Sentenza del 28/05/2018 n. 2431 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Presupposto soggettivo - Attività autonomamente organizzata - Professionista - Entità di compensi e spese - Rilevanza.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha contestato la sussistenza del presupposto soggettivo dell'IRAP, sostenendo che l'esercizio abituale di un'attività professionale non è sufficiente, da solo, a determinare l'obbligo d'imposta. È necessario dimostrare che l'attività sia svolta con un'autonoma organizzazione, ossia mediante fattori produttivi ulteriori e idonei a incrementare il valore dell'attività rispetto al personale impiego intellettuale del professionista. La sola entità dei compensi percepiti o delle spese sostenute non consente, di per sé, di provare tale requisito.
La decisione
La sentenza ha affermato che l'entità dei compensi non costituisce automaticamente indice di autonoma organizzazione, potendo riflettere soltanto un'adeguata remunerazione delle capacità professionali del contribuente. Parimenti, spese modeste rispetto ai compensi non sono sufficienti a dimostrare l'impiego di fattori produttivi autonomamente organizzati e idonei a generare valore aggiunto. L'accertamento concreto dell'autonoma organizzazione spetta al giudice di merito. L'orientamento è conforme alle pronunce della Corte di cassazione nn. 9451/2016 e 4235/2017.
Norme richiamate
Presupposto soggettivo dell'IRAP per l'esercizio di attività di lavoro autonomo
L'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di attività di lavoro autonomo costituisce presupposto d'imposta solo ove si tratti di attività autonomamente organizzata.
L'attività professionale è soggetta a IRAP soltanto quando ricorre un'autonoma organizzazione, da accertare concretamente e non presumere sulla base del solo esercizio della professione.
Cassazione, sentenze nn. 9451/2016 e 4235/2017
La misura dei compensi e delle spese, considerata isolatamente, non dimostra l'esistenza di un'autonoma organizzazione. Occorre verificare se siano presenti beni, personale o altri fattori produttivi capaci di accrescere il valore dell'attività professionale.
Massime di principio
- Per stabilire se un professionista sia soggetto a IRAP non basta considerare il volume dei compensi: è necessario verificare l'esistenza concreta di un'autonoma organizzazione.
- Compensi elevati possono dipendere esclusivamente dalle capacità, dalla specializzazione o dalla produttività personale del professionista e non provano automaticamente l'impiego di una struttura organizzata.
- Spese contenute rispetto ai compensi, soprattutto se non riferibili a personale, beni strumentali rilevanti o altri fattori produttivi, tendono a escludere la presenza di un'autonoma organizzazione.
- La valutazione deve essere complessiva e concreta, con decisione rimessa al giudice di merito; nessun singolo dato economico è normalmente decisivo da solo.
- In una controversia analoga, il contribuente può contestare l'IRAP dimostrando che l'attività è svolta prevalentemente mediante il proprio lavoro personale e senza una struttura produttiva autonoma.
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