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Sentenza

Sentenza del 10/02/2020 n. 108 - Comm. Trib. Reg. per il Molise

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente contestava la legittimità della comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria per più profili: non aveva accettato l'eredità del padre defunto e dunque i beni non erano entrati nel suo patrimonio; deduceva inoltre inesistenza o nullità della notifica dell'atto e degli atti presupposti. L'Agenzia sosteneva che l'iscrizione ipotecaria è atto meramente a garanzia (non esecutivo) e quindi non richiede la prova dell'accettazione dell'eredità per essere adottata, oltre a difendere la regolarità delle notifiche

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso del contribuente. Il Collegio ha ritenuto che non risultasse provata l'accettazione (espressa o tacita) dell'eredità da parte del ricorrente e che, pertanto, i beni del de cuius non potevano essere aggrediti neppure con misure conservative come l'iscrizione ipotecaria. L'appello è stato respinto; nulla per le spese d'appello in assenza di costituzione del contribuente

Norme richiamate

  • art. 480 c.c.

    Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni

    L'erede diventa tale solo al momento dell'accettazione (espressa o tacita); fino ad allora i beni del de cuius non fanno parte del patrimonio dell'erede e non sono aggredibili

  • art. 476 c.c.

    Riferimento all'accettazione tacita/implicita dell'eredità

    L'accettazione implicita è possibile per comportamenti che denotino volontà di accettare; tuttavia l'Amministrazione finanziaria è onerata della prova di tale accettazione implicita

  • Cassazione civile, sent. 29/03/2017, n. 8053

    L'accettazione dell'eredità è il presupposto perché si possa rispondere dei debiti erariali; la prova è a carico dell'Amministrazione finanziaria

    Conferma il principio che la responsabilità per debiti tributari ereditari richiede l'accettazione dell'eredità e che la PA deve provare l'accettazione, salvo prova di accettazione implicita

Massime di principio

  • La responsabilità del successore per i debiti tributari del de cuius richiede l'accettazione dell'eredità: senza prova di accettazione (espressa o tacita) i beni non sono parte del patrimonio dell'erede e non sono aggredibili
  • L'iscrizione ipotecaria, anche se misura conservativa e non atto di esecuzione piena, non può colpire beni che non sono entrati nel patrimonio dell'erede per mancata accettazione
  • L'onere della prova dell'accettazione dell'eredità spetta all'Amministrazione finanziaria quando sostiene la responsabilità del presunto erede per debiti erariali
  • L'accettazione tacita può essere desunta da comportamenti del chiamato all'eredità; è quindi prudente per il chiamato conservare documentazione che dimostri la mancata accettazione o l'eventuale rinuncia
  • In casi analoghi il contribuente dovrebbe: a) eccepire immediatamente la mancata accettazione dell'eredità; b) produrre documenti che dimostrino rinuncia o assenza di atti riconducibili ad accettazione implicita; c) contestare tempestivamente la validità della notifica se presente
  • L'amministrazione tributaria, prima di iscrivere ipoteca contro un presunto erede, dovrebbe accertare e provare la sussistenza di una posizione successoria attiva (accettazione) o di comportamenti che la rendano implicitamente provata

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