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Sentenza

Sentenza n. 294/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202402367

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’immobile abusivo e dell’intera particella catastale, adottata a seguito dell’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La proprietaria aveva acquistato nel 1994 un fondo con fabbricato, già interessato da istanze di condono edilizio ai sensi della legge n. 47/1985 e della legge n. 724/1994. Il Comune, respinte le istanze di condono, aveva ingiunto la demolizione delle opere abusive con ordinanza del 7 dicembre 2017. Durante la pendenza del giudizio proposto contro tale ordinanza, il Comune aveva accertato l’inottemperanza e disposto, con ordinanza del 9 agosto 2019, l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’immobile e dell’intera particella catastale di 443 mq, a fronte di una superficie utile abusivamente costruita di 69,87 mq. Il TAR aveva respinto il ricorso contro l’ordinanza acquisitiva. In appello, la proprietaria ha riproposto le censure originarie, contestando la legittimità dell’acquisizione e, in particolare, l’estensione dell’ablazione all’intera particella, sostenendo che l’area acquisibile avrebbe dovuto essere limitata alla superficie di sedime o comunque a quella strettamente necessaria. Il Comune ha eccepito l’inammissibilità dell’appello per mera riproposizione delle censure e ne ha chiesto il rigetto. Il Consiglio di Stato ha ritenuto l’appello sufficientemente specifico. Nel merito, ha escluso l’illegittimità dell’acquisizione quanto all’immobile abusivo e alla relativa area di sedime, poiché l’ordinanza di demolizione era efficace, non sospesa, e l’inottemperanza era stata accertata. Ha tuttavia censurato l’acquisizione dell’intera particella, rilevando che il rispetto del limite quantitativo di dieci volte la superficie utile abusiva non esonera l’amministrazione dall’obbligo di motivare la scelta discrezionale di estendere l’acquisizione a un’area ulteriore rispetto al sedime.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’eccezione di inammissibilità dell’appello, ritenendo che l’atto contenesse una critica sufficientemente specifica alle statuizioni della sentenza di primo grado. Ha confermato che l’acquisizione gratuita è conseguenza dell’inottemperanza a un valido ordine di demolizione, decorso il termine di novanta giorni, e che la pendenza del giudizio contro l’ordine demolitorio non impedisce l’acquisizione in assenza di una sospensione cautelare dell’efficacia dell’ordine. Ha inoltre confermato che l’individuazione dell’area acquisibile non costituisce requisito essenziale dell’ordinanza di demolizione, ma appartiene al successivo provvedimento acquisitivo. Ha però riformato la sentenza nella parte relativa all’estensione dell’acquisizione: l’acquisizione dell’immobile abusivo e della stretta area di sedime resta legittima, mentre è illegittima l’acquisizione dell’intera particella catastale perché il provvedimento non esponeva adeguatamente le ragioni istruttorie e valutative della scelta. Il mero rispetto del limite massimo di dieci volte la superficie utile abusiva non è sufficiente. Le ragioni relative alla zonizzazione, ai vincoli paesaggistici o al divieto di incremento volumetrico, dedotte soltanto in giudizio, non possono integrare la motivazione carente dell’atto. L’appello è stato quindi parzialmente accolto, con accoglimento del ricorso di primo grado nei limiti indicati in motivazione. Le spese del doppio grado sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale consegue all’inottemperanza all’ordine di demolizione; l’area acquisita non può eccedere dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita. Il rispetto di tale limite quantitativo non rende tuttavia automaticamente legittima l’acquisizione di un’area ulteriore rispetto al sedime, che deve essere giustificata da un’adeguata motivazione.

  • legge 28 febbraio 1985, n. 47

    Richiamata quale base normativa delle istanze di condono edilizio presentate per le opere oggetto della controversia.

  • legge 23 dicembre 1994, n. 724

    Richiamata quale base normativa di un’ulteriore istanza di condono edilizio.

Massime di principio

  • L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive e dell’area di sedime presuppone l’esistenza di un valido ordine di demolizione e l’accertamento dell’inottemperanza decorso il termine di novanta giorni.
  • La pendenza del giudizio di impugnazione dell’ordine di demolizione non impedisce l’adozione del provvedimento acquisitivo quando l’ordine demolitorio non sia stato sospeso nella sua efficacia; l’effetto acquisitivo può quindi prodursi allo spirare del termine di legge in assenza di una misura cautelare sospensiva.
  • La mancata o imprecisa individuazione dell’area acquisibile nell’ordinanza di demolizione non determina, di per sé, l’illegittimità dell’ordine demolitorio, poiché l’individuazione dell’area è elemento necessario del successivo provvedimento di acquisizione.
  • Quando l’acquisizione riguarda soltanto il bene abusivo e la stretta area di sedime, l’atto acquisitivo ha natura meramente dichiarativa dell’effetto traslativo previsto dalla legge; quando invece si estende a un’area ulteriore, l’amministrazione esercita un potere discrezionale e deve motivare specificamente le ragioni dell’estensione, indicando gli elementi istruttori e valutativi collegati alle finalità pubbliche perseguite.
  • Il rispetto del limite massimo di dieci volte la superficie utile abusivamente realizzata non è sufficiente a legittimare l’acquisizione dell’intera particella catastale: occorre anche una motivazione adeguata sulla necessità dell’area ulteriore acquisita.
  • La motivazione del provvedimento amministrativo non può essere integrata in giudizio mediante argomentazioni relative a zonizzazione, vincoli paesaggistici o divieti di incremento volumetrico che non siano stati previamente istruiti, valutati e indicati nell’atto.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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