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Intesa e abuso

Provvedimento AGCM I838 n. 28245 del 20/05/2020

RESTRIZIONI NELL'ACQUISTO DEGLI ACCUMULATORI AL PIOMBO ESAUSTI

AGCMI838

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM ha ampliato l’istruttoria I838, già avviata nei confronti di COBAT RIPA, COBAT e di operatori attivi nella produzione, raccolta e riciclo degli accumulatori al piombo esausti. Gli elementi ispettivi fanno ipotizzare condotte coordinate consistenti nell’uso escludente di informazioni riservate, nell’applicazione di prezzi di acquisto differenziati in base all’origine del rifiuto, nella condivisione di informazioni commercialmente sensibili, in restrizioni agli acquisti da sistemi concorrenti, in vincoli al trattamento presso riciclatori consortili e nella differenziazione dei contributi ambientali. L’istruttoria è stata estesa anche a SIAPRA S.p.A., controllata da Fiamm Energy Technology S.p.A.; il provvedimento non accerta l’infrazione e non irroga sanzioni.

Procedimento I838: possibile intesa restrittiva nel settore della raccolta e del riciclo degli accumulatori al piombo esausti, con estensione dell’oggetto dell’istruttoria e coinvolgimento di SIAPRA; nessun accertamento definitivo né sanzione nel provvedimento.

Estensione dell’istruttoria I838 nel settore degli accumulatori al piombo esausti

Il provvedimento n. 28245 del 20 maggio 2020 amplia l’istruttoria I838, avviata il 3 dicembre 2019 ai sensi dell’articolo 14 della legge n. 287/1990 nei confronti di COBAT RIPA, COBAT, Fiamm Energy Technology S.p.A., Clarios Italia S.r.l., Eco-bat S.r.l., Piomboleghe S.r.l., Piombifera Italiana S.p.A. ed ESI Ecological Scrap Industry S.p.A. L’Autorità valuta possibili violazioni dell’articolo 101 TFUE nella raccolta e nel riciclo degli accumulatori al piombo per veicoli e industriali esausti. Il provvedimento ha natura istruttoria e non contiene un accertamento definitivo dell’infrazione né una sanzione.

Parti e contesto consortile

Le condotte ipotizzate si sarebbero realizzate per il tramite o all’interno di COBAT e, fino al 31 dicembre 2019, di COBAT RIPA, nonché del precedente Cobat – Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo. L’Autorità considera rilevante la partecipazione ai sistemi consortili di produttori/importatori e riciclatori, inclusi operatori qualificati come appartenenti alla categoria A1.

Nel corso dell’istruttoria, e in particolare a seguito degli accertamenti ispettivi del 10 dicembre 2019, sono emersi elementi che hanno indotto l’Autorità ad ampliare sia l’oggetto sia i soggetti interessati dal procedimento.

Condotte relative alle informazioni e ai prezzi di acquisto

Secondo la ricostruzione provvisoria dell’Autorità, le parti avrebbero acquisito e utilizzato con finalità escludenti informazioni riservate riguardanti i punti di approvvigionamento dei raccoglitori, cioè dei detentori del rifiuto. Tali informazioni avrebbero consentito di conoscere la provenienza degli accumulatori esausti e di indirizzare le politiche commerciali di raccolta.

L’Autorità ipotizza inoltre l’offerta ai raccoglitori di prezzi di acquisto differenziati in base all’origine del rifiuto. La combinazione tra conoscenza dei punti di approvvigionamento e prezzi differenziati sarebbe stata potenzialmente idonea a ridurre la base di raccolta dei sistemi concorrenti.

Condivisione di informazioni e restrizioni agli acquisti

Il provvedimento prende in considerazione la possibile condivisione, negli organi consortili, di informazioni commercialmente sensibili. La condivisione avrebbe riguardato, tra l’altro, elementi utili a coordinare le strategie degli operatori attivi nella raccolta e nel trattamento degli accumulatori esausti.

Sono inoltre ipotizzate intese dirette a impedire o limitare l’acquisto di accumulatori al piombo esausti per veicoli e industriali da sistemi di raccolta concorrenti, salvo diverse pattuizioni definite all’interno del sistema consortile. L’Autorità valuta tale meccanismo come una possibile restrizione della concorrenza tra sistemi di raccolta.

Vincoli al trattamento presso riciclatori consortili

Un ulteriore profilo riguarda i produttori/importatori di categoria A1 di COBAT e, fino al 31 dicembre 2019, di COBAT RIPA, nonché del precedente consorzio Cobat. Essi sarebbero stati tenuti a far lavorare gli accumulatori esausti loro assegnati esclusivamente presso riciclatori A1 appartenenti ai medesimi sistemi consortili.

Tale vincolo potrebbe aver limitato la libertà di scelta dei produttori/importatori quanto agli impianti o agli operatori incaricati del trattamento, incidendo sulle dinamiche concorrenziali tra riciclatori e tra sistemi di raccolta. Nel provvedimento, tuttavia, la qualificazione definitiva e gli effetti concreti della condotta restano oggetto di accertamento istruttorio.

