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Sentenza

Sentenza n. 735/2026 - Torino, Sezione 1

per l'annullamento del silenzio rifiuto formatosi sull'istanza di rilascio del permesso di soggiorno presentata dal ricorrente il -OMISSIS-, con conseguente ordine di provvedere con un provvedimento espresso;

Giustizia amministrativa202600090

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sulla domanda di rilascio del permesso di soggiorno

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente aveva presentato domanda di rilascio del permesso di soggiorno ed era stato successivamente convocato dalla Questura per il fotosegnalamento, ma l'amministrazione non aveva concluso il procedimento né adottato un provvedimento espresso. Con ricorso notificato e depositato il 15 gennaio 2026, ha agito ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per far accertare l'illegittimità del silenzio serbato dall'amministrazione e ottenere l'ordine giudiziale di provvedere. Il presupposto dedotto era il superamento del termine di sessanta giorni previsto dall'art. 5, comma 9, del d.lgs. 286/1998 per il rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'illegittimità del silenzio dell'amministrazione. Ha chiarito che la violazione del termine di sessanta giorni previsto per la conclusione del procedimento non determina, di per sé, l'illegittimità di un eventuale provvedimento tardivo, ma comporta la formazione di un silenzio-inadempimento impugnabile mediante l'azione prevista dagli artt. 31 e 117 c.p.a. L'amministrazione è stata condannata a concludere il procedimento con un provvedimento espresso entro sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. È stata riservata la successiva nomina di un commissario ad acta su istanza del ricorrente in caso di ulteriore inerzia. Le spese di lite sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 9, d.lgs. 286/1998

    «permesso di soggiorno è rilasciato, rinnovato o convertito entro sessanta giorni dalla data in cui è stata presentata la domanda, se sussistono i requisiti e le condizioni previsti dal presente testo unico e dal regolamento di attuazione per il permesso di soggiorno richiesto»

    Il termine di sessanta giorni individua il termine per la conclusione del procedimento relativo al permesso di soggiorno; la sua violazione non rende illegittimo un eventuale provvedimento tardivo, ma determina la formazione del silenzio-inadempimento azionabile dal privato.

  • art. 31 d.lgs. 104/2010

    Prevede, insieme all'art. 117 c.p.a., la tutela contro il silenzio-inadempimento dell'amministrazione.

  • art. 117 d.lgs. 104/2010

    Consente al privato di agire contro il silenzio dell'amministrazione e al giudice di ordinare la conclusione del procedimento entro un termine stabilito.

Massime di principio

  • Il superamento del termine previsto per la conclusione del procedimento di rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno non determina automaticamente l'illegittimità di un eventuale provvedimento tardivo, ma integra un silenzio-inadempimento azionabile dal privato ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a.
  • Accertata l'illegittimità del silenzio dell'amministrazione nel procedimento relativo al permesso di soggiorno, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione procedente di adottare un provvedimento espresso entro un termine assegnato, riservando, in caso di persistente inerzia, la nomina di un commissario ad acta su istanza dell'interessato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTermini del procedimento e silenzioDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad acta

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