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Sentenza

Sentenza n. 332/2026 - Perugia, Sezione 1

PER L’ACCERTAMENTO E LA DECLARATORIA dell’illegittimità dell’inerzia serbata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e, in particolare, dalla Direzione Generale Fonti Energetiche e Titoli Abilitativi, Divisione IV – Infrastrutture ed impianti di produzione energetica a fronte dell’istanza avanzata in data 26.11.2024, ai sensi degli artt. 12, D.Lgs. n. 387/2003 e 1, co. 2-quater, lett. b), D.L. n. 7/2002, per il rilascio dell’Autorizzazione Unica per la costruzione e l’esercizio di un impianto BESS denominato “Castra Energiae Umbria” e con potenza nominale 434,52 MW ed energia stoccabile 1520,40 MWh sito nel Comune di Castel Giorgio (TR);

Giustizia amministrativa202600099

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Umbria - Perugia, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza di Autorizzazione Unica per la costruzione e l'esercizio di un impianto BESS stand-alone

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore energetico)

Prevale il privato

La controversia

La società ha agito ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per ottenere l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia del Ministero sull'istanza del 26 novembre 2024, relativa all'Autorizzazione Unica per un impianto di accumulo a batterie con potenza nominale di 434,52 MW ed energia stoccabile di 1520,40 MWh, localizzato nel Comune di Castel Giorgio. Il Ministero aveva avviato il procedimento il 30 aprile 2025 e indetto la Conferenza di servizi asincrona, fissando il termine di 45 giorni per le determinazioni degli enti e quello di 60 giorni per la conclusione del procedimento. La ricorrente ha dedotto la violazione degli artt. 12 del d.lgs. 387/2003, 1, comma 2-quater, lett. b), del d.l. 7/2002, 1, 2 e 6 della l. 241/1990, dei principi di buon andamento e imparzialità e degli obiettivi di massima diffusione delle fonti rinnovabili e del PNIEC, sostenendo che il termine legale per provvedere fosse ampiamente decorso. Il Ministero ha eccepito l'incompetenza territoriale del TAR Umbria, assumendo la rilevanza nazionale dell'impianto in quanto collegato alla rete elettrica nazionale, e nel merito ha sostenuto la natura ordinatoria dei termini nonché l'impossibilità di rispettarli per l'incremento delle istanze, riferendo la pendenza di circa 400 procedimenti.

La decisione

Il TAR ha respinto l'eccezione di incompetenza territoriale, ritenendo applicabile il criterio ordinario dell'art. 13 c.p.a. L'impianto, pur essendo collegato alla rete elettrica nazionale, produce effetti autorizzatori circoscritti al territorio in cui deve essere realizzato e non costituisce un'infrastruttura di rete nazionale idonea a radicare una competenza territoriale diversa. Nel merito, il ricorso è stato accolto. Ai sensi dell'art. 12, commi 3 e 4, del d.lgs. 387/2003, la Conferenza di servizi deve essere convocata entro trenta giorni dalla domanda e il procedimento unico deve concludersi entro sessanta giorni, al netto dei tempi delle procedure ambientali. L'impianto BESS stand-alone era esente da tali procedure ai sensi dell'art. 1, comma 2-quinquies, del d.l. 7/2002; pertanto il termine di sessanta giorni decorreva dalla convocazione della Conferenza del 30 aprile 2025 ed era ampiamente scaduto senza provvedimento conclusivo. Il silenzio è stato qualificato come silenzio-inadempimento ai sensi degli artt. 2 e 2-bis della l. 241/1990 e degli artt. 31 e 117 c.p.a. Il giudice ha escluso che i termini fossero meramente ordinatori, valorizzando il favor legislativo ed europeo per le fonti rinnovabili e i sistemi di accumulo, nonché l'esigenza di certezza dei tempi procedimentali. Anche la mole di lavoro dell'amministrazione non è stata ritenuta idonea a giustificare l'inerzia, trattandosi di una difficoltà organizzativa interna. Il Ministero è stato ordinato a concludere il procedimento entro 60 giorni dalla comunicazione della sentenza; in caso di ulteriore inadempimento, il titolare del potere sostitutivo dovrà provvedere nei successivi 60 giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 1.500 euro oltre oneri e accessori.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Consente l'azione avverso il silenzio dell'amministrazione e la condanna a provvedere quando l'obbligo di conclusione del procedimento è rimasto ineseguito.