Contributi ambientali e categorie consortili

L’Autorità esamina anche la possibile alterazione della concorrenza tra produttori/importatori di categoria A1 e gli altri produttori/importatori aderenti ai consorzi. Gli elementi acquisiti sembrano indicare la fissazione di contributi ambientali in una filiera già remunerativa.

I contributi sarebbero stati differenziati tra le varie categorie di produttori/importatori e, fino al 31 dicembre 2019, avrebbero interessato anche i riciclatori A1. Secondo l’ipotesi istruttoria, tale struttura avrebbe potuto avvantaggiare i soli produttori/importatori di categoria A1 e incidere sulle condizioni concorrenziali all’interno dei sistemi consortili.

Possibile alterazione della concorrenza tra sistemi di raccolta

La presenza dei riciclatori A1 in COBAT, COBAT RIPA e, anteriormente, nel consorzio Cobat è considerata dall’Autorità potenzialmente idonea ad alterare le dinamiche concorrenziali tra i diversi sistemi di raccolta cui aderiscono i produttori/importatori che immettono sul mercato nazionale accumulatori al piombo per veicoli e industriali.

L’ipotesi complessiva riguarda quindi un insieme coordinato di pratiche relative all’accesso al rifiuto, alle condizioni economiche di acquisto, alla circolazione delle informazioni, alla scelta dei riciclatori e alla ripartizione dei costi o contributi ambientali.

Estensione soggettiva a SIAPRA

Dalla documentazione acquisita è emerso il possibile coinvolgimento di Società Italiana Accumulatori Produzione Ricerca Avezzano – SIAPRA S.p.A. La società è interamente controllata da Fiamm Energy Technology S.p.A., già parte del procedimento.

Per tale ragione, l’AGCM ha disposto l’estensione soggettiva dell’istruttoria a SIAPRA, senza formulare nel provvedimento un accertamento conclusivo della sua responsabilità.

Base normativa e fase procedurale

L’istruttoria è condotta ai sensi dell’articolo 101 TFUE, con riferimento a possibili intese restrittive della concorrenza. Il provvedimento richiama anche il Regolamento CE n. 1/2003 e la legge n. 287/1990; non sono invece contestate, nel testo fornito, specifiche violazioni dell’articolo 102 TFUE o dell’articolo 3 della legge n. 287/1990.

L’Autorità ha fissato un termine di sessanta giorni dalla notifica per l’esercizio del diritto delle parti di essere sentite. La richiesta di audizione deve pervenire alla Direzione Energia e Industria di Base almeno quindici giorni prima della scadenza del termine. È inoltre riconosciuto il diritto di prendere visione degli atti del procedimento.

Esito del provvedimento

L’AGCM ha deliberato: l’estensione oggettiva dell’istruttoria alle ulteriori condotte descritte; l’estensione soggettiva del procedimento I838 a SIAPRA S.p.A.; la fissazione dei termini per l’audizione e l’accesso agli atti. Non risultano, nel provvedimento, una decisione definitiva sull’infrazione, misure cautelari, impegni, ordini di cessazione o sanzioni pecuniarie.

Punti principali

Natura del provvedimento

Si tratta di un provvedimento di estensione oggettiva e soggettiva dell’istruttoria I838, adottato ai sensi dell’articolo 14 della legge n. 287/1990 e relativo a possibili violazioni dell’articolo 101 TFUE.

Condotte relative alla raccolta

L’Autorità ipotizza l’acquisizione e l’uso, a fini escludenti, di informazioni riservate sui punti di approvvigionamento dei raccoglitori e l’offerta di prezzi di acquisto differenziati in funzione dell’origine degli accumulatori esausti, con possibile riduzione della base di raccolta dei sistemi concorrenti.

Condotte negli organi consortili

Sarebbero state condivise informazioni commercialmente sensibili e concordato il mancato acquisto di accumulatori esausti da sistemi di raccolta concorrenti, salvo diverse pattuizioni consortili. Inoltre, i produttori/importatori di categoria A1 sarebbero stati tenuti a far trattare gli accumulatori assegnati esclusivamente dai riciclatori A1 dei medesimi consorzi.

Contributi ambientali e ruolo dei riciclatori

L’istruttoria riguarda anche la possibile fissazione di contributi ambientali differenziati tra categorie di produttori/importatori, in una filiera ritenuta remunerativa, nonché l’inclusione dei riciclatori A1 nel sistema consortile, con possibile alterazione della concorrenza tra sistemi di raccolta.

Estensione soggettiva e garanzie procedurali

Il procedimento è stato esteso a SIAPRA S.p.A., interamente controllata da Fiamm Energy Technology S.p.A. Le parti dispongono di sessanta giorni dalla notifica per chiedere di essere sentite e possono prendere visione degli atti secondo le modalità indicate dall’Autorità.

Come è indicizzato

Materieintese restrittiveart. 101 tfuescambio di informazionimercato rilevantesettore del riciclo

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