Sentenza n. 189/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia (Sezione seconda) n. 3230/2022, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego comunale di sanatoria per il cambio di destinazione d’uso, ricondotto a volumi tecnici, di locali mansardati abusivamente realizzati a fini abitativi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato la sentenza del TAR Sicilia, Sezione seconda, che aveva respinto il ricorso contro il diniego comunale di sanatoria. L’istanza riguardava il cambio di destinazione d’uso di locali del piano mansarda, già abusivamente realizzati a fini abitativi e già oggetto di un precedente diniego di sanatoria, ritenuto legittimo con sentenza passata in giudicato. In appello è stato dedotto un unico motivo articolato nella violazione e falsa applicazione dell’art. 13 della l. 47/1985, trasposto nell’art. 36 del d.P.R. 380/2001, nonché nel difetto di motivazione, nello sviamento di potere, nel difetto di istruttoria, nel difetto dei presupposti e nella violazione del precedente giudicato.
La decisione
Il CGARS ha preso atto della dichiarazione resa dalla società appellante all’udienza, con la quale è stata rappresentata la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione dell’appello, in ragione della presentazione in corso di una nuova istanza di accertamento di conformità relativa ai medesimi locali. Ha quindi dichiarato l’appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare i motivi di merito. Le spese del grado sono state compensate tra le parti in considerazione della peculiarità della vicenda controversa.
Norme richiamate
art. 13 l. 47/1985
La norma è stata indicata dall’appellante quale parametro asseritamente violato in materia di sanatoria edilizia; il giudice non ne ha esaminato il merito a causa dell’improcedibilità dell’appello.
art. 36 d.P.R. 380/2001
La disposizione, corrispondente alla disciplina dell’accertamento di conformità edilizia, è stata indicata dall’appellante quale parametro di legittimità del diniego; il giudice non ha pronunciato sul merito.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, dichiarata dalla parte appellante in ragione dell’avvio di una nuova istanza amministrativa relativa al medesimo intervento, determina l’improcedibilità dell’appello quando viene meno l’utilità concreta e attuale della pronuncia giudiziale.
- Quando il giudizio è dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non procede all’esame dei motivi di merito dedotti contro l’atto amministrativo o contro la sentenza di primo grado.
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