  • art. 31 c.p.a.

    Fondamento processuale dell'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere e dell'ordine di conclusione del procedimento.

  • art. 12, commi 3 e 4, d.lgs. 387/2003

    Prevede la convocazione della Conferenza di servizi entro trenta giorni dalla domanda e il termine massimo di sessanta giorni per la conclusione del procedimento unico, al netto dei tempi delle procedure ambientali.

  • art. 1, comma 2-quater, lett. b), d.l. 7/2002

    Indicato quale base normativa dell'istanza di Autorizzazione Unica per l'impianto di accumulo.

  • art. 1, comma 2-quinquies, d.l. 7/2002

    Esenta l'impianto BESS stand-alone dalle procedure ambientali, con conseguente applicazione del termine procedimentale di sessanta giorni senza detrazioni per VIA o screening.

  • artt. 2 e 2-bis l. 241/1990

    La loro violazione integra il silenzio-inadempimento e impone all'amministrazione di concludere il procedimento nel termine previsto.

  • art. 9 d.lgs. 190/2024

    Il Collegio ne afferma l'applicabilità alla scansione temporale del procedimento, rilevando l'assenza del provvedimento finale una volta decorso il termine.

  • art. 13 c.p.a.

    Radica la competenza territoriale in base alla localizzazione dell'impianto e agli effetti territoriali dell'autorizzazione, nonostante il collegamento alla rete elettrica nazionale.

  • Regolamento (UE) 2022/2577 del Consiglio del 22 dicembre 2022

    Richiamato quale espressione del favor europeo per l'accelerazione delle autorizzazioni relative alle energie rinnovabili e della qualificazione di tali interventi come di interesse pubblico prevalente.

Massime di principio

  • Per un procedimento di Autorizzazione Unica ai sensi dell'art. 12 del d.lgs. 387/2003 relativo a un impianto non soggetto a VIA o a verifica di assoggettabilità, il termine massimo di conclusione è di sessanta giorni, decorrenti dalla convocazione della Conferenza di servizi, senza detrarre tempi per procedure ambientali non necessarie.
  • La scadenza del termine legale di conclusione del procedimento di Autorizzazione Unica per impianti da fonti rinnovabili o sistemi di accumulo, in assenza di un provvedimento espresso, integra silenzio-inadempimento azionabile ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a.
  • I termini legislativi acceleratori previsti per le autorizzazioni in materia di fonti rinnovabili non possono essere qualificati come meramente ordinatori quando tale qualificazione vanificherebbe la certezza dei tempi procedimentali e il favor riconosciuto dall'ordinamento alle energie rinnovabili.
  • L'incremento del numero di procedimenti pendenti e la mole di lavoro dell'amministrazione costituiscono difficoltà organizzative interne e non giustificano il mancato rispetto dell'obbligo legale di concludere il procedimento.
  • Ai fini della competenza territoriale, l'autorizzazione alla realizzazione di un impianto energetico collegato alla rete nazionale conserva natura territorialmente localizzata quando gli effetti propri dell'atto riguardano la costruzione e l'esercizio dell'impianto nel luogo indicato, senza trasformarlo in un'infrastruttura di rete nazionale.

Come è indicizzato

MaterieImpianti da fonti rinnovabiliTermini del procedimento e silenzioGiurisdizione e riparto
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoEffetto conformativo e riedizione del potereDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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