Provvedimento AGCM C12297B n. 28534 del 02/02/2021
BPER/RAMO DI AZIENDA DI UBI
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’operazione consiste nell’acquisizione da parte di BPER Banca del controllo esclusivo di un ramo d’azienda precedentemente controllato da Intesa Sanpaolo, composto da 620 filiali e dai relativi rapporti con la clientela. L’operazione interessa i mercati della raccolta bancaria, degli impieghi, del risparmio amministrato e gestito, del credito al consumo, dei servizi di pagamento e della distribuzione assicurativa. Pur determinando sovrapposizioni locali, le quote post merger risultano generalmente contenute e sono presenti numerosi concorrenti qualificati. L’AGCM ritiene che non si costituisca né si rafforzi una posizione dominante e delibera di non avviare l’istruttoria.
BPER Banca acquisisce il controllo esclusivo del ramo d’azienda UBI composto da 620 filiali; l’AGCM non avvia l’istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 4, L. 287/1990.
BPER Banca/ramo d’azienda UBI: acquisizione di 620 filiali senza avvio dell’istruttoria
Il provvedimento riguarda l’acquisizione, da parte di BPER Banca S.p.A., del controllo esclusivo di un ramo d’azienda precedentemente controllato da Intesa Sanpaolo S.p.A. L’operazione è stata esaminata dall’AGCM nel quadro dell’operazione Intesa Sanpaolo/UBI e delle misure previste dall’Autorità per consentire il trasferimento di una parte della rete distributiva bancaria.
Le parti e l’operazione
BPER è una società quotata e capogruppo dell’omonimo gruppo bancario, attivo nella raccolta del risparmio, nell’erogazione del credito, nella distribuzione di prodotti assicurativi vita e danni e, in misura minore, nel risparmio gestito, nel risparmio amministrato, nel credito al consumo, nel factoring, nel leasing e nei servizi di pagamento. Il gruppo dispone di circa 1.350 filiali e realizza la propria attività quasi esclusivamente in Italia.
Il ramo acquisito è composto da 620 filiali, comprendenti 486 filiali dotate di autonomia contabile e 134 punti operativi privi di autonomia contabile. Il perimetro comprende i contratti con la clientela, i rapporti di lavoro, i contratti di locazione e le ulteriori attività, passività e relazioni giuridiche connesse alle filiali. Il ramo opera nella raccolta bancaria, negli impieghi, nella distribuzione assicurativa, nel risparmio gestito e amministrato, nel credito al consumo e nei servizi di pagamento. Comprende inoltre linee di credito riferibili a imprese di medie e grandi dimensioni ed enti pubblici, ubicate prevalentemente in Lombardia e, in via residuale, nel Lazio.
Il fatturato 2019 di BPER, calcolato ai sensi dell’art. 16, comma 2, L. 287/1990, è indicato in circa [7-8] miliardi di euro, interamente realizzati in Italia. Il fatturato del ramo UBI è stimato in circa [2-3] miliardi di euro.
Qualificazione giuridica e procedura
L’operazione costituisce una concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b), L. 287/1990, in quanto comporta l’acquisizione del controllo di una parte d’impresa.
L’operazione rientra nell’ambito della legge italiana n. 287/1990 e non in quello del Regolamento (CE) n. 139/2004. Non ricorrono, infatti, le condizioni dell’art. 1 del regolamento europeo, anche perché ciascuna delle parti realizza più di due terzi del proprio fatturato complessivo nell’Unione europea in un unico Stato membro, l’Italia.
È integrato l’obbligo di comunicazione preventiva previsto dall’art. 16, comma 1, L. 287/1990, poiché il fatturato complessivo nazionale delle imprese interessate supera la soglia di 504 milioni di euro e almeno due imprese realizzano individualmente in Italia un fatturato superiore a 31 milioni di euro.
Restrizione accessoria
L’operazione prevede che Intesa Sanpaolo eviti, con riferimento al ramo UBI, attività di migrazione verso le strutture operative del gruppo ISP o il rebranding delle filiali con denominazioni riferibili a società del gruppo ISP. Resta ferma la libertà di UBI e ISP di segnalare l’appartenenza di UBI al gruppo ISP successivamente al settlement.
L’AGCM considera tale previsione una misura già imposta a Intesa Sanpaolo nell’ambito del precedente provvedimento Intesa Sanpaolo/UBI e, pertanto, necessaria alla realizzazione dell’operazione.
Mercati della raccolta e degli impieghi
Il mercato della raccolta bancaria comprende la raccolta diretta presso la clientela ordinaria mediante conti correnti, depositi, buoni fruttiferi e certificati di deposito. La raccolta postale non è inclusa nella definizione, pur esercitando una certa pressione concorrenziale. Il mercato ha dimensione locale, normalmente provinciale, con eventuale analisi dei bacini di utenza.
