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Concentrazione

Provvedimento AGCM C12311 n. 28564 del 09/02/2021

B.F.-CONSORZIO AGRARIO DELL’EMILIA-CONSORZIO ADRIATICO-CONSORZIO AGRARIO DEL TIRRENO-CONSORZIO AGRARIO CENTRO SUD-SOCIETÀ CONSORTILE CONSORZI AGRARI/NEWCO

AGCMC12311

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’operazione consiste nella trasformazione di CAI S.r.l. in CAI S.p.A. e nel conferimento a quest’ultima dei rami d’azienda e delle partecipazioni dei Consorzi Agrari dell’Emilia Romagna, dell’Adriatico, del Tirreno, Centro Sud e di SCCA, con ingresso di BF mediante conferimento in denaro. CAI è soggetta al controllo congiunto di BF e del blocco consortile. I mercati interessati riguardano sementi, distribuzione locale di prodotti petroliferi e distribuzione al dettaglio di input agricoli. Pur emergendo quote superiori al 30% in alcuni mercati delle sementi e quote locali elevate nella distribuzione di input, l’Autorità ha escluso effetti orizzontali o verticali idonei a costituire o rafforzare una posizione dominante e ha deliberato di non avviare l’istruttoria ai sensi dell’articolo 16, comma 4, della legge n. 287/1990.

BF S.p.A., quattro Consorzi Agrari e SCCA costituiscono l’impresa comune CAI S.p.A. mediante conferimenti di rami d’azienda e partecipazione in denaro; l’AGCM non avvia l’istruttoria.

BF, Consorzi Agrari e SCCA: costituzione dell’impresa comune CAI

Il provvedimento riguarda la costituzione di CAI S.p.A. da parte di BF S.p.A., dei Consorzi Agrari dell’Emilia Romagna, dell’Adriatico, del Tirreno e Centro Sud e di Società Consortile Consorzi Agrari S.c.p.A. (SCCA). L’operazione è stata notificata ai sensi della legge n. 287/1990; l’AGCM ha acquisito informazioni integrative e ha concluso per il non avvio dell’istruttoria prevista dall’articolo 16, comma 4.

Parti e attività economiche

BF è la holding di un gruppo integrato nel settore agro-industriale, zootecnico e dei servizi tecnologici per l’agricoltura. Attraverso le controllate opera nella coltivazione e commercializzazione di prodotti agricoli e zootecnici, nella produzione e vendita di sementi tramite SIS, nei servizi di agricoltura di precisione, nella distribuzione alla GDO di prodotti alimentari con il marchio “Stagioni d’Italia”, nei contratti di filiera e nella costruzione e gestione di impianti molitori tramite Milling Hub.

SIS, controllata di fatto da BF con una partecipazione di circa il 42%, è indicata come principale impresa sementiera nazionale e leader nelle sementi di frumento. Detiene diritti di esclusiva su numerose varietà e una licenza relativa al grano duro “Senatore Cappelli”.

I Consorzi Agrari sono cooperative a mutualità prevalente, disciplinate dalla legge n. 410/1999 e successive modifiche, attive nella distribuzione di input agricoli, quali sementi, mangimi, concimi, fertilizzanti, fitofarmaci, macchine agricole e carburanti, nonché nell’offerta di servizi di assistenza tecnica, stoccaggio, essiccazione, commercializzazione delle produzioni e assicurazione. La loro rete comprende circa 1.300 punti vendita.

SCCA è una società consortile partecipata da 21 Consorzi Agrari, nessuno dei quali detiene individualmente il controllo. I quattro Consorzi coinvolti nell’operazione possiedono complessivamente il 31,9% di SCCA.

Modalità di realizzazione e governance di CAI

L’operazione prevede:

  • la trasformazione di CAI S.r.l., costituita da SCCA il 1° agosto 2019, in CAI S.p.A.;
  • un aumento di capitale destinato a dotare CAI di piena capacità operativa;
  • il conferimento da parte dei Consorzi e di SCCA dei rami d’azienda strumentali alle attività di commercializzazione, produzione e servizi agricoli, insieme a personale, capitale circolante, passività, liquidità, parte dell’indebitamento e partecipazioni finanziarie;
  • il conferimento in denaro da parte di BF.

