Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23147/2022 del 14/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di riparazione per ingiusta detenzione relativa al periodo 20/09/2010 - 26/06/2012. Il ricorrente era stato arrestato il 20/09/2010 per presunta partecipazione al clan "Crimaldi" e in seguito assolto con sentenza divenuta irrevocabile il 02/09/2015. La Corte di appello ha rigettato la domanda per due ragioni: 1) il periodo 20/09/2010 - 17/09/2011 era già stato computato come espiazione di pena in altro procedimento (provvedimento ex art. 657 c.p.p.); 2) il residuo periodo 18/09/2011 - 26/06/2012 è stato escluso perché la Corte ha ritenuto sussistere una colpa extraprocessuale grave del ricorrente, costituita da frequentazioni e comportamenti ritenuti oggettivamente idonei a creare la parvenza di appartenenza al clan (in particolare il coinvolgimento e una condanna per estorsione commessa in concorso con soggetti riconducibili al medesimo sodalizio), concausa dell'adozione della misura restrittiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Tanzillo. Ha confermato che la Corte territoriale ha motivato correttamente la ritenuta colpa extraprocessuale grave basandosi su giurisprudenza consolidata secondo cui frequentazioni ambigue o comportamenti esterni percepibili come contiguità possono integrare colpa grave ostativa all'indennizzo, purché vi sia adeguata motivazione e relazione di concausalità con la misura cautelare. Ha altresì ritenuto legittimo il computo del primo periodo come pena già scontata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 613 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alle condizioni per il riconoscimento della riparazione per ingiusta detenzione; il ricorso contestava la corretta applicazione di tali condizioni, ma la Corte ha ritenuto congrua la valutazione della colpa extraprocessuale ostativa prevista dalla disciplina.

  • art. 657 cod. proc. pen.

    provvedimento del P.M. ex art. 657 cod. proc. pen. del 2 maggio 2018

    Utilizzato per spiegare che il periodo 20/09/2010 - 17/09/2011 era già stato conteggiato quale espiazione di pena in altro procedimento e quindi non indennizzabile.

  • art. 613 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 7 legge 12 luglio 1991, n. 203

    Citata quale aggravante (finalità mafiose) nella contestazione dell'estorsione che aveva visto il ricorrente condannato in altro procedimento; la Corte territoriale ha considerato tale precedente e i rapporti con i coimputati rilevanti ai fini della valutazione delle frequentazioni ambigue come indice di colpa extraprocessuale.

Massime di principio

  • La riparazione per ingiusta detenzione non spetta se parte del periodo di custodia è già stata computata come espiazione di pena in altro procedimento: verificare sempre eventuali provvedimenti di computo o riconoscimento della pena.
  • La colpa extraprocessuale grave può essere riconosciuta anche sulla base di "frequentazioni ambigue" o comportamenti esterni che, oggettivamente valutati, possono apparire come contiguità con attività criminali; è necessario che il giudice motivi adeguatamente la loro idoneità a costituire indizio di colpevolezza e la loro concausalità con l'adozione della misura.
  • Una assoluzione nel merito non impedisce che, ai fini dell'indennizzo, sia valutata la condotta extraprocessuale: l'accento è sulla percezione esterna e la rilevanza causale delle frequentazioni rispetto all'arresto, non solo sull'esito del giudizio penale.
  • In situazioni analoghe, la difesa dovrebbe puntare a dimostrare l'assenza di legami oggettivi e significativi (tempi, modalità, finalità) con individui o condotte critiche, contestare la sussistenza del nesso di concausalità e richiedere motivazione puntuale su come ogni elemento abbia influito sulla misura cautelare.
  • La Cassazione tende a sindacare solo la logicità e congruità della motivazione della Corte territoriale: decisioni ben motivate sulla base di pregiudiziali giurisprudenziali consolidate saranno difficili da ribaltare in sede di legittimità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.