L’Autorità utilizza il criterio della localizzazione dello sportello per calcolare le quote di raccolta e impieghi, ritenendolo rappresentativo della capacità degli operatori di attrarre clientela attraverso la rete fisica. La banca online non è ricondotta esattamente al medesimo mercato, ma esercita pressione concorrenziale sui conti correnti tradizionali.
Nel caso concreto:
- nella raccolta bancaria, la quota post merger è inferiore al 25% nella maggior parte delle province;
- a Varese la quota è inferiore al 30%, pari a circa [25-30%];
- a Crotone la quota è pari a circa [35-40%], ma il contributo del ramo UBI è solo di circa [1-5%];
- a Crotone sono presenti concorrenti qualificati, tra cui BNL con circa [20-25%], ICCREA con circa [10-15%] e ISP con circa [20-25%].
L’AGCM conclude che la concentrazione non è idonea a produrre effetti ostativi sulla concorrenza nel mercato della raccolta.
Quanto agli impieghi, l’Autorità distingue i mercati in funzione della categoria di clientela: famiglie consumatrici, famiglie produttrici e piccole imprese, imprese medio-grandi ed enti pubblici. I primi due mercati hanno dimensione locale, generalmente provinciale; il mercato degli impieghi alle imprese medio-grandi ha dimensione regionale; quello relativo agli enti pubblici è tendenzialmente nazionale.
Nei mercati degli impieghi a famiglie consumatrici e piccole imprese, le quote post merger sono inferiori al 25% nella maggior parte delle province. Le eccezioni sono:
- Crotone, con circa [25-30%] negli impieghi alle famiglie consumatrici;
- Crotone, con circa [30-35%] negli impieghi alle famiglie produttrici e piccole imprese;
- Cosenza, con circa [25-30%] negli impieghi alle famiglie produttrici e piccole imprese.
In nessuna provincia la quota supera il 35%. La presenza di concorrenti qualificati e il livello contenuto delle quote escludono criticità concorrenziali.
Nel mercato degli impieghi alle imprese medio-grandi, le quote congiunte sono inferiori al 20% in tutte le regioni in cui le parti operano. Esse superano il 15% soltanto in Calabria, Abruzzo e Molise, dove si collocano comunque intorno al [15-20%]. Anche in questo caso l’Autorità non rileva preoccupazioni concorrenziali.
Per gli impieghi agli enti pubblici, l’Autorità considera il ruolo crescente di Cassa Depositi e Prestiti nei servizi di cassa e tesoreria e nei finanziamenti a medio-lungo termine. Utilizzando il criterio della residenza della controparte e includendo CDP tra i concorrenti, la quota nazionale post merger è circa [1-5%]. Anche escludendo CDP e utilizzando la localizzazione dello sportello, la quota nazionale resta circa [1-5%].
Risparmio amministrato e risparmio gestito
Il risparmio amministrato comprende la raccolta, trasmissione e negoziazione di ordini su strumenti finanziari per conto degli investitori. Il mercato ha dimensione provinciale ed è strettamente connesso alla raccolta bancaria, poiché la clientela tende ad aprire il conto titoli presso la banca presso cui già intrattiene il conto corrente.
Le quote delle parti nel risparmio amministrato sono considerate assimilabili a quelle della raccolta bancaria. Le valutazioni concorrenziali svolte per la raccolta vengono quindi ritenute applicabili anche a tale mercato.
Nel risparmio gestito l’Autorità distingue i mercati relativi alla gestione di fondi comuni, alle gestioni patrimoniali individuali e alla previdenza complementare. Viene inoltre distinta la fase produttiva, di dimensione nazionale, dalla fase distributiva, normalmente provinciale, salvo le peculiarità della previdenza complementare.
Nel caso esaminato, il ramo UBI non svolge attività di produzione dei prodotti di risparmio gestito. Le sovrapposizioni sono quindi esclusivamente nella fase distributiva. Le parti sono presenti in diverse province e le relative quote sono considerate assimilabili a quelle della raccolta bancaria; l’Autorità utilizza pertanto queste ultime come proxy e non rileva criticità.
Credito al consumo
Il settore del credito al consumo è articolato tra credito diretto, costituito principalmente da prestiti personali, carte revolving e cessione del quinto, e credito finalizzato, destinato all’acquisto di beni o servizi specifici. Il credito diretto ha dimensione regionale, mentre il credito finalizzato ha dimensione nazionale.
Il ramo acquisito opera unicamente nel credito al consumo diretto. Nei mercati regionali interessati dalla sovrapposizione, la quota post merger è sempre inferiore al 15%. Alla luce di tale posizionamento e della presenza di numerosi concorrenti importanti, l’Autorità esclude preoccupazioni concorrenziali.
Servizi di pagamento
Nel settore delle carte di pagamento l’Autorità distingue i mercati dell’emissione delle carte, del convenzionamento degli esercenti e del processing operativo e informatico. All’interno di tali mercati sono inoltre distinti i servizi relativi alle carte di credito e alle carte di debito.
