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Sentenza

Sentenza n. 7974/2026 - Roma, Sezione 4B

Per l'esecuzione del giudicato costituito dalla sentenza n. 6936/2025 emessa dal Tribunale Ordinario di Roma, Sezione Lavoro, Giudice Dott.ssa Maria De Renzis, all'esito del procedimento di cui al R.G. n. 20051/2024, pubblicata in data 14/06/2025 e notificata il 09/08/2025, passata in giudicato. nonchè con richiesta di: fissazione della somma di denaro dovuta dall'Amministrazione resistente per ogni accertata violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato, con statuizione costituente titolo esecutivo a favore di parte ricorrente, a norma di quanto previsto alla lett. e) del comma 4 dell'art. 114 c.p.a.;

Giustizia amministrativa202600515

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del giudicato costituito dalla sentenza del Tribunale ordinario di Roma che imponeva il riconoscimento di 4 punti e il pagamento di euro 5.746,98, oltre accessori, per il mancato conferimento di una supplenza

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (beneficiario del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto un ricorso per l'ottemperanza della sentenza n. 6936/2025 del Tribunale ordinario di Roma, Sezione lavoro, passata in giudicato. La sentenza presupposta aveva riconosciuto il diritto del ricorrente al punteggio di 4 punti e condannato il Ministero al pagamento di euro 5.746,98, oltre accessori di legge, a titolo di risarcimento del danno conseguente al mancato conferimento dell'incarico di supplenza per l'anno scolastico 2023/2024. Il ricorrente aveva inoltre chiesto la fissazione di una somma dovuta per ogni successiva violazione o inosservanza del giudicato o per ogni ritardo nell'esecuzione, ai sensi dell'art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a. Nel corso del giudizio il Ministero ha documentato di avere integralmente eseguito il giudicato, sebbene soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza. Il ricorrente non ha contestato l'avvenuta esecuzione e ha chiesto la decisione della causa.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo integralmente eseguito il giudicato nelle more del giudizio. Poiché l'adempimento dell'Amministrazione è intervenuto soltanto dopo l'esercizio dell'azione di ottemperanza, il Collegio ha posto le spese a carico del Ministero, liquidandole in euro 1.500 oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario. La sentenza ha inoltre ordinato all'autorità amministrativa di eseguire la pronuncia.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    fissazione della somma di denaro dovuta dall'Amministrazione resistente per ogni accertata violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato

    La disposizione è richiamata quale base della richiesta di astreinte formulata dal ricorrente nell'ambito del giudizio di ottemperanza.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La norma è richiamata nel provvedimento, senza che il testo espliciti una specifica applicazione ulteriore rispetto alla definizione del giudizio.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione esegue integralmente il giudicato dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza e il ricorrente non contesta l'avvenuta esecuzione, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere.
  • L'adempimento tardivo del giudicato, intervenuto soltanto dopo l'esercizio dell'azione di ottemperanza, giustifica la condanna dell'Amministrazione alle spese di lite, anche se la domanda di ottemperanza non richiede più una pronuncia satisfattiva sul merito.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di liteEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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