Cassazione Penale, Ordinanza n. 35764/2025 del 31/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che tutti i motivi erano connotati da genericità e non soddisfacevano il requisito della critica argomentata richiesto nel giudizio di legittimità. È stata inoltre confermata la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputata ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Sassari che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale. I motivi dedotti erano tre: (1) vizio di motivazione sulla responsabilità penale, con censure ritenute dalla Corte meramente generiche e sostanzialmente sovrapponibili alla riproduzione del testo della sentenza impugnata, prive di specifica critica alle argomentazioni decisive; (2) mancata rinnovazione istruttoria; (3) conseguenze del preteso mancato pagamento nei confronti di una società indicata in atti. La difesa ha depositato memoria, ma senza apportare argomenti idonei a superare la causa di inammissibilità.
Massime di principio
- Nel ricorso per cassazione non sono sufficienti deduzioni assertive, generiche o meramente riproduttive del contenuto della sentenza impugnata: occorre una critica specifica e argomentata alle rationes decidendi.
- I motivi che si limitano a brevi osservazioni prive di sviluppo e non confrontate con la motivazione della decisione impugnata sono inidonei a superare il vaglio di ammissibilità.
- La memoria difensiva successiva non può sanare l'inammissibilità del ricorso se non introduce elementi decisivi e specifici rispetto ai vizi originari.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, seguono la condanna alle spese processuali e, nei casi previsti, il versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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