L’ambito geografico è ritenuto almeno nazionale, considerata l’omogeneità delle condizioni di offerta. Secondo le stime fornite da BPER, la quota post merger è inferiore al [5-10%] sia per le carte di credito sia per le carte di debito. Le quote ridotte e la presenza di numerosi concorrenti escludono effetti significativi sulle dinamiche concorrenziali.
Distribuzione assicurativa
Nei comparti assicurativi vita e danni, ciascun ramo costituisce un distinto mercato del prodotto. Per entrambi l’Autorità distingue la fase produttiva, di dimensione nazionale, dalla fase distributiva, di dimensione locale e normalmente provinciale.
BPER e il ramo UBI sono attivi esclusivamente nella distribuzione dei prodotti assicurativi, sia vita sia danni. Una quota superiore al 15% si registra soltanto nella provincia di Varese:
- circa [15-20%] nella distribuzione dei prodotti vita;
- circa [20-25%] nella distribuzione dei prodotti danni.
L’IVASS, nel parere del 20 gennaio 2021, non ha evidenziato elementi idonei ad alterare l’equilibrio concorrenziale nei mercati della distribuzione assicurativa vita e danni. L’AGCM, anche in ragione dell’assenza di sostanziali sovrapposizioni produttive e di criticità verticali, esclude effetti significativi.
Valutazione complessiva ed esito
L’operazione presenta sovrapposizioni principalmente nella distribuzione dei servizi bancari, finanziari e assicurativi e determina incrementi di quota generalmente contenuti. Anche nei pochi ambiti locali con quote più elevate, l’Autorità considera rilevanti il limitato contributo del ramo acquisito e la presenza di concorrenti qualificati.
Ai sensi dell’art. 6, comma 1, L. 287/1990, l’AGCM ritiene che l’operazione non determini la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza nei mercati interessati.
L’Autorità delibera quindi di non avviare l’istruttoria prevista dall’art. 16, comma 4, L. 287/1990. Non sono imposte nuove misure correttive; la restrizione relativa alla mancata migrazione o al mancato rebranding delle filiali è ricondotta alle misure già previste nel precedente procedimento Intesa Sanpaolo/UBI.
Punti principali
Parti e struttura dell’operazione
BPER Banca, attiva nei servizi bancari, finanziari e assicurativi con circa 1.350 filiali, acquisisce il controllo esclusivo del ramo d’azienda UBI composto da 620 filiali, di cui 486 con autonomia contabile e 134 punti operativi privi di autonomia contabile. Il ramo comprende contratti con la clientela, rapporti di lavoro, locazioni e ulteriori rapporti giuridici connessi.
Qualificazione e dimensione nazionale
L’operazione costituisce una concentrazione mediante acquisizione del controllo di una parte d’impresa ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b), L. 287/1990. È soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva ex art. 16, comma 1, poiché il fatturato complessivo nazionale delle imprese interessate supera 504 milioni di euro e almeno due imprese realizzano individualmente oltre 31 milioni di euro. Non ricorre la dimensione comunitaria prevista dall’art. 1 del Regolamento (CE) n. 139/2004.
Mercati bancari e quote
Nel mercato della raccolta bancaria, la quota post merger è inferiore al 25% nella maggior parte delle province, inferiore al 30% a Varese e pari al 35-40% a Crotone, dove il contributo del ramo UBI è limitato all’1-5% e sono presenti concorrenti qualificati. Nei mercati degli impieghi a famiglie consumatrici e piccole imprese le quote restano inferiori al 35%; negli impieghi alle imprese medio-grandi sono inferiori al 20% in tutte le regioni interessate; negli impieghi agli enti pubblici la quota nazionale è circa 1-5%.
Altri mercati interessati
Nel risparmio amministrato e nella distribuzione dei prodotti di risparmio gestito le quote sono considerate assimilabili a quelle della raccolta. Nel credito al consumo diretto la quota post merger è inferiore al 15% nelle regioni interessate. Nei servizi relativi alle carte di credito e debito la quota stimata è inferiore al 5-10%. Nella distribuzione assicurativa, le quote superiori al 15% si registrano solo nella provincia di Varese, con circa il 15-20% nei rami vita e il 20-25% nei rami danni.
Esito e restrizione accessoria
L’AGCM, acquisito il parere dell’IVASS che non ha evidenziato rischi concorrenziali nei mercati assicurativi, ritiene che l’operazione non determini effetti significativi, né criticità verticali. La restrizione accessoria relativa al divieto di migrazione delle attività verso strutture ISP o di rebranding delle filiali è ricondotta alle misure già imposte a Intesa Sanpaolo nel procedimento Intesa Sanpaolo/UBI. L’Autorità delibera di non avviare l’istruttoria ex art. 16, comma 4, L. 287/1990.
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