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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25207/2022 del 01/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva più censure: violazione degli artt. 416bis cod.pen. e 530 cod.proc.pen., per non aver valutato gli effetti delle pronunzie assolutorie rese in distinti procedimenti a carico di Chitè Gioacchino, Scalzo Massimo e Vivacqua Luigi, che inciderebbero sul requisito essenziale del "tre o più persone" per la configurabilità dell'associazione mafiosa; mancata individuazione dei complici e insufficiente motivazione circa il contributo concreto del ricorrente alla associazione; vizio di motivazione e violazione di legge rispetto ai reati estorsivi (capo C e D), con eccezione di utilizzo circolare della prova tra reato-associazione e reati-strumentali; insufficienza delle prove circa la detenzione illecita di armi (capo L); infine contestazione dell'applicabilità dell'aggravante dell'art. 416bis.1 cod.pen. per mancanza degli elementi costitutivi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i primi due motivi ritenendoli fondati: ha annullato la sentenza impugnata con riferimento ai capi A) (associazione mafiosa) e C) (estorsione nel contesto associativo) e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Caltanissetta per un nuovo giudizio sui punti annullati, attesa la mancata considerazione, da parte della Corte territoriale, dell'impatto delle pronunzie assolutorie che hanno inciso sul requisito numerico dell'associazione e sulla responsabilità in ordine all'assunzione contestata. Per il resto (capi D) estorsione autonoma e L) detenzione armi, nonché l'aggravante ex art. 416bis.1) il ricorso è stato dichiarato inammissibile per genericità: tali affermazioni di responsabilità rimangono irrevocabili.

Norme richiamate

  • art. 416-bis c.p. (associazione di tipo mafioso)

    La Corte ha richiamato che il delitto richiede la partecipazione di "tre o più persone"; l'assoluzione irrevocabile di alcuni coimputati può incidere sul requisito numerico e sulla tipicità del reato, rendendo necessaria una rinnovata valutazione in sede di merito.

  • art. 530 c.p.p.

    Richiamato dalla difesa in relazione agli effetti delle pronunce di merito; la Corte ha ritenuto che la Corte d'appello non abbia adeguatamente motivato sul rilievo decisivo dell'assoluzione degli altri imputati e sugli effetti processuali sostanziali.

  • art. 416-bis, comma 1 (circostanza aggravante)

    La Corte ha osservato che la contestazione dell'aggravante è stata formulata in termini generici dalla difesa e che la decisione di merito sul punto non è stata adeguatamente criticata, rendendo il motivo non devolutivo.

Massime di principio

  • L'assoluzione irrevocabile di coimputati in distinti procedimenti può incidere sulla configurabilità dell'associazione di tipo mafioso se determina la carenza del requisito numerico minimo ("tre o più persone"): il giudice di merito chiamato a riesaminare deve motivare esplicitamente su questo punto.
  • Il giudice d'appello deve confrontarsi espressamente con decisioni passate in giudicato che risultano logicamente incompatibili con la ricostruzione accusatoria; l'omessa valutazione costituisce vizio che può portare all'annullamento con rinvio.
  • Non è ammissibile una prova circolare che fondi l'esistenza dell'associazione sui reati che l'associazione stessa avrebbe commesso e, al contempo, fondi la responsabilità per quei reati sull'esistenza dell'associazione: occorre autonomia e concretezza probatoria per ciascun elemento.
  • Le censure generiche e non specificamente motivate sui punti di fatto o sulla valutazione probatoria sono inammissibili in Cassazione; il gravame deve indicare in modo preciso gli errori di diritto o i rilievi di illogicità della motivazione.
  • Per reati come l'estorsione aggravata commessa per finalità mafiose il collegamento tra condotta intimidatoria e ruolo associativo deve essere provato concretamente; la mera affermazione di appartenenza al sodalizio non basta senza mostrare il nesso causale e la capacità intimidatoria effettiva.
  • Le contestazioni sulla detenzione di armi fondate esclusivamente su conversazioni ambigue o su perquisizioni negative richiedono che la difesa articolI rilievi concreti: l'assenza di elementi probatori diretti può essere decisiva, ma l'attacco in Cassazione deve essere specifico per essere esaminato.

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