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Sentenza

Sentenza del 21/03/2017 n. 1237 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

IRPEF- Società a ristretta base societaria - Presunzione utili in capo ai soci.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci è stata ritenuta ammissibile. La sentenza conferma quindi, in linea con Cass. n. 15824/2016, che l'accertamento di redditi non contabilizzati in una società a ristretta base societaria può giustificare l'imputazione degli stessi ai soci, salvo prova contraria.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda la possibilità di imputare ai soci, ai fini IRPEF, utili extracontabili accertati nei confronti di una società di capitali con ristretta base societaria. Nel caso esaminato, la s.r.l. aveva cinque soci e l'amministratore era figlio del socio di maggioranza. La presenza di una compagine sociale ristretta e di stretti rapporti familiari o di affinità è stata ritenuta idonea a fondare la presunzione che i maggiori ricavi o utili non contabilizzati siano stati conosciuti e distribuiti ai soci.

Norme richiamate

  • IRPEF – disciplina della tassazione dei redditi distribuiti ai soci

    Il reddito occulto accertato in capo a una società a ristretta base societaria può essere presuntivamente considerato distribuito ai soci, con conseguente tassazione personale, quando la ristrettezza della compagine e i rapporti personali rendano plausibile la conoscenza e la ripartizione degli utili.

  • Cassazione civile, sentenza n. 15824/2016

    La Corte ha riconosciuto la validità della presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili di società a ristretta base sociale, purché gli interessati possano fornire una prova contraria concreta e specifica.

Massime di principio

  • Nelle società di capitali con pochi soci, l'accertamento di maggiori ricavi o utili extracontabili può comportare una presunzione di distribuzione degli stessi ai soci.
  • La presunzione è particolarmente forte quando i soci sono legati da rapporti familiari o di affinità e la gestione societaria è concentrata in pochi soggetti.
  • La presunzione non è automaticamente insuperabile: il socio può contestarla dimostrando, con elementi specifici, di non aver percepito gli utili o di non aver avuto disponibilità o conoscenza delle somme.
  • La mera appartenenza alla compagine sociale, tuttavia, può non essere sufficiente da sola; assumono rilievo la ristrettezza della base societaria, i rapporti personali e le concrete modalità di gestione.
  • In situazioni analoghe è opportuno distinguere l'accertamento del reddito extracontabile della società dalla successiva imputazione dello stesso ai soci, che si fonda su una presunzione e può essere oggetto di prova contraria.

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