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Sentenza

Sentenza n. 5/2026 - Latina, Sezione 2

per la declaratoria d’illegittimità del silenzio-inadempimento formatosi sull'istanza della ricorrente del -OMISSIS-, con la quale, a seguito dell’annullamento della concessione edilizia in sanatoria n. -OMISSIS- datata -OMISSIS- nonché dei permessi di costruire n. -OMISSIS-, e n. -OMISSIS-, è stata chiesta l'applicazione dell'art. 38 del d.P.R. n. 380/2001; nonché, per la declaratoria dell'obbligo a provvedere, con nomina di un Commissario ad acta in caso di persistente ulteriore inerzia.

Giustizia amministrativa202500556

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza volta all'applicazione della fiscalizzazione dell'abuso edilizio ai sensi dell'art. 38 d.P.R. 380/2001

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha agito ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. per ottenere la declaratoria dell'illegittimità del silenzio serbato dal Comune su un'istanza con cui, dopo l'annullamento in autotutela dei titoli edilizi e l'adozione di un ordine di demolizione dell'intero complesso abusivo, aveva chiesto l'applicazione dell'art. 38 d.P.R. 380/2001. Ha sostenuto di conservare la disponibilità materiale dell'immobile e che la demolizione avrebbe pregiudicato una parte asseritamente legittima, risalente al 1963. Ha inoltre chiesto la declaratoria dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere, con eventuale nomina di un commissario ad acta. I controinteressati, proprietari confinanti pregiudicati dall'opera, hanno eccepito l'infondatezza del ricorso e hanno rappresentato che, dopo la proposizione del giudizio, il Comune aveva comunicato l'avvio del procedimento per valutare l'applicazione dell'art. 38 e che la società aveva presentato osservazioni. Il TAR ha ritenuto decisivo che l'ordine di demolizione fosse efficace, non eseguito entro novanta giorni e confermato in sede giurisdizionale; da tale decorso sarebbe derivata ex lege l'acquisizione gratuita delle opere abusive al patrimonio comunale. La società ha quindi dedotto una situazione di fatto non sufficiente a fondare la legittimazione sostanziale e l'obbligo comunale di provvedere.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. In materia di silenzio, l'illegittimità dell'inerzia presuppone l'esistenza di un obbligo giuridico dell'amministrazione di pronunciarsi entro un termine e di una situazione soggettiva qualificata del richiedente. Nel caso concreto, l'ordine di demolizione era efficace e non era stato ottemperato entro novanta giorni; pertanto, secondo il giudice, si era già verificata ex lege l'acquisizione gratuita delle opere abusive al patrimonio comunale. Gli atti successivi avevano natura dovuta e vincolata, essendo diretti a dare pubblicità e attuazione all'effetto acquisitivo. La società aveva così perso la proprietà giuridica del compendio e non poteva fondare la propria pretesa sulla mera disponibilità materiale. Il TAR ha ritenuto che la fiscalizzazione prevista dall'art. 38 d.P.R. 380/2001 riguardi la modulazione della risposta sanzionatoria nella fase precedente all'adozione dell'ordine di demolizione, o comunque prima della perdita della proprietà; essa non sarebbe più praticabile dopo l'acquisizione gratuita, quando il procedimento è ormai rivolto all'esecuzione della sanzione demolitoria. La relativa questione avrebbe dovuto essere dedotta contro il provvedimento originario o prima dell'acquisizione. Il Comune, nella fase successiva all'inottemperanza, avrebbe avuto soltanto la scelta tra demolizione e conservazione dell'opera nel patrimonio comunale per prevalenti ragioni di interesse pubblico, da motivare in modo aggravato ai sensi dell'art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001. È stato quindi escluso sia il diritto della società a ottenere la fiscalizzazione sia un obbligo attuale del Comune di provvedere su tale istanza. La società è stata condannata al pagamento di euro 3.000, oltre oneri di legge, in favore dei controinteressati; nulla sulle spese nei confronti del Comune non costituito.

Norme richiamate

  • art. 31 c.p.a.

    In combinato con l'art. 117 c.p.a., costituisce la base processuale dell'azione avverso il silenzio-inadempimento.

  • art. 117 c.p.a.

    L'azione contro il silenzio presuppone un obbligo giuridico dell'amministrazione di provvedere e una situazione soggettiva qualificata del richiedente.

  • art. 38 d.P.R. 380/2001

    La fiscalizzazione dell'abuso edilizio costituisce una modalità di modulazione della risposta sanzionatoria, esercitabile nella fase anteriore all'acquisizione gratuita; dopo tale acquisizione non è più praticabile.

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    È richiamato con riferimento alla sanzione amministrativa pecuniaria connessa all'inottemperanza all'ordine di demolizione.

  • art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001

    Dopo l'acquisizione gratuita, il Comune può procedere alla demolizione oppure conservare eccezionalmente l'opera nel patrimonio comunale per ragioni di interesse pubblico, con motivazione aggravata.

  • art. 10, comma 1, lett. b), l. 241/1990

    È richiamato in relazione alle osservazioni presentate dalla società nell'ambito del procedimento avviato dal Comune dopo la proposizione del ricorso.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha fondato l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle parti e della vicenda.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità delle parti.

Massime di principio

  • L'azione avverso il silenzio-inadempimento è esperibile soltanto quando l'amministrazione sia giuridicamente obbligata a provvedere entro un termine e il richiedente sia titolare di una situazione soggettiva qualificata; la mera disponibilità materiale del bene non è sufficiente se il richiedente ha perso la titolarità giuridica del bene stesso.
  • Quando un ordine di demolizione efficace non viene ottemperato entro novanta giorni, l'acquisizione gratuita delle opere abusive al patrimonio comunale si verifica ex lege; gli atti successivi hanno natura dichiarativa, pubblicitaria e attuativa dell'effetto acquisitivo già prodotto.
  • La fiscalizzazione dell'abuso prevista dall'art. 38 d.P.R. 380/2001 riguarda la modulazione della risposta sanzionatoria nella fase anteriore all'acquisizione gratuita e non può essere richiesta utilmente dopo che l'opera abusiva è divenuta di proprietà comunale.
  • Dopo l'acquisizione gratuita dell'opera abusiva, l'amministrazione è vincolata all'attuazione dell'effetto acquisitivo e può soltanto demolire il manufatto oppure conservarlo eccezionalmente nel patrimonio comunale per prevalenti ragioni di interesse pubblico, con motivazione aggravata ai sensi dell'art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001.
  • La questione relativa alla fiscalizzazione dell'abuso deve essere dedotta contro l'originario ordine di demolizione o comunque prima che si produca la perdita della proprietà privata; non può essere fatta valere per la prima volta nella fase esecutiva dell'acquisizione gratuita.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini del procedimento e silenzioLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneLegittimazione e interesse a ricorrereEfficacia ed esecutorietàEffetto conformativo e riedizione del potere

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