La ripartizione iniziale del capitale è la seguente:

  • BF: 36,79%;
  • Consorzio Agrario dell’Emilia Romagna: 31,1%;
  • Consorzio Agrario del Tirreno: 20,02%;
  • Consorzio Agrario Centro Sud: 6,29%;
  • SCCA: 3,96%;
  • Consorzio Agrario dell’Adriatico: 1,84%.

La partecipazione di BF non può scendere al di sotto del 35% né superare il 49,9%. Il consiglio di amministrazione è composto da un numero dispari di membri compreso tra 7 e 15; nella composizione attuale conta 13 amministratori. I Consorzi e SCCA nominano sette consiglieri, mentre BF ne nomina sei. BF designa l’amministratore delegato e i Consorzi designano il presidente.

Il patto parasociale attribuisce a BF poteri di veto su determinate operazioni straordinarie e sulle delibere consiliari relative, tra l’altro, a scostamenti rilevanti dal budget e dal business plan. Per le materie mutualistiche, invece, BF non dispone di veto. Sono previste una procedura di soluzione degli stalli decisionali, un casting vote dell’amministratore delegato in caso di parità dovuta all’assenza di un consigliere e opzioni call e put in caso di mancata risoluzione dello stallo.

L’Autorità ha ritenuto che i quattro Consorzi e SCCA costituiscano un blocco unitario di azionisti. Tale conclusione si fonda sul patto parasociale tra i quattro Consorzi, sulla partecipazione congiunta degli stessi in SCCA e sulla struttura della procedura di risoluzione degli stalli. CAI è pertanto soggetta al controllo congiunto di BF e del blocco consortile.

Incidenza sulla partecipazione in Ghigi

Le partecipazioni dei Consorzi in Ghigi 1870 S.p.A., complessivamente pari a circa il 37%, confluiscono in CAI. Il gruppo BF già deteneva, direttamente o indirettamente, circa il 41% del capitale di Ghigi. Secondo le Parti, tuttavia, i meccanismi di voto previsti dagli statuti di CAI e Ghigi impediscono che, dopo l’operazione, uno dei soci acquisisca il controllo del pastificio.

Qualificazione giuridica e soglie di notifica

L’operazione comporta una modifica del controllo di un’impresa ed è stata qualificata come concentrazione ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/1990, in quanto costituisce un’impresa comune soggetta al controllo congiunto di più soggetti.

La concentrazione era soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva previsto dall’articolo 16, comma 1, della legge n. 287/1990, poiché il fatturato complessivo realizzato in Italia dall’insieme delle imprese interessate superava 504 milioni di euro e il fatturato individuale nazionale di almeno due imprese superava 31 milioni di euro. Il provvedimento rileva inoltre che l’operazione era già stata eseguita dopo la notifica.

Mercati rilevanti

L’Autorità ha individuato sovrapposizioni orizzontali e relazioni verticali nei seguenti ambiti.

Produzione e commercializzazione delle sementi

Secondo la prassi europea e nazionale, le sementi sono state considerate in mercati distinti per tipologia di coltura, quali frumento duro, frumento tenero, orzo, riso, avena, triticale ed erba medica. La filiera sementiera comprende la ricerca genetica, lo sviluppo varietale, la produzione del seme tecnico, la moltiplicazione, la lavorazione e la commercializzazione.

L’Autorità ha distinto, in termini di filiera, un mercato a monte relativo al materiale genetico e alle licenze varietali e mercati a valle relativi alla produzione e vendita del seme. Poiché le interrelazioni tra le Parti riguardavano soprattutto le fasi a valle, la valutazione si è concentrata sui mercati nazionali della produzione e vendita delle sementi ai primi acquirenti.

Distribuzione di prodotti petroliferi

Per gasolio agricolo, gasolio per autotrazione, gasolio per riscaldamento e lubrificanti sono stati individuati mercati merceologici distinti, di dimensione geografica locale.

Distribuzione al dettaglio di input agricoli

La distribuzione al dettaglio è stata segmentata nei mercati di sementi, concimi, mangimi, fitofarmaci, macchine e attrezzature agricole. Tali mercati sono stati considerati locali, normalmente coincidenti con l’ambito provinciale, in ragione delle modalità di approvvigionamento degli agricoltori.

