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Ordinanza

Ordinanza del 08/03/2016 n. 319 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

MISURE CAUTELARI - Periculum in mora - Gravità ed irreparabilità del danno - Non sussiste - Rateazione del pagamento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La sospensione cautelare dell’esecutività della sentenza di secondo grado richiede la prova di un danno grave e irreparabile. Il danno grave eccede il normale pregiudizio derivante dall’esecuzione e determina uno squilibrio tra vantaggi e sacrifici delle parti; quello irreparabile riguarda la perdita definitiva di un bene non fungibile, non recuperabile o reintegrabile. Tale requisito non sussiste, di regola, per una condanna al pagamento di denaro, poiché il pregiudizio è reintegrabile per equivalente in caso di ricorso per Cassazione e può essere ulteriormente attenuato mediante la rateazione richiesta dal contribuente.

Sospensione dell’esecutività della sentenza di secondo grado: insussistenza del danno grave e irreparabile in caso di condanna pecuniaria rateizzabile

Sospensione cautelare dell’esecutività della sentenza

Il documento riguarda i presupposti per ottenere la sospensione dell’esecutività di una sentenza di secondo grado. La misura può essere disposta soltanto quando l’esecuzione della decisione sia idonea a provocare un danno grave e irreparabile.

Nozione di danno grave

Il danno è grave quando eccede il pregiudizio normalmente e necessariamente sopportato dal debitore in conseguenza dell’esecuzione della sentenza. La gravità ricorre, in particolare, quando l’esecuzione determina uno squilibrio tra i vantaggi conseguiti da una parte e i sacrifici imposti all’altra.

Non è quindi sufficiente allegare il normale effetto pregiudizievole dell’esecuzione della condanna: occorre dimostrare un sacrificio ulteriore, particolarmente rilevante e sproporzionato rispetto agli effetti ordinari dell’adempimento.

Nozione di danno irreparabile

Il danno è irreparabile quando l’esecuzione comporta la distruzione o la disintegrazione di una cosa non fungibile, fino a determinare la cessazione dell’esistenza del bene oppure la perdita delle sue qualità essenziali, costitutive della sua individualità o della sua funzione.

L’irreparabilità presuppone che, in caso di accoglimento del ricorso per Cassazione, non sia possibile ottenere un completo recupero o una reintegrazione del bene nella situazione precedente all’esecuzione.

Condanne al pagamento di somme di denaro

L’irreparabilità non ricorre, in linea generale, quando la sentenza impone il pagamento di una somma di denaro. Il denaro è infatti un bene fungibile e l’eventuale pregiudizio derivante dal pagamento può essere reintegrato per equivalente qualora il ricorso per Cassazione venga accolto.

La natura fungibile della somma dovuta esclude, pertanto, che l’esecuzione della condanna pecuniaria determini normalmente la distruzione o la perdita irreversibile di un bene non sostituibile.

Rateazione del pagamento

L’assenza del requisito dell’irreparabilità è ulteriormente confermata nel caso in cui il contribuente abbia formulato un’istanza di rateazione e questa sia stata accolta. La possibilità di eseguire il pagamento in forma dilazionata riduce l’impatto immediato della condanna e costituisce un ulteriore elemento contrario alla configurabilità di un danno grave e irreparabile.

Esito interpretativo

La sospensione dell’esecutività della sentenza di secondo grado non può essere accordata sulla sola base dell’obbligo di pagamento di una somma di denaro. Il richiedente deve dimostrare la presenza congiunta di un pregiudizio eccedente quello normalmente connesso all’esecuzione e di un’impossibilità di recupero o reintegrazione del danno. Tali condizioni non risultano configurabili quando il pagamento è reintegrabile per equivalente e, inoltre, è stata accolta la richiesta di rateazione del contribuente.

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