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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34503/2022 del 19/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Milano che aveva riformato parzialmente in favore dell'imputato la decisione di primo grado concernente condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione. Il ricorrente deduceva: 1) vizio di motivazione sulla presunta spoliazione del magazzino tramite fittizie operazioni cartolari e mancata correlazione tra diminuzione del valore del magazzino e crediti inesigibili; critica dell'uso dei bilanci e delle dichiarazioni testimoniali (Balint Adrian, Dalla Nina, Franzoni); 2) violazione di legge e vizio di motivazione circa l'attribuzione del ruolo di amministratore di fatto al Ghidini, per omessa considerazione di testi che indicavano Terzi come vero dominus e per mancata prova di poteri gestori continui e sovraordinati; 3) vizio di motivazione sulla riconducibilità della societa "Cinquenovesette srl" al Ghidini e mancata escussione del teste Isaac Truzman.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazione: sussistenza del caso di "doppia conforme" (allineamento motivazionale tra primo e secondo grado) che limita il sindacato della Cassazione; preclusione a riesaminare i fatti (divieto di travisamento del fatto) e la valutazione alternativa delle prove; carenza di specificità delle censure che si risolvono in mera rivalutazione del compendio probatorio già esaminato in sede di merito; mancata autosufficienza del ricorso relativamente ad atti richiamati (assenza di trascrizioni o allegazioni integrali); correttezza della valutazione dei giudici di merito circa il ruolo di amministratore di fatto e circa lo svuotamento del magazzino tramite operazioni fittizie, anche con riguardo ai crediti inesistenti rilevati dal curatore fallimentare. Rigettate inoltre le doglianze sulla mancata escussione del teste Truzman in quanto non decisiva. Conseguenze: ricorso dichiarato inammissibile; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23, co. 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Richiamata in relazione alla requisitoria scritta del Procuratore generale depositata secondo la norma che ha disciplinato modalità di trattazione delle udienze durante il periodo emergenziale; citazione a fini processuali sul deposito della requisitoria e trattamento dei ricorsi.

  • art. 606, co. 1, lett. e) c.p.p. (modificato dalla legge n. 46/2006)

    Principio limitativo del sindacato di legittimità sulla valutazione dei fatti: impedisce alla Corte di Cassazione di sostituirsi al giudice del merito nel travisamento del fatto; fondamento per dichiarare inammissibile la rilevazione di una mera rivalutazione probatoria.

  • artt. 216 e 223 legge fallimentare

    Richiamati in tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale: la Corte ha confermato che il depauperamento patrimoniale rilevante ai fini del reato può riguardare sia beni materiali sia entità immateriali (es. crediti fittizi), e che possono essere destinatari di responsabilità sia l'amministratore di diritto sia l'amministratore di fatto, individuato sulle funzioni concrete esercitate.

  • art. 603, co. 3, c.p.p.

    Richiamato per ricordare i limiti dell'integrazione istruttoria nel giudizio abbreviato d'appello: la facoltà di integrazione è esercitabile dal giudice solo nei limiti della assoluta necessità e non conferisce alle parti un diritto ampio alla raccolta della prova in appello.

  • art. 165-bis, co. 2, d.lgs. 28 luglio 1989, n. 271 (come modificato dall'art. 7, d.lgs. 6 febbraio 2018, n. 11)

    Richiamato in relazione al principio di autosufficienza del ricorso per Cassazione: anche dopo l'introduzione di questa norma permane l'onere per il ricorrente di indicare e allegare gli atti che si assume travisati per rendere il ricorso autosufficiente.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per la condanna alle spese del procedimento e per l'ammenda (euro 3.000,00) a carico del ricorrente a causa dell'evidente inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è sede per la rivalutazione dei fatti: censure che si limitano a proporre una diversa interpretazione del compendio probatorio sono inammissibili.
  • Il caso di "doppia conforme" (allineamento motivazionale tra primo e secondo grado) rafforza il limite del sindacato della Cassazione e spesso comporta l'inammissibilità del ricorso che prospetti una lettura alternativa dei fatti.
  • Per contestare la motivazione in Cassazione occorre specificità e non semplici affermazioni generiche: il ricorso deve confrontarsi in modo argomentato con le ragioni esposte nella sentenza impugnata.
  • Il ricorso per cassazione deve essere autosufficiente: quando si richiamano atti o dichiarazioni è necessario indicarne puntualmente e allegare le trascrizioni o le fonti essenziali richieste, altrimenti la doglianza può essere dichiarata inammissibile.
  • Nei reati fallimentari la nozione di depauperamento patrimoniale è ampia e comprende anche crediti fittizi o inesistenti; la riconducibilità di una società a un soggetto va valutata sulle funzioni effettivamente esercitate e sugli indici probatori concreti, non solo sulle apparenze formali.
  • In sede di appello in rito abbreviato l'ampliamento dell'istruttoria è limitato: le richieste di escussione di testi nuovi devono dimostrare carattere di assoluta necessità e decisività.
  • Le doglianze sulla attendibilità dei testi e sulla valutazione dei bilanci devono essere formulate in modo concreto e documentato; la mera affermazione di contraddittorietà non convince se il giudice di merito ha fornito una motivazione coerente.
  • La presentazione di ricorsi manifestamente infondati o inammissibili può comportare sanzioni economiche a carico del ricorrente ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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