Effetti orizzontali nei mercati delle sementi

Le principali sovrapposizioni riguardano SIS, BF e i Consorzi CAE e CACS. Sulla base dei dati 2018 forniti dalle Parti, la quota aggregata post-operazione risultava pari a circa:

  • 30-35% nel frumento duro;
  • 35-40% nel frumento tenero;
  • 15-20% nell’orzo;
  • 15% nell’avena;
  • 15-20% nel triticale;
  • 5-10% nell’erba medica;
  • 5-10% nel riso.

Le quote sono state calcolate utilizzando come denominatore le quantità di sementi certificate da CREA. Le Parti hanno sostenuto che tale metodologia sottostimasse la dimensione effettiva dei mercati di circa il 30%, poiché non includeva le vendite di seme importato non certificato da CREA e, salvo i prodotti illegali, le vendite di seme non certificato. Secondo questa ricostruzione, le quote sarebbero state in ogni caso inferiori al 30%.

L’Autorità ha distinto le quantità di seme prodotte dai Consorzi con marchio proprio da quelle lavorate per conto terzi. Queste ultime sono commercializzate con il marchio di altre imprese sementiere e possono quindi esercitare pressione concorrenziale sul prodotto a marchio consortile. Inoltre, la quota di SIS comprende sia il seme commerciale, sovrapposto all’attività dei Consorzi, sia il seme tecnico, che i Consorzi non producono. La sovrapposizione effettiva è quindi inferiore a quella risultante dalle quote aggregate.

Nei mercati del frumento duro e tenero sono presenti concorrenti qualificati, tra cui Syngenta, APSON/CONSAE, Limagrain Italia e R.A.G.T. Semences, ciascuno con quote comprese, secondo il mercato, tra il 10% e il 15%. Considerata la presenza di tali operatori e gli elementi relativi alla metodologia di stima e alla diversa natura dei prodotti, l’AGCM ha escluso la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante.

Effetti orizzontali nella distribuzione di prodotti petroliferi

Tre Consorzi operano nella distribuzione di prodotti petroliferi: CAE tramite Eurocap Petroli, CAA e CAT. Nelle province in cui è attivo CAA, quest’ultimo opera esclusivamente come agente di Eurocap in forza di un rapporto di agenzia con obbligo di esclusiva a suo carico. Le relative quote risultavano pertanto già sostanzialmente incorporate nella posizione di Eurocap e il conferimento del contratto non produceva un incremento effettivo significativo.

Una sovrapposizione si registrava in provincia di Grosseto, dove CAE deteneva circa il 5% e CAT circa il 15% nella distribuzione extra-rete complessiva dei prodotti petroliferi. L’Autorità non ha ritenuto necessario quantificare puntualmente l’incremento per ciascun prodotto, poiché le Parti erano esposte alla concorrenza dei principali operatori petroliferi nazionali. Anche sotto questo profilo non sono stati ravvisati effetti idonei a incidere significativamente sulla concorrenza.

Effetti verticali e rischio di preclusione

L’operazione crea un operatore integrato attivo, da un lato, nella produzione agricola e nella produzione di input tramite BF e SIS e, dall’altro, nella distribuzione al dettaglio e nei servizi agricoli attraverso i Consorzi.

Prima dell’operazione esistevano già rapporti verticali tra le Parti. Le vendite dei Consorzi a BF e SIS rappresentavano meno dell’1% delle vendite complessive dei Consorzi. Le vendite di BF ai Consorzi ammontavano a una quota compresa tra l’1% e il 5% delle vendite totali di BF, mentre le vendite di SIS ai quattro Consorzi coinvolti rappresentavano circa il 10-15% delle vendite totali di SIS. L’Autorità ha quindi verificato se l’integrazione potesse rafforzare tali rapporti fino a determinare una preclusione degli input o degli sbocchi distributivi.

Quanto all’accesso degli agricoltori concorrenti di BF ai mercati degli input, l’AGCM ha rilevato che:

  • sono presenti filiali e agenti di grandi gruppi internazionali, tra cui Syngenta e Limagrain;
  • sementi e altri mezzi tecnici possono essere acquistati da grossisti, tramite il canale online o direttamente dai produttori;
  • SIS distribuisce attraverso i quattro Consorzi coinvolti soltanto circa il 10-15% della propria produzione di seme;
  • i servizi di assistenza, stoccaggio e lavorazione sono offerti anche da altri operatori, organizzazioni agricole e grandi imprese di commercializzazione.

