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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31375/2025 del 19/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Palermo che aveva confermato il giudizio di responsabilità per l'occupazione abusiva di un immobile di proprietà dell'Istituto Case Popolari e per il suo ampliamento in assenza di permesso di costruire. Con il ricorso sono stati dedotti, formalmente, violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'affermazione di responsabilità; in sostanza, però, le censure miravano a contestare la valutazione delle risultanze processuali compiuta dai giudici di merito, chiedendo una diversa lettura delle prove, una diversa ricostruzione dei fatti e un differente giudizio sulla attendibilità/rilevanza delle fonti di prova, inclusa la dichiarazione dibattimentale di un testimone che aveva riferito di aver visto l'imputato presso l'immobile, seppure non in modo fisso.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che i motivi non erano proposti nei limiti consentiti in sede di legittimità, perché sollecitavano una nuova valutazione del compendio probatorio e una alternativa ricostruzione fattuale, attività preclusa alla Cassazione. Ha inoltre osservato che la Corte d'appello aveva esaminato puntualmente la questione della riconducibilità all'imputato dell'occupazione abusiva dell'immobile e del relativo ampliamento, con motivazione congrua e priva di manifesta illogicità, e che non vi era travisamento delle dichiarazioni testimoniali richiamate. Alla declaratoria di inammissibilità è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 c.p.p.

    I motivi di ricorso non possono risolversi in una richiesta di nuova valutazione delle prove o di diversa ricostruzione del fatto; in cassazione non è consentito sovrapporre una lettura alternativa, ancorché plausibile, a quella dei giudici di merito.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando, sotto la formale deduzione del vizio di motivazione o della violazione di legge, mira in realtà a ottenere una rivalutazione del fatto e delle prove già esaminate dai giudici di merito.
  • La Corte di cassazione non può procedere a una nuova lettura delle risultanze processuali, né sostituire una propria ricostruzione storica dei fatti o un diverso giudizio di attendibilità delle fonti di prova a quello espresso nei gradi di merito.
  • Non integra travisamento della prova la critica che si limiti a proporre una diversa interpretazione di una testimonianza, ove il giudice di merito abbia correttamente riportato il contenuto dichiarativo e lo abbia valutato con motivazione non manifestamente illogica.
  • Quando la sentenza impugnata affronta in modo puntuale i profili dedotti e offre una motivazione coerente e saldata con quella di primo grado, il ricorso che si limiti a reiterare doglianze già disattese è inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniAbuso edilizio
RamiProcesso penaleReati edilizi
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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