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Ordinanza

Ordinanza n. 217/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell’ordinanza del Comune di Bologna, di rimessione in pristino ex articolo 11 L.R. Emilia Romagna n. 23/2004 per opere abusive site in via Erbosa, PG 57160 del 30.01.2025; - del provvedimento del 5.03.2007 con Numero di repertorio 55447/2007 di acquisizione gratuita al patrimonio del Comune di Bologna del Foglio 49, particelle 118, 122 e 126 Catasto Terreni trascritto con nota di trascrizione n. 155 del 28.04.2008; e per la condanna del Comune di Bologna al risarcimento dei danni provocati al ricorrente in conseguenza degli illegittimi atti impugnati nonché al rimborso delle spese legali affrontate. Per quanto riguarda i motivi aggiunti: - dell’ordinanza dirigenziale del Comune di Bologna recante l’ordine di esecuzione coattiva della demolizione delle opere abusive site in Bologna, via Erbosa, di cui all’ordinanza di rimessione in pristino PG 57160/2025; - dell’atto di delega dirigenziale PG 434163/2025; - della comunicazione interna del 21 ottobre 2025; - nonché di ogni atto presupposto, connesso e conseguenziale.​

Giustizia amministrativa202500639

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di rimessione in pristino di opere abusive, provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale e, con motivi aggiunti, ordinanza di esecuzione coattiva della demolizione e atti interni connessi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale di rimessione in pristino adottata ai sensi dell’art. 11 della legge regionale Emilia-Romagna n. 23/2004 per opere abusive site in Bologna, nonché il precedente provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle aree interessate. Ha inoltre chiesto il risarcimento dei danni. Con motivi aggiunti ha impugnato l’ordinanza dirigenziale di esecuzione coattiva della demolizione, l’atto di delega dirigenziale, una comunicazione interna e gli atti presupposti, connessi e conseguenziali. La domanda cautelare relativa ai motivi aggiunti è stata fondata esclusivamente su vizi già riferiti al provvedimento presupposto, la cui domanda cautelare era stata già respinta dal Tribunale.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare relativa ai motivi aggiunti. Ha ritenuto, a un sommario esame, carente l’interesse a impugnare l’atto dirigenziale avente valenza meramente interna, indirizzato esclusivamente agli uffici comunali incaricati dell’esecuzione. Ha inoltre rilevato che tale atto era doveroso e vincolato in conseguenza dell’inottemperanza del ricorrente all’ordine di demolizione. La doglianza riproponeva soltanto vizi del provvedimento presupposto, già oggetto di una domanda cautelare respinta, senza evidenziare profili autonomi dell’atto esecutivo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese della fase cautelare, liquidate in 2.000 euro oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 11 l.r. Emilia-Romagna n. 23/2004

    La norma è indicata quale base giuridica dell’ordinanza comunale di rimessione in pristino, ma l’ordinanza cautelare non ne sviluppa l’interpretazione.

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione costituisce il fondamento processuale della domanda cautelare incidentale; il TAR ne fa applicazione respingendo la misura richiesta.

Massime di principio

  • È carente l’interesse a ricorrere contro un atto dirigenziale meramente interno, rivolto esclusivamente agli uffici dell’amministrazione e privo di autonoma incidenza esterna sulla posizione del destinatario.
  • L’atto interno diretto all’esecuzione coattiva di un ordine di demolizione può avere natura doverosa e vincolata quando consegua all’inottemperanza del destinatario all’ordine presupposto.
  • La domanda cautelare proposta contro un atto esecutivo non può essere favorevolmente valutata quando deduca soltanto vizi del provvedimento presupposto, già esaminati e respinti in sede cautelare, senza individuare profili autonomi dell’atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

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