Le quote locali dei Consorzi erano talvolta elevate, in particolare nella distribuzione di sementi, fitofarmaci e concimi. Tuttavia, la pluralità di fonti alternative di approvvigionamento e di fornitori ha indotto l’Autorità a escludere la capacità di CAI di precludere l’accesso degli agricoltori concorrenti di BF.

Quanto all’accesso ai canali di sbocco per i concorrenti di SIS, l’AGCM ha considerato che le sementi possono essere acquistate direttamente dalle imprese sementiere, tramite grossisti, commercianti, intermediari e canali online. La rete dei punti vendita consortili non costituisce quindi un canale indispensabile e la concentrazione non consente di escludere i concorrenti dalla clientela finale.

Esito

L’Autorità ha concluso che l’operazione non determina, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, della legge n. 287/1990, la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza nei mercati interessati.

Di conseguenza, ha deliberato di non avviare l’istruttoria di cui all’articolo 16, comma 4, della legge n. 287/1990. Il provvedimento non impone rimedi, condizioni o impegni.

Punti principali

Struttura dell’operazione

CAI S.r.l., costituita da SCCA, viene trasformata in società per azioni e dotata di piena operatività mediante un aumento di capitale. I Consorzi e SCCA conferiscono rami d’azienda relativi alle attività di commercializzazione, produzione e servizi agricoli, nonché partecipazioni finanziarie, inclusa quella detenuta in Ghigi; BF partecipa mediante conferimento in denaro.

Assetto proprietario e controllo

Le quote iniziali di CAI sono: BF 36,79%, CAE 31,1%, CAT 20,02%, CACS 6,29%, SCCA 3,96% e CAA 1,84%. BF deve mantenere una partecipazione compresa tra il 35% e il 49,9%. In forza dei patti parasociali e dei poteri di veto sulle Materie Consiliari Rilevanti, CAI è soggetta al controllo congiunto di BF e del blocco formato dai quattro Consorzi e da SCCA.

Mercati delle sementi

Le sovrapposizioni orizzontali riguardano i mercati nazionali della produzione e vendita ai primi acquirenti delle sementi per diverse colture. Il nuovo operatore raggiunge quote superiori al 30% per frumento duro e frumento tenero, ma sono presenti concorrenti qualificati quali Syngenta, APSON/CONSAE, Limagrain Italia e R.A.G.T. Semences. L’Autorità ha inoltre considerato che le quote di SIS includono anche il seme tecnico, non prodotto dai Consorzi, e che le stime delle Parti potrebbero sovrastimare le quote.

Distribuzione di prodotti petroliferi

La sovrapposizione più significativa si verifica nella provincia di Grosseto, dove CAE detiene circa il 5% e CAT circa il 15% nella distribuzione extra-rete complessiva. Quanto a CAA, la sua attività opera già nell’ambito della rete Eurocap, controllata da CAE, sicché il conferimento non determina un incremento sostanziale. La presenza dei principali operatori petroliferi nazionali esclude effetti concorrenziali significativi.

Effetti verticali

CAI integra le attività di BF e SIS a monte con la rete distributiva dei Consorzi a valle. L’AGCM ha escluso la capacità di precludere l’accesso agli input agricoli agli agricoltori concorrenti di BF o ai canali distributivi per i concorrenti di SIS, poiché sono disponibili fornitori multinazionali, grossisti, vendite dirette, canali online e intermediari. Anche i servizi di assistenza, stoccaggio e lavorazione sono offerti da soggetti alternativi.

Esito procedurale

L’operazione è stata qualificata come concentrazione ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/1990 ed era soggetta a comunicazione preventiva ai sensi dell’articolo 16, comma 1, superando le soglie nazionali di 504 milioni di euro di fatturato aggregato e 31 milioni di euro per almeno due imprese. Ai sensi dell’articolo 6, comma 1, l’Autorità ha ritenuto insussistente una posizione dominante idonea a eliminare o ridurre sostanzialmente e durevolmente la concorrenza e ha disposto il non avvio dell’istruttoria.

Come è indicizzato

Materiecontrollo concentrazioniimpresa comunemercato rilevantequote di mercatosettore agroalimentare

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