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Ordinanza

Ordinanza n. 493/2026 - Salerno, Sezione 1

Giustizia amministrativa202301677

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inattività del Commissario ad acta e persistente inottemperanza del Ministero della Giustizia rispetto alla sentenza di ottemperanza

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore da giudicato)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente aveva ottenuto una precedente sentenza del TAR che aveva ordinato al Ministero della Giustizia di dare esecuzione al giudicato formatosi su un decreto collegiale della Corte d’Appello di Salerno, recante l’ingiunzione di pagamento delle spese processuali distratte in favore del difensore. La sentenza di ottemperanza aveva nominato un Commissario ad acta per il caso di persistente inottemperanza dell’amministrazione. Poiché né il Ministero aveva adempiuto né il primo Commissario aveva svolto gli adempimenti previsti, era stato proposto un primo reclamo ai sensi dell’art. 114, comma 6, c.p.a., definito con la sostituzione del Commissario. Anche il nuovo Commissario era rimasto inattivo e il Ministero continuava a non adempiere; il ricorrente ha quindi proposto un ulteriore reclamo ex art. 114, comma 6, c.p.a., chiedendo che fosse nuovamente ordinato al Commissario ad acta di svolgere l’attività necessaria all’esecuzione del giudicato. Il ricorrente aveva inoltre prospettato la sostituzione del Commissario inadempiente con un diverso Commissario.

La decisione

Il TAR ha accolto la richiesta di rinnovare l’ordine al Commissario ad acta, rilevando la persistente inottemperanza del Ministero e l’assenza di qualsiasi indicazione dell’amministrazione sulle ragioni dell’inattività contestata. Il Tribunale ha ordinato al Commissario ad acta nominato da ultimo di dare integrale ed effettiva esecuzione al comando contenuto nella precedente sentenza di ottemperanza entro sessanta giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione dell’ordinanza. È stata invece respinta la richiesta, formulata nel corso del giudizio, di nomina di un diverso Commissario, in ragione delle vigenti disposizioni di legge. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese del reclamo, liquidate in euro 1.000, oltre spese generali, IVA e CPA.

Norme richiamate

  • art. 114, comma 6, c.p.a.

    ex art. 114, comma 6°, C.P.A.

    La disposizione è stata utilizzata quale fondamento del reclamo contro l’inattività del Commissario ad acta nell’esecuzione del giudicato.

Massime di principio

  • In presenza di persistente inottemperanza dell’amministrazione e di inattività del Commissario ad acta nominato per l’esecuzione del giudicato, il giudice dell’ottemperanza può rinnovare l’ordine al Commissario di svolgere gli adempimenti necessari, fissando un termine per l’integrale ed effettiva esecuzione.
  • L’assenza di indicazioni dell’amministrazione sulle ragioni della propria inattività non impedisce l’accoglimento del reclamo diretto a sollecitare l’esecuzione del giudicato e costituisce elemento coerente con l’accertamento della persistente inottemperanza.
  • La richiesta di sostituire il Commissario ad acta inadempiente con un diverso Commissario non può essere accolta quando le disposizioni di legge applicabili ne impediscono la nomina o la sostituzione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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