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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00106/2026 del 02/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di rigetto del riesame con cinque censure: 1) assenza di prova del tasso di interesse e quindi dell'usura (contestazione della ricostruzione delle p.g. e della mancata indicazione dei tassi); 2) mancanza di consapevolezza da parte di Scarfone circa la natura usuraria del prestito e della sua finalità di trarre vantaggio usurario; 3) mancanza del presupposto del concorso nel reato di usura perché non vi sarebbe stata restituzione comprensiva di interessi e Scarfone non avrebbe ottenuto pagamenti da Bene; 4) difetto di motivazione circa l'applicazione delle aggravanti di cui all'art. 416-bis.1 c.p.; 5) omissione di valutazione di un elemento nuovo (dichiarazioni successive della persona offesa secondo cui Scarfone non aveva chiesto somme né minacciato), rilevante ai fini della valutazione delle esigenze cautelari.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi manifestamente infondati e in gran parte riconducibili a censure di merito non sindacabili in sede di legittimità. Ha richiamato il principio secondo cui il giudice di legittimità non può rivedere la valutazione dei fatti e degli elementi indizianti se non per manifesta illogicità o travisamento della prova, e ha ritenuto congrua la valutazione del Tribunale basata, tra l'altro, su intercettazioni e sulla deposizione della persona offesa. La Corte ha altresì affermato che la testimonianza della persona offesa può essere, di per sé, prova dell'elemento oggettivo del reato di usura e che la promessa di interessi usurari è idonea a integrare il reato anche in assenza di effettiva corresponsione. Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha ribadito la prevalenza della presunzione prevista dall'art. 275, comma 3 c.p.p., non superata dalle deduzioni difensive; ha inoltre constatato che il Tribunale aveva comunque valutato le dichiarazioni della persona offesa e aveva indicato condotte recenti di Scarfone utili a giustificare la misura. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • codice penale, art. 644

    art. 644, commi quarto e quinto c.p.

    Norma che punisce l'usura; la Corte conferma che l'elemento oggettivo può essere provato anche tramite la dichiarazione della persona offesa e che la promessa di interessi usurari è sufficiente ai fini della configurazione del reato

  • codice penale, art. 416-bis.1

    Aggravante relativa all'agevolazione di associazione mafiosa/contesto organizzato; la Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale sull'aggravante incensurabile e ha ricordato che la contestazione di una circostanza aggravante può essere priva di interesse in sede di de libertate se non incide immediatamente sulla misura

  • codice di procedura penale, art. 275

    Prevede una presunzione speciale circa la sussistenza delle esigenze cautelari per taluni reati; la Corte ribadisce la prevalenza di tale presunzione rispetto alla norma generale e che la difesa deve produrre elementi concreti per superarla

  • codice di procedura penale, art. 274

    Norma generale sulle esigenze cautelari: la Corte ricorda che la regola generale è subordinata alla presunzione speciale di cui all'art. 275, comma 3

  • codice di procedura penale, art. 292

    art. 292, commi 2, lett. c-bis) e 2-ter c.p.p.

    Disciplina l'assunzione e la valutazione di elementi nuovi in sede di riesame; la Corte osserva che le dichiarazioni ritenute dalla difesa non sono state adeguatamente documentate (verbali) e sono state comunque implicitamente considerate dal Tribunale

  • codice di procedura penale, art. 611

    art. 611, commi 1-bis e 1-ter c.p.p.

    Regole sulla richiesta di discussione orale: la Corte ha proceduto a trattazione scritta perché non è stata fatta tempestiva richiesta di discussione

  • codice di procedura penale, art. 616

    Prevede la condanna alle spese e, in caso di colpa nella determinazione dell'inammissibilità, ammende; la Corte ha disposto il pagamento delle spese e di euro 3.000 alla cassa delle ammende

Massime di principio

  • In sede di cassazione avverso misure cautelari la sindacabilità è limitata: sono ammesse solo censure di violazione di norme di legge o di manifesta illogicità della motivazione, non nuove valutazioni di fatto
  • La valutazione del contenuto delle intercettazioni e del linguaggio criptico è questione di fatto e spetta al giudice di merito, sindacabile in cassazione solo per manifesta illogicità o travisamento della prova
  • In materia di usura la deposizione della persona offesa può, da sola, costituire prova dell'elemento oggettivo del reato; non è sempre necessaria l'indicazione dettagliata del tasso praticato
  • La promessa di interessi usurari è idonea a integrare il reato di usura anche in assenza della effettiva corresponsione degli interessi (reato a schema duplice)
  • Quando il titolo cautelare riguarda reati ricompresi nell'art. 275, comma 3 c.p.p., opera una presunzione speciale di sussistenza delle esigenze cautelari che la difesa deve comunque superare con elementi concreti e documentati
  • Le censure sulla errata applicazione di circostanze aggravanti possono essere prive di interesse in sede di de libertate se non incidono immediatamente sulla natura o sulle modalità della misura cautelare
  • Per far valere elementi nuovi in sede di riesame è necessario produrre documentazione probatoria (es. verbali); deduzioni non documentate rischiano di essere ritenute inidonee per sovvertire la decisione cautelare

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