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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36178/2023 del 30/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione contro la sentenza di conferma in appello della condanna per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Lamentate violazioni di legge, vizi procedurali e di motivazione: in particolare la nullità della notifica del decreto di fissazione dell'udienza d'appello (contestata l'esecuzione ai sensi dell'art.157, comma 8-bis, e art.161, comma 4 c.p.p. per assenza di tentativo al domicilio eletto), e il mancato riconoscimento del beneficio previsto dal quinto comma dell'art.73 D.P.R. n.309/1990 e di una pena più mite tenuto conto delle condizioni personali dell'imputato (assenza di dimora, lavoro e reddito).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di cassazione ha ritenuto correttamente eseguita la notifica (relata indicava notifica a mezzo PEC e invio di raccomandata al domicilio eletto); ha richiamato il principio delle Sezioni Unite (Tuppi) secondo cui il difetto di notifica costituisce nullità di regime intermedio, non sanata dall'inerzia solo se eccepita tempestivamente, e qui il difensore non ha sollevato nulla in udienza. Quanto al merito, la Corte di merito ha adeguatamente valutato gli elementi indicativi della destinazione a spaccio (quantità: 17 stecche di hashish e 13 bustine di marijuana, vendita in luogo pubblico e in pieno giorno, denaro contante in tagli piccoli compatibile con il prezzo della sostanza), motivando il diniego del beneficio del comma 5 dell'art.73 DPR 309/1990 e il rifiuto delle circostanze attenuanti generiche. La pena (2 anni e 6 mesi) è stata fissata in misura prossima al minimo edittale e non è sindacabile in questa sede. La corte ha inoltre ritenuto giustificata la confisca allargata del denaro ex art.85-bis D.P.R. 309/1990 dato lo status personale dell'imputato (senza fissa dimora, senza lavoro e reddito). Condanna del ricorrente alle spese processuali ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 157, comma 8-bis, cod. proc. pen.

    art. 157, comma 8-bis c.p.p.

    consente modalità di notifica (anche mediante PEC) indicate nella relata; la Corte ha ritenuto valida la notifica al ricorrente sia tramite PEC sia con raccomandata al domicilio eletto

  • art. 161, comma 4, cod. proc. pen.

    regola le ulteriori modalità di notificazione agli imputati; in combinato con l'art.157 è stata considerata rispettata la forma di notifica per l'appello

  • D.P.R. n. 309/1990, art. 73, comma 5

    art. 73, comma 5 D.P.R. 309/1990

    non applicazione della pena più mite quando gli elementi fattuali (quantità, modalità, denaro) indicano finalità di spaccio; la Corte territoriale ha motivato il diniego valutando i parametri richiesti dalla giurisprudenza

  • D.P.R. n. 309/1990, art. 85-bis

    art. 85-bis D.P.R. 309/1990

    consente la confisca allargata di denaro ritenuto provento o prezzo dell'illecito; la Corte ha ritenuto giustificata la confisca alla luce dell'assenza di mezzi leciti e della compatibilità del contante con il prezzo della droga

  • art. 616 cod. proc. pen.

    disciplina l'addebito delle spese processuali; applicato per condannare il ricorrente al pagamento delle spese in caso di rigetto del ricorso

  • Sentenza SS.UU. Tuppi

    SS.UU., n. 58120 del 22/06/2017 (Rv. 271771 e 271772)

    principio secondo cui il difetto di notifica integra una nullità di regime intermedio; la mancata tempestiva eccezione in udienza da parte del difensore può comportare l'irrilevanza della doglianza

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata

    Sez. 3, n. 13115 del 06/02/2020 (Suriano); Sez. 2, n. 36104 del 27/02/2017 (Mastro); Sez. 3, n. 29968 del 22/02/2019 (Del Papa)

    citate come principi sul corretto apprezzamento degli elementi per escludere benefici e sulla non sindacabilità, in Cassazione, della determinazione della pena entro limiti prossimi al minimo edittale

Massime di principio

  • La notifica dell'atto (anche quella di fissazione dell'udienza d'appello) eseguita mediante PEC e con invio di raccomandata al domicilio eletto è valida se la relata lo documenta; il difensore deve eccepire tempestivamente la nullità in udienza o la questione può essere considerata superata (nullità di regime intermedio).
  • Il difetto di notifica, se configurato come nullità intermedia, non porta automaticamente all'annullamento quando la parte o il difensore non sollevano la questione in tempo utile.
  • Per l'esclusione del beneficio previsto dall'art.73 DPR 309/1990 (pena più mite) è fondamentale la valutazione complessiva degli indici di destinazione a spaccio: quantità della sostanza, modalità e luogo del rinvenimento, presenza di confezionamenti e di denaro compatibile con il prezzo della droga.
  • Le circostanze attenuanti generiche richiedono elementi concreti favorevoli oltre alla sola incensuratezza; la mera condizione di senza fissa dimora, senza lavoro e senza reddito non è di per sé sufficiente a determinare una riduzione di pena se i fatti indicano finalità di spaccio.
  • La confisca allargata del denaro (art.85-bis DPR 309/1990) può essere giustificata quando il denaro è compatibile con il prezzo della sostanza e l'imputato non dà conto di un'origine lecita (es. per assenza di domicilio, lavoro, reddito).
  • La quantificazione della pena entro limiti prossimi al minimo edittale, quando adeguatamente motivata, non è sindacabile in sede di legittimità salvo errori di diritto o manifesta illogicità della motivazione.
  • In sede di impugnazione in Cassazione l'assenza di tempestive eccezioni processuali da parte del difensore può compromettere la possibilità di far valere vizi relativi alla regolarità delle notifiche.

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