Cassazione Civile, Ordinanza n. 07128/2024 del 16/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (proprietario pubblico)
La controversia
La lite nasce dalla vicenda di un’area del demanio marittimo sulla quale, in costanza di concessione, erano stati edificati vari manufatti poi intestati catastalmente ai privati in proprietà superficiaria. L’area venne sdemanializzata con decreto ministeriale e successivamente trasferita al patrimonio disponibile dello Stato; in seguito l’intero compendio fu trasferito a società pubbliche incaricate della vendita. Il ricorrente, quale cessionario dei diritti della concessionaria originaria, sosteneva che la sdemanializzazione intervenuta in corso di concessione non avesse fatto venire meno il diritto di superficie sui fabbricati già costruiti, con conseguente inapplicabilità dell’art. 953 c.c. e diritto a mantenere/ripristinare il possesso e la corretta intestazione catastale. Nei gradi di merito le domande furono respinte. In cassazione il ricorrente ha denunciato: 1) violazione e falsa applicazione dell’art. 952 c.c., della L. n. 392/1978 e dell’art. 49 cod. nav., sostenendo che la Corte d’appello avesse erroneamente applicato l’art. 49 cod. nav. anche alla sdemanializzazione in corso di concessione e che, dopo la sdemanializzazione, il rapporto fosse divenuto privatistico; 2) questione di legittimità costituzionale dell’art. 49 cod. nav. per asserito contrasto con l’art. 42 Cost., l’art. 117 Cost., l’art. 1 Prot. n. 1 CEDU e l’art. 17 Carta di Nizza; 3) violazione dell’art. 950 c.c., valorizzando le risultanze catastali e documentali che avrebbero dimostrato la persistenza della proprietà superficiaria.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la decisione di merito si fosse conformata alla giurisprudenza consolidata secondo cui l’art. 49 cod. nav. si applica anche alla cessazione della concessione per sdemanializzazione e comporta, salvo pattuizione contraria nell’atto concessorio, l’acquisizione gratuita allo Stato delle opere non amovibili realizzate in pendenza di concessione, con estinzione del correlato diritto di superficie temporaneo. Ha inoltre escluso che la sdemanializzazione determini automaticamente la conversione del rapporto concessorio in locazione/affitto, in assenza di una specifica manifestazione scritta di volontà dell’Amministrazione. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché la questione di legittimità costituzionale non può essere proposta come motivo di ricorso per cassazione e, comunque, non è stata ritenuta meritevole di rimessione; il terzo motivo è stato giudicato inconferente e comunque non autosufficiente, perché l’art. 950 c.c. riguarda il regolamento di confini e non prova in modo assoluto la proprietà superficiaria, oltre a risolversi in una richiesta di rivalutazione del merito. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento dell’ulteriore contributo unificato se dovuto.
Norme richiamate
art. 952 c.c.
Richiamato dal ricorrente per sostenere la permanenza del diritto di superficie; la Corte ne esclude l’applicazione decisiva rispetto alla disciplina speciale dell’art. 49 cod. nav.
L. n. 392/1978
Invocata dal ricorrente per sostenere la natura privatistica del rapporto successivo alla sdemanializzazione; la Corte rileva l’inammissibilità per difetto di specificità e comunque la non pertinenza rispetto ai manufatti costruiti in pendenza di concessione.
art. 49 cod. nav.
"quando venga a cessare la concessione, le opere non amovibili costruite sulla zona demaniale restano acquisite allo Stato, senza alcun compenso o rimborso"
È norma speciale applicabile anche alla cessazione della concessione per sdemanializzazione; comporta l’acquisizione gratuita allo Stato delle opere non amovibili e l’estinzione del diritto di superficie temporaneo, salvo diversa pattuizione nell’atto di concessione.
art. 936 c.c.
È escluso dalla disciplina applicabile alle costruzioni realizzate in pendenza di concessione demaniale, in quanto derogato dall’art. 49 cod. nav.
art. 953 c.c.
La sua violazione è esclusa perché la fattispecie è regolata dalla norma speciale dell’art. 49 cod. nav., che prevede l’acquisizione gratuita allo Stato.
art. 327 c.p.c.
Per i giudizi iniziati prima del 4 luglio 2009 continua ad applicarsi il termine lungo annuale e non quello semestrale.
art. 360 bis n. 1 c.p.c.
Il primo motivo è dichiarato inammissibile perché la sentenza impugnata si è conformata alla giurisprudenza consolidata della Corte.
art. 360 comma primo n. 3 c.p.c.
Richiamato quale parametro dei motivi di violazione di legge, ma i motivi sono ritenuti inammissibili o infondati.
art. 23 L. n. 87/1953
La questione di legittimità costituzionale è rimessa al potere del giudice, non può costituire autonomo motivo di ricorso per cassazione.
art. 24 comma 2 L. n. 87/1953
La questione di costituzionalità può essere proposta o riproposta in ogni stato e grado solo se rilevante e non manifestamente infondata, in connessione con questioni ritualmente dedotte.
art. 42 Cost.
Invocato dal ricorrente in relazione alla pretesa espropriazione senza indennizzo; la Corte non ravvisa il contrasto prospettato.
art. 117 comma 1 Cost.
Invocato in relazione all’art. 1 Prot. n. 1 CEDU; la Corte esclude la violazione.
art. 1 Prot. n. 1 CEDU
La Corte esclude lesione del diritto di proprietà perché il diritto di superficie era già temporaneo e destinato a estinguersi con la cessazione della concessione.
art. 17 Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea
La Corte esclude la necessità di disapplicazione dell’art. 49 cod. nav. per contrasto con la Carta, data l’assenza di una tutela patrimoniale consolidata in capo al concessionario.
art. 950 c.c.
È ritenuto inconferente perché riguarda il regolamento di confini e ha valore probatorio residuale, non una presunzione assoluta di proprietà.
art. 13 comma 1-quater D.P.R. n. 115/2002
Richiamato per l’obbligo di versamento dell’ulteriore contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità.
Massime di principio
- La cessazione della concessione demaniale marittima per qualsiasi causa, ivi compresa la sdemanializzazione dell’area, comporta l’acquisizione gratuita allo Stato delle opere non amovibili realizzate in pendenza di concessione, salvo diversa previsione dell’atto concessorio.
- Il diritto di superficie sorto in pendenza di concessione su suolo demaniale è, per sua natura, temporaneo e si estingue con la cessazione del titolo concessorio; non può essere trasformato automaticamente in rapporto di locazione o affitto senza una specifica manifestazione scritta di volontà dell’Amministrazione.
- La disciplina speciale dell’art. 49 cod. nav. deroga alla regola generale dell’accessione e alla tutela indennitaria prevista per le opere del terzo ex art. 936 c.c., sicché il concessionario non può pretendere compensi o rimborsi in assenza di una clausola contraria.
- In cassazione non è ammissibile formulare come motivo autonomo una questione di legittimità costituzionale; la parte può solo sollecitare il giudice alla rimessione, mentre la valutazione sulla rilevanza e non manifesta infondatezza resta riservata al giudice.
- Le risultanze catastali hanno valore meramente probatorio residuale e non sono idonee, da sole, a sovvertire la qualificazione giuridica del rapporto o a dimostrare la permanenza di un diritto reale estintosi per effetto della legge speciale.
- Le censure che presuppongono una rivalutazione del materiale probatorio o un diverso apprezzamento dei fatti sono inammissibili nel giudizio di legittimità quando la sentenza impugnata abbia fornito una ricostruzione coerente e conforme a giurisprudenza consolidata.
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