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Ordinanza

Ordinanza n. 992/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202601565

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lombardia n. 2458/2025 che aveva dichiarato improcedibile il ricorso contro l’ordinanza di ingiunzione a demolire, l’accertamento di inottemperanza e il verbale di sopralluogo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario edilizio)

Prevale il privato

La controversia

La società ha appellato la sentenza del TAR Lombardia e ha chiesto la sospensione cautelare della sua efficacia. In primo grado erano stati impugnati l’ordinanza dirigenziale n. 1 dell’8 marzo 2024, avente a oggetto il ritiro di precedenti ordinanze e l’emissione di un nuovo provvedimento, la determinazione n. 419 del 4 luglio 2024 di accertamento dell’inottemperanza all’ordinanza di ingiunzione a demolire adottata ai sensi dell’art. 35 d.P.R. 380/2001, nonché il verbale di sopralluogo volto a verificare l’ottemperanza. In sede cautelare d’appello sono state ritenute meritevoli di approfondimento sia la questione relativa alla declaratoria di improcedibilità, in rapporto alla natura dell’atto adottato dall’amministrazione il 21 marzo 2025 — ritenuto dal TAR non meramente confermativo — sia la questione dell’accertamento della proprietà.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare non mediante sospensione espressa degli atti, ma ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a., ritenendo che le censure richiedessero un adeguato approfondimento nel merito. Ha disposto la trasmissione dell’ordinanza al Presidente della Sezione per la fissazione dell’udienza di merito. Ha precisato che l’istanza cautelare potrà essere riproposta qualora insorga attualmente il pericolo di demolizione delle opere. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base processuale dell’appello cautelare e della domanda di sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Consente, nella fase cautelare, di fissare con priorità l’udienza di merito quando le esigenze cautelari possono essere soddisfatte mediante una rapida definizione del giudizio; nel caso concreto il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare disponendo la fissazione dell’udienza di merito.

  • art. 35 d.P.R. 380/2001

    Indicato quale fondamento dell’ordinanza di ingiunzione a demolire e del successivo accertamento comunale di inottemperanza.

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    Richiamato in relazione al verbale di sopralluogo diretto a verificare l’avvenuta ottemperanza all’ordinanza di demolizione.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, quando le questioni relative alla procedibilità del ricorso e alla titolarità dominicale richiedono un approfondimento incompatibile con la cognizione sommaria, il giudice può soddisfare le esigenze cautelari fissando con priorità l’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a.
  • La qualificazione di un atto amministrativo successivo come meramente confermativo o come nuovo provvedimento, con conseguenze sulla procedibilità dell’impugnazione originaria, costituisce questione suscettibile di approfondimento nella fase di merito quando non sia definibile con certezza nella cognizione cautelare.
  • L’accoglimento dell’istanza cautelare mediante fissazione dell’udienza di merito non preclude la riproposizione della domanda cautelare qualora sopraggiunga un pericolo attuale di demolizione delle opere.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoTutela cautelareDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareLegittimazione e interesse a ricorrereSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potere

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