Cassazione Penale, Sentenza n. 40380/2023 del 04/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha qualificato l'ordinanza impugnata come abnorme per l'indebita regressione del procedimento (il giudice avrebbe dovuto ordinare la rinnovazione della citazione e non la restituzione degli atti al PM). La Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Savona per il proseguimento del procedimento.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Pubblico Ministero ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Savona dell'11/01/2023 che aveva dichiarato la nullità del decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di Jiang Cuiyu, ritenendo che nel verbale di identificazione ed elezione di domicilio fosse annotato che l'interessata "non comprendeva le domande che le venivano rivolte". Il PM ha dedotto che l'avviso di conclusione delle indagini preliminari era stato notificato a mani proprie all'imputata con traduzione in lingua cinese (sebbene i verbalizzanti avessero annotato che l'imputata "rifiuta di firmare e riceve copia") e che il decreto di citazione, in lingua italiana con traduzione in cinese, era stato notificato dall'UNEP a mezzo servizio postale con ritiro personale del plico. Ha contestato inoltre che il Tribunale abbia disposto la restituzione degli atti al PM (anziché ordinare la rinnovazione della citazione), determinando un'indebita regressione del procedimento e una stasi processuale.
Norme richiamate
Giurisprudenza Sez. U., n. 26 del 24/11/1999, Rv. 215094
Sez. U, n. 26 del 24/11/1999, Rv. 215094
Definisce il concetto di abnormità dell'atto processuale, distinguendo il profilo strutturale (atto estraneo al sistema processuale) da quello funzionale (atto che determina la stasi o l'impossibilità di proseguire il processo).
Giurisprudenza Sez. U., n. 5307 del 20/12/2007, Rv. 238240
Sez. U, n. 5307 del 20/12/2007, Rv. 238240
Afferma che, alla luce del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, costituisce abnormità ogni indebita regressione del procedimento che ne alteri la sequenza logico-cronologica.
Giurisprudenza Sez. 1, n. 5477 del 13/01/2010, Rv. 246056
Sez. 1, n. 5477 del 13/01/2010, Rv. 246056
Stabilisce che, nel caso di citazione non ritenuta rituale, compete al giudice ordinare la rinnovazione della citazione e non disporre la restituzione degli atti al pubblico ministero, poiché quest'ultima determina un'indebita regressione del procedimento.
Principio costituzionale della ragionevole durata del processo
Principio invocato quale parametro di valutazione dell'opportunità di evitare atti che producano stasi o indebite regressioni del procedimento, giustificando il contrasto con provvedimenti abnormi.
Massime di principio
- Se la nullità della citazione è dedotta per presunte difficoltà di comprensione da parte dell'imputato (es. lingua), verificare documentazione formale: modalità di notifica, presenza di traduzione e modalità di ricezione (consegna a mani, ritiro plico).
- Quando la notificazione è contestata ma risultano elementi che provano la consegna (anche in caso di rifiuto di firma se la consegna è attestata), il giudice dovrebbe valutare la possibilità di ordinare la rinnovazione della citazione anziché restituire gli atti al pubblico ministero.
- La restituzione degli atti al PM per integrare la notificazione può configurare un'indebita regressione del procedimento e quindi un atto 'abnorme' impugnabile in cassazione, soprattutto se provoca stasi o dilazione ingiustificata del processo.
- Il pubblico ministero può impugnare in Cassazione avverso ordinanze che dispongono la restituzione degli atti, fondando il ricorso sull'abnormità dell'atto e sul principio della ragionevole durata del processo.
- Per evitare contestazioni, l'ufficio che effettua le notifiche dovrebbe documentare attentamente la consegna, la presenza di traduzioni e ogni rifiuto di sottoscrizione, indicando modalità e soggetti coinvolti (es. UNEP, servizio postale).
- In caso di dubbio sulla regolarità formale della notifica, la soluzione meno regressiva per il procedimento è la rinnovazione della citazione disposta dal giudice, che consente il proseguimento del processo senza rimandare gli atti al PM.
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