Ordinanza n. 445/2026 - Milano, Sezione 2
per l'annullamento dell’ordinanza n.-OMISSIS- del 23 gennaio 2026 mediante il quale il Comune di Solaro ordinava la demolizione e la rimozione delle opere abusivamente realizzate in assenza di titoli abilitativi realizzate in Solaro, -OMISSIS-; di ogni altro atto presupposto, antecedente, consequenziale e connesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di demolizione e rimozione di opere abusive realizzate in assenza di titoli abilitativi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione e rimozione delle opere abusive, chiedendone la sospensione cautelare. Dal testo emergono, in particolare, censure riferite al mancato inoltro dell'avviso di avvio del procedimento e alla circostanza che l'ordine di demolizione fosse stato rivolto alla proprietaria, senza che fosse stata accertata una sua responsabilità nella realizzazione dell'abuso. Il Comune di Solaro si è costituito in giudizio.
La decisione
Il TAR, nella sommaria cognizione propria della fase cautelare, ha ritenuto insussistente un sufficiente fumus boni iuris. Ha affermato che l'ordine di demolizione di un abuso edilizio è un atto dovuto e vincolato; pertanto, il mancato avviso di avvio del procedimento non incide sulla legittimità dell'atto quando sia palese che il suo contenuto non avrebbe potuto essere diverso. Ha inoltre ritenuto legittimo che l'ordine di demolizione sia rivolto, ai sensi dell'art. 31, comma 2, d.P.R. n. 380/2001, anche al proprietario, oltre che al responsabile dell'abuso, indipendentemente dalla responsabilità del proprietario nella realizzazione dell'illecito. Tale responsabilità rileva invece per la diversa sanzione amministrativa o per il provvedimento di acquisizione. Per tali ragioni ha respinto l'istanza cautelare. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 31, comma 2, d.P.R. n. 380/2001
l'ordine di demolizione deve sempre essere rivolto, oltre che al responsabile dell’abuso, al proprietario
L'ordine di demolizione deve essere rivolto anche al proprietario, indipendentemente dalla sua responsabilità nella realizzazione dell'abuso; la responsabilità del proprietario rileva per la sanzione amministrativa o per l'acquisizione.
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare incidentale e il relativo esame da parte del giudice amministrativo.
Massime di principio
- L'ordine di demolizione di un abuso edilizio è un atto dovuto e vincolato; il mancato avviso di avvio del procedimento non ne determina l'illegittimità quando sia palese che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso.
- Ai sensi dell'art. 31, comma 2, d.P.R. n. 380/2001, l'ordine di demolizione deve essere rivolto sia al responsabile dell'abuso sia al proprietario dell'immobile, anche quando non sia stata accertata la responsabilità del proprietario nella realizzazione dell'illecito.
- La responsabilità del proprietario nella realizzazione dell'abuso edilizio costituisce questione distinta da quella relativa alla sua individuazione quale destinatario dell'ordine di demolizione e rileva, in particolare, ai fini della sanzione amministrativa e del provvedimento di acquisizione.
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