Cassazione Civile, Sentenza n. 2389/2023 del 26/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente chiedeva la declaratoria di nullita' di tre negozi stipulati dalla societa' Harmony: la compravendita del 28.01.1999 tra Harmony e i Mariani, la cessione di quote sociali del 10.08.2000 e la compravendita del 28.12.2000 tra Harmony e Immobiliare Marinvest. Pancot sosteneva di aver contribuito al patrimonio sociale (anche con oltre lire 400.000.000) e di avere un accordo di spartizione degli immobili che era stato eluso mediante le vendite e le cessioni contestate; percio' chiedeva la nullita' degli atti e il rientro nella comproprieta' degli immobili a favore degli ex soci.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sentenza della Corte d'appello di Cagliari. Ha ritenuto che Pancot, quale ex socio della societa' ormai cancellata dal registro delle imprese, non avesse interesse e legittimazione a proporre le azioni di nullita' relative a negozi societari che risultavano eseguiti e non contestati dalla societa' in base al bilancio finale di liquidazione (che non li menzionava). La Corte ha richiamato il principio secondo cui, a seguito della cancellazione della societa', gli ex soci subentrano nei diritti e nei beni indicati nel bilancio di liquidazione ma non nelle mere pretese o crediti incerti/illiquidi non inseriti nel bilancio; il soggetto che agisce per pretese di societa' cancellata deve dimostrare di essere avente causa o successore in base al bilancio di liquidazione. I motivi addotti in ordine alla violazione dell'art. 2474 c.c. (operazioni sulle proprie quote) sono stati dichiarati inammissibili per difetto di interesse, essendo comunque assorbenti le ragioni gia' decise. Il ricorrente e' condannato alle spese di giudizio (liquidate in euro 7.200,00 oltre oneri) e al pagamento di eventuale ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 2495 cod. civ.
La cancellazione della societa' dal registro fa sorgere un fenomeno successorio: gli ex soci subentrano nei diritti e beni indicati nel bilancio finale di liquidazione (in comunione indivisa), ma non nelle mere pretese o crediti incerti/illiquidi non menzionati nel bilancio; tali pretese si presumono rinunciate se non inserite.
art. 1421 cod. civ.
La norma generale sulla nullita' del contratto (che puo' essere fatta valere da chi abbia interesse) non esclude il limite applicato dal diritto societario: l'azione di nullita' di un negozio societario spetta primariamente alla societa' e non al singolo socio, salvo che quest'ultimo provi una specifica successione o avente causa.
art. 2474 cod. civ.
La Corte ha ritenuto, con motivazione della Corte d'appello non impugnata nei suoi profili essenziali, che gli atti impugnati non integrassero l'ipotesi di elusione del divieto previsto da questa norma (non si sarebbe trattato di atto a titolo gratuito e il prezzo dichiarato era stato utilizzato per estinguere passivita'). Tale argomento e' comunque risultato non decisivo per il rigetto principale.
art. 100 cod. proc. civ.
Richiamato nelle censure sul vizio di motivazione: la Corte ha ritenuto infondati i rilievi sul difetto di motivazione, confermando che la Corte d'appello ha adeguatamente motivato il mancato riconoscimento dell'interesse/legittimazione del ricorrente.
art. 112 cod. proc. civ.
Richiamata nei motivi che denunciavano omesso esame di fatti decisivi e violazione del principio del contraddittorio; la Corte ha dichiarato tali motivi inammissibili per difetto di interesse rispetto alle ragioni ritenute decisive.
art. 111 Cost.
Invocata in relazione alle censure di carenza di motivazione; la Corte ha ritenuto le doglianze assorbite o infondate e ha rigettato il ricorso.
Massime di principio
- Se una societa' viene cancellata dal registro delle imprese, gli ex soci subentrano solo nei diritti e beni che risultano nel bilancio finale di liquidazione; pretese non inserite nel bilancio si presumono rinunciate e non possono essere fatte valere successivamente dagli ex soci senza prova di una specifica successione.
- L'azione di nullita' di un negozio posto in essere da una societa' e', in linea di principio, azionabile dall'ente societario e non dal singolo socio: il socio deve utilizzare gli strumenti interni (impugnazione di deliberazioni, azione di responsabilita' verso gli organi sociali) prima di poter pretendere di sostituirsi alla societa'.
- Chi agisce per far valere pretese di una societa' estinta ha l'onere di dimostrare di essere avente causa (es. tramite indicazione nel bilancio finale di liquidazione o tramite atto di cessione); la sola qualita' di ex socio non e' sufficiente.
- Nel giudizio di impugnazione, se la decisione e' sorretta da piu' ragioni autonome e una di esse e' confermata, le altre censure perdono interesse e possono essere dichiarate inammissibili.
- Prima di proporre azioni contro atti societari antecedenti alla liquidazione e cancellazione, verificare il contenuto del bilancio finale di liquidazione e, se del caso, impugnarlo o acquisire prova di inclusione della pretesa; altrimenti il rischio e' la declaratoria di incompetenza/insussistenza di legittimazione.
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