurioffensivo del reato. Per tali ragioni la valutazione della Corte d'appello è stata ritenuta fondata e conforme alla giurisprudenza. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e ciascuno al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 62, primo comma, n. 4, cod. pen.

    L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità richiede che il pregiudizio economico sia di rilevanza minima; nel caso di rapina va valutata congiuntamente anche la lesione alla persona offesa, per il carattere plurioffensivo del reato, sicché la sola modestia del valore del bene sottratto non è sufficiente.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali e la possibilità di infliggere ammende in caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato; in questo caso è stata disposta la somma di euro 3.000 per ciascun ricorrente in favore della cassa delle ammende.

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (e successive modifiche/convertiti)

    Consentiva la trattazione scritta del procedimento in Cassazione; qui non essendovi richiesta di discussione orale il procedimento si è svolto per iscritto con deposito di conclusioni scritte.

Massime di principio

  • L'attenuante della speciale tenuità del danno patrimoniale (art. 62, I, n.4 c.p.) non si valuta solo sul valore economico del bene sottratto: nei reati plurioffensivi come la rapina bisogna considerare anche gli effetti sulla libertà, sull'integrità fisica e morale della vittima; va riconosciuta solo se il pregiudizio complessivo è di "speciale tenuità".
  • La querela e gli elementi di fatto in essa contenuti possono costituire base probatoria rilevante; la Corte d'appello può fondare la propria valutazione su dati risultanti dalla querela se non contestati.
  • In Cassazione il vizio di "travisamento della prova" richiede una concreta dimostrazione di contraddizione manifesta o di valutazione arbitraria dei fatti; un apprezzamento per cui i fatti risultano coerenti con la valutazione delle circostanze porta all'inammissibilità del motivo quando sia manifestamente infondato.
  • Se non si richiede la discussione orale, il procedimento di Cassazione può essere trattato per iscritto ai sensi delle norme emergenziali e di coordinamento procedurale richiamate, con decisione sulla base degli atti depositati.
  • In caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato la Corte può condannare il ricorrente al pagamento delle spese e, se rilevabili profili di colpa, a una somma a titolo di ammenda.

Testo integrale

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