Cassazione Penale, Sentenza n. 12258/2025 del 28/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialenon fornito: fornire il dispositivo della sentenza o il risultato del giudizio per un riepilogo dettagliato
Esito
Favorevole al non determinato
La controversia
non fornito: indicare il motivo specifico della controversia. Se intendeva "fase di valutazione oscuramento" in senso generale, tipicamente la questione riguarda la richiesta di oscuramento/rimozione o deindicizzazione di contenuti online per violazione della privacy, diffamazione o altri diritti, e la valutazione della legittimità di tale misura rispetto alla libertà di informazione
Norme richiamate
Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), art. 17 - Diritto alla cancellazione (diritto all'oblio)
Nelle decisioni su oscuramento o cancellazione, i giudici valutano la sussistenza del diritto alla cancellazione in funzione della liceità del trattamento, dell'interesse pubblico, della pertinenza e della conservazione dei dati; l'art. 17 non è assoluto e va bilanciato con altri diritti
Direttiva 2000/31/CE e D.lgs. 70/2003 (servizi della società dell'informazione)
Regolano responsabilità e obblighi degli intermediari (hosting providers, motori di ricerca). In molte decisioni si distingue tra responsabilità del prestatore di servizi e obbligo di rimozione/oscura-mento in presenza di ordine giudiziario o notifica conforme
Art. 700 c.p.c. (misure cautelari in materia civile)
Spesso utilizzato per ottenere provvedimenti urgenti di oscuramento o di inibitoria: il giudice verifica fumus boni iuris e periculum in mora (fondatezza apparente del diritto e rischio di danno irreparabile)
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 8 (diritto alla vita privata) e art. 10 (libertà di espressione)
La giurisprudenza bilancia diritto alla riservatezza e diritto all'informazione/manifestazione del pensiero; l'eventuale oscuramento deve essere proporzionato e necessario in una società democratica
Sentenza Corte di Giustizia UE, Google Spain (C‑131/12)
Ha riconosciuto il diritto, in certi casi, alla deindicizzazione (right to be forgotten) da motori di ricerca per proteggere la privacy, ma con limiti legati all'interesse pubblico e alla rilevanza delle informazioni
Massime di principio
- Valutare la fondatezza del diritto denunciato (privacy, onore, riservatezza) e bilanciarlo con il diritto di informazione: l'oscuramento non è automatico
- Applicare i principi di necessità e proporzionalità: preferire misure meno intrusive (es. deindicizzazione o redazione di parti specifiche) rispetto alla rimozione totale se possibile
- Verificare urgenza e periculum in mora per misure cautelari: per ottenere un provvedimento provvisorio è necessario dimostrare danno imminente e difficoltà di riparazione
- Distinguere gli obblighi tra tipi di soggetti (hosting provider, search engine, editore): gli intermediari hanno ruoli diversi e diverse posizioni di responsabilità
- Considerare l'interesse pubblico e la rilevanza storica dell'informazione: notizie di interesse pubblico pesano a favore della conservazione del contenuto
- Richiedere specificità nella domanda di oscuramento: indicare esattamente quali contenuti e dove sono pubblicati (URL, screenshot) per evitare provvedimenti generici e sproporzionati
- Prevedere la limitazione temporale: l'oscuramento dovrebbe essere proporzionato anche nella durata e riesaminabile
- Valutare soluzioni tecniche alternative e relative conseguenze (geoblocking, deindicizzazione solo in UE, anonimizzazione dei dati)
- Accertare la giurisdizione applicabile e gli strumenti di impugnazione: fornire chiari rimedi in caso di errato oscuramento
- Documentare le misure adottate e le comunicazioni con il provider per creare traccia procedurale utile in sede giudiziale
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