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Interpello

Risposta n. 49 del 12/02/2019

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Secondo l’istante, le scaffalature compattabili sono accessorie rispetto all’intervento principale di restauro e risanamento conservativo, perché integrano e completano l’opera e ne rendono possibile la specifica destinazione d’uso; perciò ritiene applicabile l’aliquota IVA del 10%

IVA agevolata al 10% per scaffalature compattabili inserite in un intervento di restauro e risanamento conservativo

Il quesito

La Biblioteca Nazionale ALFA chiede se alla fornitura con posa in opera di scaffalature compattabili, previste nell’ambito di un progetto unitario di recupero e restauro di un complesso architettonico da destinare a deposito librario, sia applicabile l’IVA agevolata del 10%

Il parere dell’Agenzia

L’Agenzia ritiene che, poiché le scaffalature compattabili sono inserite in un insieme sistematico di opere affidate all’aggiudicatario e sono funzionali a consentire la destinazione a deposito librario dell’immobile, esse abbiano natura accessoria rispetto all’intervento di restauro e risanamento conservativo; pertanto l’intero intervento, comprensivo di fornitura e posa in opera delle scaffalature, può beneficiare dell’IVA al 10% ex n. 127-quaterdecies della Tabella A, parte III, del d.P.R. 633/1972

IVA agevolata per scaffalature compattabili in un intervento di restauro e risanamento conservativo

La risposta riguarda un progetto di recupero e restauro dell’ex caserma BETA, immobile demaniale concesso in uso governativo alla Biblioteca Nazionale ALFA e destinato a diventare deposito librario. Il chiarimento richiesto concerne il trattamento IVA delle forniture di scaffalature compattabili, previste nel medesimo appalto unitario delle opere edilizie.

Fattispecie e contesto dell’intervento

La Biblioteca riferisce di disporre di fondi pubblici pari a 18.550.000,00 euro per il recupero del complesso architettonico. L’intervento riguarda due corpi di fabbrica, uno cinquecentesco e uno ottocentesco, qualificati come "bene culturale" ai sensi dell’articolo 10 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42.

La progettazione esecutiva, affidata tramite centrale di committenza GAMMA S.p.A., comprende lavori di restauro e risanamento conservativo e anche forniture di scaffalature e arredi. Parte delle scaffalature è di tipo compattabile, cioè costituita da sistemi montati su basi mobili che scorrono su rotaie integrate nel pavimento. La Biblioteca precisa che, una volta posate in opera, tali strutture non possono essere rimosse se non mediante successivi lavori di trasformazione tipologica dell’edificio.

Quesito del contribuente

La domanda posta all’Agenzia è se alle forniture di scaffalature compattabili, inserite nel progetto a base di gara per il recupero e restauro dell’immobile, possa applicarsi l’aliquota IVA agevolata del 10 per cento.

L’istante sottolinea anche che:

  • la gara sarà svolta a lotto unico con procedura aperta;
  • l’aggiudicatario dovrà farsi carico di tutte le opere e forniture con relativa posa in opera;
  • il progetto è ancora sottoposto alla verifica ex articolo 26 del d.lgs. 50/2016 e la gara non è ancora stata bandita.

Soluzione interpretativa proposta dalla Biblioteca

La Biblioteca ritiene che l’aliquota IVA del 10% sia applicabile alle scaffalature compattabili perché considerate "accessorie" rispetto alla prestazione principale di recupero e restauro. In questa prospettiva, le forniture integrano e completano l’opera edilizia e ne rendono possibile la destinazione funzionale a deposito librario.

Normativa richiamata dall’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia richiama:

  • il numero 127-quaterdecies) della Tabella A, parte III, allegata al d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, che prevede l’IVA al 10% per le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto relativi alla realizzazione degli interventi di recupero di cui all’articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457, esclusi quelli di cui alle lettere a) e b);
  • l’articolo 31, lettere c), d) ed e), della legge n. 457/1978, trasfuso nell’articolo 3, comma 1, lettere c), d) ed f), del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380;
  • in particolare, l’articolo 3, comma 1, lettera c), del d.P.R. n. 380/2001, che definisce gli interventi di restauro e risanamento conservativo come interventi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante opere sistematiche nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali, consentendo anche il mutamento di destinazione d’uso compatibile.

La norma include il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dall’uso, nonché l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.

Valutazione dell’Agenzia

L’Agenzia osserva che, sulla base della documentazione integrativa, gli interventi sull’ex caserma BETA sono già qualificati amministrativamente come lavori di "risanamento conservativo e restauro". Inoltre, il progetto prevede che l’aggiudicatario esegua tutte le opere e forniture con la relativa posa in opera, compresi i sistemi di scaffalature compattabili.

Secondo l’Amministrazione finanziaria, tali scaffalature fanno parte di un insieme sistematico di opere che consente la destinazione dell’immobile a deposito librario. Di conseguenza, esse possono essere considerate "accessorie" poiché integrano, completano e rendono possibile la prestazione principale di restauro e risanamento conservativo.

Parere finale dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia conclude che all’insieme degli interventi di restauro e risanamento conservativo, ivi compresa la fornitura e posa in opera delle scaffalature compattabili, si applica l’aliquota IVA del 10 per cento prevista dal numero 127-quaterdecies) della Tabella A, parte III, allegata al d.P.R. n. 633/1972.

Conclusioni operative

Il chiarimento è favorevole alla Biblioteca: la fornitura con posa in opera delle scaffalature compattabili beneficia del medesimo trattamento IVA agevolato dell’intervento principale, purché sia inserita nel progetto unitario di restauro e risanamento conservativo e sia funzionalmente accessoria all’opera complessiva.

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