Cassazione Penale, Sentenza n. 30533/2023 del 13/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la conferma della custodia cautelare in carcere per i reati contestati, in particolare: (1) partecipazione ad associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.) per presunta gestione di appalti tramite la ditta Mesoscavi e rapporto con il padre Giuseppe Grano; (2) frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p., capo 13) per l'utilizzo e posa di tubi non idonei nei lavori pubblici. Le censure denunciavano vizi di motivazione e violazione degli artt. 292 e 309 c.p.p. (mancata autonoma valutazione / motivazione per relationem), travisamento della prova in relazione al capo 13 (assenza del dolo e ruolo meramente esecutivo nella fornitura/manodopera), insufficienza degli elementi a carico per ricondurre Domenico all'associazione mafiosa (contestazione fondata sul solo rapporto di parentela e scarsi riscontri), e vizio nella valutazione delle esigenze cautelari (incensuratezza, lontananza temporale dei fatti, mancata considerazione degli elementi difensivi).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato in parte: ha rigettato i motivi relativi alla frode nelle pubbliche forniture (capo 13) e alla motivazione formale dell'ordinanza del riesame, confermando che le intercettazioni e gli elementi ritenuti probatori non risultano manifestamente illogici; ha invece accolto il motivo relativo alla gravità indiziaria rispetto al reato di associazione mafiosa (art. 416-bis) per carenza motivazionale sul punto, annullando l'ordinanza limitatamente a tale profilo e rinviando al Tribunale di Catanzaro per un nuovo giudizio sul capo 1. Nel resto il ricorso è stato respinto. La pronuncia non ha disposto la liberazione dell'indagato e la cancelleria curerà gli adempimenti di rito.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
Norma che incrimina l'associazione di tipo mafioso; la Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione dei giudici di merito in ordine alla gravità indiziaria circa la partecipazione stabile del ricorrente al sodalizio, pertanto ha annullato con rinvio per nuovo esame su tale capo
art. 416-bis.1 cod. pen.
Circostanza aggravante che qualifica l'infiltrazione in attività economiche da parte dell'associazione; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito avessero fornito ragionamento non manifestamente illogico sulla connessione tra l'attività della ditta e gli interessi del padre associato
art. 356 cod. pen.
Frode nelle pubbliche forniture: richiede malafede contrattuale e strumenti ingannevoli; la Cassazione ha ritenuto i gravi indizi sussistenti alla luce delle intercettazioni e della prosecuzione consapevole dei lavori
art. 355 cod. pen.
Inadempimento nelle pubbliche forniture (reato più lieve): prospettata dalla difesa come derubricazione alternativa, ma i giudici di merito hanno motivato la sussistenza della malafede, escludendo la derubricazione
art. 292 cod. proc. pen. (comma 2)
Prevede l'obbligo di autonoma valutazione dei gravi indizi da parte del giudice che emette la misura; la Corte ha precisato che l'autonomia riguarda il giudizio critico e non impedisce il rinvio per relationem purché emerga un esame critico e non un mero recepimento
art. 309 cod. proc. pen. (comma 9)
Riguarda i requisiti della motivazione nelle decisioni cautelari; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che consente rinvii per relationem se affiancati da valutazione critica autonoma
art. 275 cod. proc. pen. (comma 3)
Presunzione di adeguatezza della custodia cautelare per talune ipotesi (es. associazione mafiosa); i giudici di merito possono invocarla per giustificare la misura, ma la sua applicazione resta soggetta alla valutazione complessiva delle esigenze cautelari
art. 274 e 275 cod. proc. pen.
Norme sulle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione, inquinamento delle prove, fuga); la Corte ha ritenuto che la valutazione sui presupposti cautelari sia di merito, sindacabile in Cassazione solo per manifesta illogicità
art. 606 cod. proc. pen. (comma 1, lett. b) e lett. e))
Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione (vizi di motivazione e violazione di norme sostanziali); sono state richiamate come base formale delle censure presentate
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Previsione procedurale richiamata per gli adempimenti della cancelleria in caso di annullamento con rinvio; la Corte ha disposto gli adempimenti senza disporre la liberazione
Massime di principio
- La richiesta di "autonoma valutazione" del giudice cautelare non impone una riscrittura totale degli elementi fatti emergere dall’accusa: è ammesso il rinvio per relationem, purché dal provvedimento emerga un giudizio critico e autonomo e non un mero recepimento passivo della richiesta del P.M.
- Le intercettazioni sono valutazioni di fatto riservate ai giudici di merito; la Cassazione sindaca tale valutazione solo se la motivazione che le utilizza è manifestamente illogica o irragionevole.
- Per la configurazione della frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.) è necessaria la malafede contrattuale: non basta un semplice inadempimento o cattiva qualità dei materiali, ma occorre la volontà di porre in essere espedienti ingannevoli per far apparire l'opera conforme.
- La mera parentela con un presunto associato mafioso non è di per sé sufficiente a fondare la gravità indiziaria per il reato associativo; occorrono elementi che dimostrino un apporto consapevole, stabile e funzionale all'organizzazione.
- La valutazione delle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione, collegamenti con l'associazione, grado di inserimento) resta essenzialmente di merito: la Cassazione interviene solo se la motivazione è manifestamente carente, illogica o priva dei passaggi essenziali.
- Se i fatti rilevanti sono distanti nel tempo e limitati a poche occasioni, la difesa può efficacemente contestare la sussistenza di un vincolo associativo stabile; il giudice deve esplicitare come tali episodi rientrino in una partecipazione continuativa e funzionale al sodalizio.
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