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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 866/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse all'impugnazione, accogliendo la richiesta della ricorrente di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per la revocazione della sentenza della Corte di Cassazione n. 694/2011, che aveva accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della CTR Lombardia relativa ad un avviso di accertamento per l'anno 1999. La ricorrente deduceva, ai sensi dell'art. 395 c.p.c. (n. 4 e n. 5), l'omesso rilievo del giudicato esterno e interno relativo alla qualificazione della sig.ra Mazzotti come "privato venditore" (non imprenditrice), richiamando sentenze della CTR Emilia-Romagna e della CTR Lombardia che, a suo avviso, escludevano lo status di imprenditrice e dunque l'operatività dei recuperi fiscali come imprenditoriali. Successivamente la ricorrente ha comunicato che la sentenza n. 97/46/13 della CTR Lombardia è divenuta definitiva annullando la maggior parte delle imposte contestate, determinando la sopravvenuta carenza di interesse alla revocazione.

Norme richiamate

  • art. 395 cod. proc. civ.

    Norma richiamata dalla ricorrente per far valere presunte omissioni e contraddizioni della sentenza impugnata (motivi di revocazione per errore di fatto e pronunzia contraria). La Corte ha considerato i motivi come valutazioni di merito non idonee a fondare la revocazione e ha poi deciso per inammissibilità per mancanza di interesse sopravvenuta.

  • art. 372 cod. proc. civ.

    Previsione richiamata per la produzione dei documenti che comprovano la sopravvenuta carenza di interesse (la ricorrente ha depositato la sentenza divenuta definitiva che ha annullato la maggior parte delle imposte).

  • art. 378 cod. proc. civ.

    Norma sulle memorie; la ricorrente ha formulato eccezioni e depositato memoria ex art. 378, segnalando il giudicato esterno e, successivamente, la sopravvenuta sentenza definitiva.

  • art. 380-bis cod. proc. civ.

    Norma procedurale richiamata in relazione alla rimessione della causa in udienza pubblica e alla relazione istruttoria predisposta per la decisione.

Massime di principio

  • Se, durante il giudizio di cassazione, interviene un fatto (ad es. sentenza di merito divenuta definitiva) che elimina l'interesse concreto della parte a proseguire l'impugnazione, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Il rimedio della revocazione (art. 395 c.p.c.) è limitato a specifici motivi tassativi (es. errore di fatto, pronunzia contraria) e non può essere utilizzato come mezzo ordinario per rimettere in discussione valutazioni di merito già compiute dalla Corte.
  • Per far valere la sopravvenuta mancanza di interesse è necessario depositare documentazione probatoria ai sensi dell'art. 372 c.p.c.; senza tale prova il giudice potrebbe comunque procedere sulla base delle risultanze processuali.
  • Occorre distinguere chiaramente tra giudicato interno (parte della stessa causa) e giudicato esterno (decisioni di altri processi): entrambi possono incidere sulle questioni di diritto o di fatto, ma la loro efficacia va provata e valutata nel quadro delle regole sulla cosa giudicata.
  • In materia tributaria, la sopravvenuta definitiva pronuncia favorevole al contribuente che annulla l'accertamento può rendere privo di oggetto un ricorso di revocazione o impugnazione in Cassazione; valutare sempre l'opportunità di perseguire ulteriori rimedi una volta acquisita la decisione definitiva favorevole.

Testo integrale

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