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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47026/2024 del 20/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna la conferma della condanna per omicidio stradale (art. 589-bis c.p.), sostenendo che i giudici di merito abbiano errato nella qualificazione della manovra eseguita (inversione di marcia vs. svolta a sinistra), applicando impropriamente l'aggravante prevista dall'art. 589-bis, comma 5, n. 3, e non avendo adeguatamente valutato la prova tecnica e il nesso causale. Denuncia altresì vizio di motivazione, mancata acquisizione di una perizia sulla dinamica e violazione del principio del "oltre ogni ragionevole dubbio".

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto congrua e motivata la ricostruzione di merito secondo la quale la Fadini aveva posto in essere una inversione di marcia (salendo sull'aiuola spartitraffico e invadendo in parte la corsia opposta), con conseguente investimento e decesso del motociclista. L'aggravante di cui all'art. 589-bis, comma 5, n. 3, è stata correttamente applicata; le censure relative alla mancata perizia e alla valutazione delle prove sono state respinte come inammissibili o infondate. Inoltre la Corte ha ritenuto che il comportamento del motociclista, pur imprudente, non fosse abnorme da interrompere il nesso causale. Perciò la condanna è stata confermata e il ricorso rigettato; alla ricorrente sono state addebitate le spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen.

    La norma sull'omicidio stradale e le sue aggravanti è stata interpretata nel senso che l'aggravante del comma 5, n. 3 trova applicazione quando la morte sia cagionata per colpa a seguito di una inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni; non è necessario che la manovra segua una forma unica o rigidamente definita.

  • art. 59 cod. pen.

    Richiamata nella discussione sulla necessità di distinguere prima la manovra oggettiva e poi la responsabilità soggettiva; la Corte ha ritenuto però provata l'inversione nella sua oggettività, e quindi correttamente applicata la disciplina della responsabilità colposa.

  • art. 154 cod. strada

    Utilizzato come riferimento per le cautele da adottare e per il divieto, al comma 6, di eseguire l'inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi: detta disposizione delimita la pericolosità della manovra e giustifica l'aggravante penale.

  • art. 349 regolamento attuativo cod. strada

    Riferimento che conferma che l'inversione è vietata quando per eseguirla sia necessario attraversare la mezzeria segnata con striscia continua, e che quindi l'attraversamento della mezzeria non esclude in sé l'integrazione dell'inversione.

  • art. 526 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla ricorrente ma la Corte ha ritenuto non applicabile la sanzione di inutilizzabilità invocata, poiché la censura riguardava la valutazione di una consulenza di parte già acquisita e non l'assunzione di prove illegittime.

  • art. 606, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    Richiamato dalla Corte per chiarire il concetto di "prova decisiva" ai fini del ricorso per cassazione: la mancata acquisizione di una perizia non è di per sé prova decisiva tale da modificare sicuramente la decisione se esperita.

  • art. 495, comma 2 cod. proc. pen.

    Menziomento come riferimento alla nozione di prova a discarico; la Corte ha distinto la perizia (strumento neutro e discrezionale del giudice) dalla prova decisiva a discarico.

  • art. 581, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamato per sottolineare l'obbligo di specificità delle censure in cassazione: il ricorso non può limitarsi a contese generiche sul vizio della motivazione senza puntuali riferimenti alle parti della motivazione impugnata.

Massime di principio

  • Per qualificare la manovra rilevante ai fini dell'aggravante (inversione di marcia) occorre valutare la sua oggettiva realizzazione complessiva: non è necessario che la sequenza sia unica o codificata, basta che la manovra determini l'avvicinamento al senso opposto di marcia all'interno della stessa carreggiata.
  • Le disposizioni del codice della strada (art. 154 e regolamenti attuativi) sono utili criteri interpretativi per il diritto penale; il divieto di inversione in prossimità di intersezioni valorizza la pericolosità e giustifica l'aggravante penale se l'evento mortale si verifica.
  • La mancata richiesta o effettuazione di una perizia tecnica non è automaticamente idonea a determinare l'annullamento in cassazione: la perizia deve essere 'prova decisiva' nel senso dell'art. 606 c.p.p. per incidere sulla decisione di legittimità.
  • Il concorso di colpa dell'altra parte (qui il motociclista) non interrompe il nesso causale quando la sua condotta non sia eccezionale, abnorme o straordinaria rispetto al rischio creato dalla violazione iniziale: la valutazione della prevedibilità e ordinaria probabilità rimane un apprezzamento di merito.
  • In cassazione le censure sul vizio di motivazione devono essere precise e confrontarsi con le argomentazioni testuali della sentenza impugnata; le critiche che puntano a una diversa valutazione delle prove sono spesso inammissibili.

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