Cassazione Penale, Sentenza n. 10308/2025 del 13/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 29/10/2024 del Tribunale di Roma che aveva convalidato l'arresto facoltativo eseguito il 28/10/2024 per il reato previsto dall'art. 493-ter c.p.. Il ricorrente contestava la sussistenza della flagranza e dei gravi indizi di reità, deducendo che il ritrovamento di carte di credito di provenienza delittuosa nei pressi di un bancomat non dimostrava l'imminente utilizzo delle stesse (quindi non costituiva prova del reato contestato, almeno configurando al più una ricettazione), e censurava l'uso, nella motivazione della convalida, di precedenti penali che non erano conosciuti alla polizia giudiziaria al momento dell'arresto oltre alla presunta carenza di motivazione circa la gravità del fatto e la pericolosità del soggetto ai sensi dell'art. 381 c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che mancasse un interesse concreto e specifico del ricorrente ad impugnare la sola convalida dell'arresto (ai sensi dell'art. 568, comma 4, c.p.p.), non essendo stata espressamente manifestata l'intenzione di utilizzare la pronuncia ai fini di una futura domanda di equa riparazione. Sul piano del merito, la Corte ha richiamato il limite del sindacato sul giudizio di convalida (controllo di mera ragionevolezza basato sugli elementi conosciuti al momento dell'arresto) e ha ritenuto che il giudice della convalida avesse motivato in modo esaustivo e non manifestamente illogico la valutazione dei gravi indizi e delle ragioni di pericolosità e di rischio di reiterazione. Il ricorso è dunque dichiarato inammissibile e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 493-ter cod. pen.
Norma incriminatrice contestata: reato relativo all'uso indebito di carte di credito; la Corte ha ritenuto che il giudice della convalida abbia individuato gravi indizi di reità in ordine a tale fattispecie sulla base degli elementi disponibili al momento dell'arresto.
art. 381 cod. proc. pen.
Prevede i casi in cui è possibile procedere all'arresto facoltativo in flagranza (gravità del fatto o pericolosità del soggetto). La Corte ha confermato che la convalida deve limitarsi a valutare la ragionevolezza della decisione della polizia giudiziaria alla luce di tali presupposti.
art. 391 cod. proc. pen.
Richiamato dalla censura del ricorrente in tema di motivazione; la Corte ha ritenuto la motivazione del giudice della convalida adeguata e non contraddittoria.
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
Stabilisce la condizione di ammissibilità delle impugnazioni: occorre un interesse diretto, concreto e attuale a rimuovere l'effettivo pregiudizio derivante dal provvedimento impugnato. La Corte ha applicato tale criterio per dichiarare inammissibile il ricorso, ritenendo mancante la specifica manifestazione di interesse a utilizzare la pronuncia per future pretese risarcitorie.
art. 314, comma 2, cod. proc. pen.
Norma sulla riparazione per ingiusta detenzione: la Corte ha richiamato la giurisprudenza che chiede espressa e motivata manifestazione di volontà dell'indagato qualora voglia utilizzare la pronuncia di convalida per instaurare una futura azione di riparazione.
art. 386, comma 3 e art. 390, comma 1, cod. proc. pen.
Norme relative ai termini e alle modalità del giudizio di convalida/fermo; la Corte ne ha richiamato l'importanza nel delimitare il perimetro temporale e procedurale del controllo della convalida.
artt. 380 e 381 cod. proc. pen.
Indicano le ipotesi di flagranza e i presupposti per l'arresto: la Corte ha sottolineato che la verifica di convalida deve limitarsi a un controllo di ragionevolezza sull'esistenza di tali condizioni sulla base degli elementi conosciuti al momento dell'arresto.
Massime di principio
- Per impugnare la sola convalida dell'arresto è necessario dimostrare un interesse pratico, concreto e attuale (ad es. manifestare espressamente l'intenzione di avvalersi della pronuncia per una futura richiesta di equa riparazione); in assenza di tale manifestazione il ricorso può essere dichiarato inammissibile.
- Il giudice chiamato a convalidare un arresto facoltativo esercita un controllo di mera ragionevolezza: deve valutare se, alla stregua degli elementi conosciuti al momento dell'intervento, la scelta di procedere all'arresto rientrava nella discrezionalità della polizia giudiziaria e fosse fondata su ragionevoli motivi (gravità del fatto o pericolosità del soggetto).
- Il sindacato sulla convalida non può trasformarsi in un sindacato di merito: il giudice non deve anticipare la valutazione sulla responsabilità penale né sulle esigenze cautelari che spettano alla fase successiva.
- Elementi emersi successivamente all'arresto o informazioni non note agli agenti al momento dell'intervento non possono, di regola, essere utilizzati per censurare la legittimità dell'arresto se l'operato degli agenti era ragionevole rispetto a quanto da essi conosciuto.
- Se la difesa intende sostenere che i fatti configurano una diversa fattispecie (es. ricettazione piuttosto che utilizzo indebito di carte), deve mirare a dimostrare che gli elementi a fondamento della flagranza non erano tali da giustificare l'arresto; tuttavia, tale censura incontra il limite del controllo restrittivo riservato al giudice della convalida.
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