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Ordinanza

Ordinanza n. 150/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento prot. n. 0042723.U del 6 marzo 2026, pratica n 9035/2026, adottato dall'ARPAE, recante Riscontro a richiesta di emissione quietanza pagoPA relativa alla presentazione dell'istanza di Autorizzazione Unica – art. 9, D. Lgs. 190/2024 e smi.; - nonché di tutti gli atti e provvedimenti ad esso presupposti, conseguenti e/o connessi, ancorché non conosciuti, e, in una prospettiva subordinata ed ove occorrer possa, della Delibera della Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 345 del 9 marzo 2026 avente ad oggetto approvazione progetto di legge individuazione delle aree idonee e disciplina dell'installazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili nel territorio regionale nella parte in cui approva l'art. 2, comma 1, lett. e) del medesimo Progetto di Legge, in parte qua; nonché, in via subordinata, ed ove occorrer possa, eventualmente previa rimessione alla Corte Costituzionale della questione di legittimità costituzionale dell'art. 11 quinquies del D. Lgs. 25 novembre 2024, n. 190, come introdotto dal D. L. 21 novembre 2025, n. 175, recante Individuazione degli interventi realizzabili nelle zone di protezione dei siti UNESCO per contrasto con gli artt. 117, 9, 41, 42 della Costituzione, nonché con riferimento ai principi comunitari di massima diffusione delle fonti rinnovabili, nella ipotesi in cui tale norma debba interpretarsi nel senso di estendere il divieto di installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili ivi previsto anche alle cosiddette zone buffer dei siti UNESCO.

Giustizia amministrativa202600692

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di emissione della quietanza pagoPA e di avvio del procedimento per la presentazione di un’istanza di Autorizzazione Unica per un impianto alimentato da fonti rinnovabili

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (operatore energetico)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato il provvedimento con cui ARPAE, senza svolgere l’istruttoria sul progetto e senza attivare il procedimento autorizzatorio, ha comunicato l’insussistenza dei presupposti per presentare l’istanza di Autorizzazione Unica ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. 190/2024 e per corrispondere i relativi oneri istruttori. Sono stati inoltre impugnati, in via subordinata, gli atti presupposti e la deliberazione della Giunta regionale di approvazione del progetto di legge regionale sulle aree idonee e sull’installazione di impianti da fonti rinnovabili, nonché prospettata una questione di legittimità costituzionale dell’art. 11-quinquies del d.lgs. 190/2024, ove interpretato nel senso di estendere il divieto di installazione degli impianti anche alle zone buffer dei siti UNESCO. Il ricorso è stato proposto con domanda cautelare, deducendo l’illegittimità del diniego e la necessità di preservare gli effetti della prenotazione del collegamento alla rete elettrica.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che le questioni giuridiche prospettate richiedano un approfondimento nella fase di merito, senza quindi anticipare una valutazione definitiva sulla legittimità del provvedimento impugnato. Ha tuttavia ravvisato, nel bilanciamento cautelare degli interessi, la prevalenza dell’interesse della società ricorrente limitatamente alla conservazione dell’effetto di prenotazione del collegamento alla rete. Ha pertanto accolto la domanda cautelare nei limiti necessari a sospendere l’eventuale decadenza del preventivo di connessione nelle more della decisione di merito. Ha fissato la discussione alla seconda udienza pubblica di febbraio 2027 e compensato le spese della fase cautelare per la peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 9 d.lgs. 190/2024

    La disposizione è indicata quale base normativa dell’istanza autorizzatoria e dei relativi oneri istruttori; il provvedimento impugnato ha negato la sussistenza dei presupposti per la presentazione dell’istanza senza attivare il relativo procedimento.

  • art. 11-quinquies d.lgs. 190/2024

    Individuazione degli interventi realizzabili nelle zone di protezione dei siti UNESCO

    La ricorrente ne ha prospettato l’illegittimità costituzionale ove interpretato nel senso di estendere il divieto di installazione degli impianti da fonti rinnovabili alle zone buffer dei siti UNESCO; il TAR non ha deciso la questione nella fase cautelare.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale sulla quale il TAR ha provveduto.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, quando le questioni giuridiche sulla legittimità del diniego richiedono approfondimento nel merito, il giudice può accordare una tutela interinale limitata alla prevenzione di un pregiudizio specifico e attuale, senza anticipare la decisione definitiva.
  • Nelle controversie relative all’accesso ai procedimenti autorizzatori per impianti alimentati da fonti rinnovabili, può essere cautelarmente sospesa l’eventuale decadenza del preventivo di connessione alla rete quando tale misura è necessaria a preservare l’effetto di prenotazione del collegamento nelle more della decisione di merito.
  • Il bilanciamento cautelare degli interessi può condurre alla prevalenza dell’interesse del proponente alla conservazione della connessione alla rete, anche quando la domanda cautelare non sia accolta con riferimento a ogni effetto del provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MaterieImpianti da fonti rinnovabiliTermini del procedimento e silenzioTutela cautelare
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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