Cassazione Penale, Sentenza n. 386/2022 del 10/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Maio, sottufficiale dei Carabinieri in servizio presso la compagnia Napoli-Bagnoli, era accusato di più episodi di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio: dietro corrispettivo avrebbe favorito esponenti di clan camorristici di Pianura (Salvatore Romano, Pasquale Pesce e Raffaele Dello Iacolo), rivelando informazioni riservate e omettendo o ritardando arresti e sequestri. Il ricorrente impugnava la sentenza di appello censurando soprattutto l'attendibilità dei tre collaboratori di giustizia sul cui racconto si fondava la condanna, segnalando discrasie, contrasti e incongruenze nelle loro dichiarazioni e sostenendo l'illogicità della motivazione della Corte d'appello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: lo ha ritenuto mera reiterazione dei motivi d'appello e sostanzialmente volto a rivalutare le risultanze probatorie, cosa non consentita in sede di legittimità. Ha ritenuto che le discrepanze indicate fossero marginali e che la Corte d'appello le avesse ricomposte con osservazioni plausibili e motivazione persuasiva; ha inoltre sottolineato che la sentenza di merito ha spiegato in modo logico l'esistenza di rapporti tra Maio e i dichiaranti e l'assenza di ragioni legittime a giustificarli, nonché l'assenza di un movente ritorsivo verso il solo Maio. Per l'inammissibilità il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 616 cod. proc. pen.
Norma invocata per disporre la condanna del proponente alle spese e al pagamento di una somma in caso di inammissibilità del ricorso, salvo che l'inammissibilità non sia imputabile alla mancanza di colpa del ricorrente.
Corte Cost., sent. n. 186 del 13 giugno 2000
Giurisprudenza citata per la nozione che l'esenzione dalla condanna per inammissibilità richiede l'assenza di colpa nella determinazione della causa d'inammissibilità.
Massime di principio
- La Suprema Corte non è sede per la rivalutazione del merito probatorio: motivi che sostanzialmente richiedono una nuova valutazione delle prove risultano inammissibili o infondati.
- Le discrepanze nelle dichiarazioni di collaboratori di giustizia non determinano automaticamente inattendibilità; sono rilevanti se incidono sui punti decisivi e non possono essere plausibilmente ricomposte con ragionamenti logici e spiegazioni concrete.
- Per contestare efficacemente in Cassazione l'attendibilità di un collaboratore occorre dimostrare errori di diritto o palese illogicità/contraddittorietà decisiva nella motivazione, non limitarsi a sottolineare incongruenze marginali.
- L'esistenza di rapporti ripetuti e non altrimenti giustificabili tra imputato e dichiarante, unitamente all'assenza di un movente che giustifichi un'accusa rivolta solo a un particolare soggetto, può costituire elemento di riscontro a favore dell'attendibilità delle dichiarazioni.
- In caso di inammissibilità del ricorso la parte proponente può essere condannata a pagare le spese e una somma alla Cassa delle ammende salvo dimostrare la mancanza di colpa nella presentazione del gravame.
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